La terapia del dolore, talvolta indicata come medicina del dolore o terapia antalgica, è un’importante disciplina medica che fa parte della più ampia specialità di Anestesia e Rianimazione

Come vedremo, essa si avvale di una gamma particolarmente ampia di trattamenti - sia di medicina convenzionale che di medicina complementare - ai quali si ricorre a seconda dello specifico caso.

La terapia del dolore, che non deve essere confusa con la terapia palliativa, è quindi una specialità piuttosto complessa e al contempo molto delicata dal momento che il dolore, sia quello acuto sia quello cronico, è una manifestazione che, oltre a generare una sofferenza fisica più o meno grave, ha anche un impatto psicologico non indifferente, dato che può minare in modo significativo la qualità di vita della persona.

Dove viene praticata la terapia del dolore?

La terapia del dolore è una disciplina che viene pratica in diversi contesti sanitari. Alcuni ospedali pubblici hanno per esempio spazi dedicati ad ambulatori di terapia del dolore; lo stesso può dirsi per alcune cliniche private, centri medici specializzati, case di cura ecc.

In ogni regione italiana sono presenti strutture in cui viene praticata tale disciplina; nel caso della Lombardia si può per esempio ricordare la terapia del dolore presso La Madonnina, una casa di cura privata ubicata nel cuore di Milano che si contraddistingue per la varietà di servizi sanitari che mette a disposizione dei pazienti e per l’altissimo livello dell’assistenza sanitaria. Relativamente alla cura del dolore acuto e cronico, nella struttura in questione è presente un moderno servizio di Medicina del dolore.

Il primo approccio

Come facilmente si può immaginare, il primo approccio alla terapia del dolore è costituito da una prima visita con uno o più specialisti in Anestesia e Rianimazione, grazie alla quale si potrà formulare un percorso personalizzato che, a seconda dello specifico caso, può contemplare più di un tipo di trattamento. È infatti necessario puntualizzare che ogni paziente è un caso a sé stante ed è fondamentale un corretto inquadramento della specifica situazione per ottenere i migliori risultati.

La visita si compone tipicamente di vari step; uno dei più importanti è un’anamnesi dettagliata che aiuti gli specialisti a raccogliere il maggior numero di informazioni sulla natura del dolore (quando è iniziato, quali sono le sue caratteristiche ecc.), su quali sono gli eventuali fattori scatenanti, su come influenza le varie attività quotidiane, il riposo, le relazioni sociali ecc.

Si dovranno fornire anche informazioni sui trattamenti che si stanno seguendo o che si sono seguiti ecc. Seguirà anche un esame fisico e potrebbero essere richiesti alcuni esami diagnostici.

Grazie alla visita sarà possibile prendere decisioni mirate sul trattamento.

A quali trattamenti si ricorre?

Una volta deciso il percorso terapeutico, a seconda dei casi si potrà ricorrere a trattamenti di vario tipo (farmacologici, strumentali, chirurgici, psicologici e riabilitativi) sia convenzionali che complementari, eventualmente integrati fra loro.

Come ben si comprende un approccio di questo tipo comporta la collaborazione del terapista del dolore con diverse altre figure professionali (approccio multidisciplinare).

Quali obiettivi si pone la terapia del dolore?

L’obiettivo principale della terapia del dolore è la massima riduzione del dolore, fino all’eventuale scomparsa dello stesso, traguardo quest’ultimo non sempre ottenibile. Ovviamente da ciò conseguirà un notevole miglioramento della qualità di vita del paziente, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico.

 

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