Si parla di infertilità di coppia quando una coppia non riesce a concepire dopo 12 mesi di rapporti liberi. Si stima che il 15-20% delle coppie italiane abbiano difficoltà nel concepimento. I motivi che portano le coppie italiane ad avere problemi di fertilità sono diversi e si dividono equamente tra cause maschili e cause femminili.

Per il 40% le cause dell’infertilità sono da attribuirsi ad una problematica femminile, per un 40% ad una problematica maschile e per il 20% si individua una causa inspiegata dell’infertilità; quest’ultima categoria non vuol dire che non esista una problematica legata alla fertilità ma vuol dire che purtroppo, con i metodi diagnostici presenti e utilizzabili nel 2021, non è possibile individuare una causa specifica ed univoca del mancato concepimento.

Se andiamo a considerare le cause femminili, sicuramente l’innalzamento dell’età media femminile è una delle primissime cause della riduzione della fertilità.  Se guardiamo i nostri vicini europei, l’età media del primo figlio in Francia è di circa 28 anni, in Germania è di 29,7 anni, in Inghilterra di 29 anni, in Spagna di 31 anni mentre in Italia siamo intorno ai 31,2 anni (dati Istat 2018), paese fanalino di coda rispetto agli stati membri europei; un altro primato poco confortante tutto italiano riguarda la percentuale di donne che concepisce dopo i 40 anni: 6,1% contro la media europea del 2,8%.
Più aumenta l’età materna, però, più aumenta il rischio di patologie della gravidanza come il diabete gestazionale, la preeclampsia, la minaccia di parto pretermine, il distacco di placenta e molte altre patologie. L’aumento dell’età materna si correla, inoltre, con un aumento degli aborti, una riduzione delle percentuali di gravidanza e un aumentato rischio di patologie genetiche fetali dovuto ad una fisiologica riduzione della qualità ovocitaria, massima prima dei 34 anni, poi in lieve decrescita fino ai 40 anni e dopo velocemente in calo fino all’età della menopausa.

È molto importante, quindi, che le donne abbiano ben in mente il calo fisiologico della propria fertilità e i problemi ad essa connessi per pianificare in maniera consapevole l’età della prima gravidanza. Se la donna, intorno ai 30 anni, non ha ancora un progetto riproduttivo, esiste anche la possibilità di preservare la propria fertilità congelando le proprie uova quando queste sono geneticamente migliori (social freezing) in modo tale che quando la donna sarà nella condizione sociale e personale più propizia alla ricerca della gravidanza, se questa non dovesse arrivare a causa della fisiologica decrescita della qualità ovocitaria, potrà utilizzare i propri ovociti congelati in una fase della propria vita più fertile.

Le altre problematiche femminili che possono compromettere la fertilità, comprendono una vastissima gamma di patologie e condizioni cliniche che spaziano da patologie uterine (fibromi, polipi endometriali, malformazioni uterine), patologie tubariche (occlusione tubarica, idrosalpinge, pregresse gravidanze extrauterine), patologie ovariche (cisti ovariche, endometriosi ovarica), patologie infettive (endometriti, vaginiti recidivanti, sactosalpingi), patologie ormonali (amenorrea ipotalamica, ovaio policistico).

Anche gli stili di vita della coppia sono importanti.
Se consideriamo il fumo, per esempio, sono stati trovati componenti tossici della sigaretta sia nel fluido follicolare che nel liquido spermatico; ciò determina un aumento di danno genetico all’interno delle uova e degli spermatozoi. Dati recenti confermano che ormai il 30% delle donne e il 35% dei maschi fuma. Le donne, in genere, decidono di smettere di fumare ormai a gravidanza iniziata per paura di possibili danni fetali; buona norma sarebbe quella di smettere di fumare prima, quando si programma la ricerca. Stesso discorso vale per il maschio; quando si progetta di iniziare a cercare un concepimento, dovrebbe valutare la sospensione del fumo.

Una cattiva alimentazione, una condizione di sovrappeso o di obesità, sia nel maschio che nella femmina, è ugualmente associato ad una riduzione della fertilità. L’abuso di sostanze, l’abuso di farmaci, lo stress, sono tutti fattori che possono incidere negativamente nel delicato processo della fecondazione umana.  Se la gravidanza tende a non arrivare, oltre che ad una valutazione specialistica, sarà buona norma provare a modificare i propri stili di vita per aumentare le proprie chance riproduttive.

Per problematiche maschili si intendono tutta una serie di patologie genitali e sistemiche che comprendono patologie come il varicocele, patologie infettive, patologie endocrine, fattori ambientali etc. E’ ormai un dato assodato che ci sia stata, negli anni, una perdita di fertilità maschile legata a vari fattori, conosciuti e sconosciuti. Stili di vita, fumo, stress, sovrappeso e fattori ambientali sono solo alcune delle cause di questa riduzione. Purtroppo il maschio italiano tende a non andare a fare una visita urologica di controllo se non in presenza di sintomatologia.  Questo fa si che non si riesca a prevenire e curare diverse patologie che potrebbero, se trascurate, portare all’infertilità.

Quando una coppia decide di iniziare a cercare una gravidanza, sarebbe opportuno, prima di iniziare la ricerca, rivolgersi ad uno specialista che valuterà, dopo un’accurata anamnesi e una visita, se sarà indicato iniziare a fare accertamenti o se invece la coppia potrà serenamente iniziare a cercare un concepimento spontaneo.

"Take home messages":

  • Ridurre fumo, alcol, stress e curare l’alimentazione migliorano la capacità riproduttiva sia nel maschio che nella femmina;
  • Se il ciclo mestruale di una donna è irregolare o doloroso, bisogna eseguire una visita ginecologica di controllo per valutare lo stato di salute e quello riproduttivo;
  • Se all’età di circa 30 anni, la donna non ha ancora un progetto riproduttivo, dovrà consultare uno specialista che potrà valutare la situazione clinica;
  • L’uomo dovrebbe effettuare una visita urologica di controllo in giovane età per prevenire eventuali problemi di fertilità.

A cura della Dott.ssa Lucia Maragno
Ginecologa c/o il Centro di Fertilità di CasaMedica a Bergamo.
CasaMedica lavora in partnership con Biogenesi, centro d’eccellenza nella Procreazione Assistita.
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