"È sano come un pesce, non gli viene neanche un raffreddore…” Quante volte abbiamo sentito una frase del genere, entrata nel gergo proprio perché il raffreddore è uno dei disturbi più comuni: la maggior parte degli adulti ne soffre anche più di una volta all’anno ed è ancora più frequente nei bambini. Il raffreddore, se non si complica, non deve destare preoccupazione, ma è certamente fastidioso: oltre alla secrezione e all’infiammazione delle mucose nasali, al respiro difficile e al congestionamento si accompagna spesso anche a fastidi alla gola, mal di testa, tosse e malessere generale.

A causarlo sono più di 200 virus - i più comuni sono i Rhinovirus e i virus influenzali o parainfluenzali - e proprio per questo ci si ammala tante volte di raffreddore nel corso della vita. A dispetto del suo nome, il raffreddore non è affatto causato dal “raffreddamento”, cioè dall’esposizione a basse temperature. Questa convinzione antiquata, che stenta a morire, deriva dal fatto che la malattia sia molto più comune nei mesi freddi, ma il motivo è un altro: d’inverno si passa molto più tempo in ambienti chiusi senza ricambio d’aria insieme ad altre persone, pensiamo alle aule scolastiche, ai luoghi di lavoro etc. dove il contagio è dietro l’angolo. La trasmissione avviene attraverso le minuscole goccioline che si diffondono con gli starnuti, i colpi di tosse o semplicemente parlando. La massima contagiosità si ha nei primi tre giorni perchè la concentrazione del virus nelle secrezioni nasali è più alta. Evitare ambienti chiusi e affollati, quando possiamo farlo, è la più efficace prevenzione del raffreddore, insieme alla corretta igiene delle mani che consiste nel lavarle con acqua e sapone per almeno un minuto o sfregarle con detergenti specifici come l'alcool in gel. Via libera invece alle passeggiate all’aria aperta, anche se fa freddo: non possono che far bene alla salute soprattutto nei mesi invernali quando si tende a diventare più sedentari. Molte delle informazioni, ancora attuali, che abbiamo sul raffreddore e sulla sua propagazione risalgono al 1946, quando a Salisbury in Inghilterra fu istituita la Common Cold Research Unit, struttura pensata per studiare la malattia con lo scopo di ridurre i costi sociali ad essa legati. Gli studi clinici venivano effettuati su volontari a cui veniva richiesto di rimanere in isolamento per una decina di giorni presso la struttura.

Generalmente un comune raffreddore si risolve entro una settimana, se dovesse prolungarsi con febbre o sintomi più severi è bene consultare il medico per escludere complicazioni che necessitano cure specifiche, come sinusite, otite, bronchite etc. che possono insorgere da un'infezione batterica secondaria. E' importante ricordare quanto pubblicato sul sito del Ministero della salute: "Il raffreddore e l’influenza sono infezioni causate da virus, contro i quali gli antibiotici non hanno alcun effetto. L’uso inappropriato degli antibiotici fa sì che i batteri diventino resistenti agli antibiotici verso i quali un tempo erano sensibili, riducendo le possibilità terapeutiche e di cura".

Bere circa 8 bicchieri di acqua al giorno dovrebbe essere l'abitudine per un adulto, i benefici di una corretta idratazione sono ormai universalmente riconosciuti, ma diventa ancora più importante in caso di raffreddore. L'acqua potrà anche essere parzialmente sostituita da tisane, spremute o succhi di frutta, fonte di sali minerali e vitamina C. L'importante è assumere molti liquidi che, insieme a eventuali rimedi fluidificanti, rendono le secrezioni più fluide e quindi più facilmente eliminabili dalle vie aeree.

I sintomi del raffreddore sono fastidiosi soprattutto di notte quando il naso chiuso impedisce un sonno tranquillo, il farmacista può consigliare per alleviare la congestione nasale rimedi per uso locale, cioè spray nasali o aerosol, o per via orale. Tra i farmaci di automedicazione per il raffreddore dispensati in farmacia o parafarmacia dal farmacista senza obbligo di prescrizione medica ci sono anche decongestionanti nasali che devono essere utilizzati per un tempo limitato perché possono, come riportato sul foglietto illustrativo da leggere sempre, provocare assuefazione. Durante la notte può dare sollievo tenere la testa più sollevata del normale per fare defluire meglio le secrezioni. Per i bambini si può mettere un cuscino sotto il materassino del lettino in modo che risulti inclinato.

Un consiglio sempre valido, soprattutto per i bambini, è quello di “lavare” più volte al giorno il naso con soluzioni saline che si possono acquistare in flaconcini monodose o bombolette spray. Si può anche utilizzare per il lavaggio nasale una siringa senza ago da riempire di soluzione fisiologica (acqua e cloruro di sodio); se si acquista una bottiglia di soluzione bisogna avere cura di non contaminarla con la siringa, versando ogni volta una piccola dose in un bicchierino. Per il lavaggio gli adulti possono piegarsi in avanti ad esempio sul lavandino con la testa leggermente ruotata di lato. Se si respira a bocca aperta e si dirige il getto del flaconcino o della siringa di soluzione fisiologica verso l’orecchio opposto si può fare in modo che la soluzione esca dall'altra narice senza raggiungere la gola. Senza queste precauzioni invece la soluzione va in gola causando fastidio e senso di soffocamento. A fine lavaggio si lascia fluire l'eccesso di soluzione e si soffia delicatamente il naso. Il procedimento è analogo per i bambini ma è preferibile farli stendere e inclinargli la testa di lato, ma non indietro, sempre per evitare che la soluzione arrivi in gola.

Il lavaggio del naso con soluzione fisiologica non è consigliato solo in caso di raffreddore ma anche quando si sente il naso secco o se si è venuti a contatto con polveri o aria inquinata. Quando nella stagione invernale in casa è acceso il riscaldamento l'aria può essere secca, condizione fastidiosa per le mucose nasali, si consiglia quindi di umidificare regolarmente l’ambiente con l'apposito apparecchio o con vaschette poste sui radiatori, a maggior ragione in caso di raffreddore e di non tenere troppo caldo.

Tra i classici consigli della nonna i più popolari sono il brodo di pollo, il latte caldo con il miele e le tisane balsamiche o a base di zenzero e limone. Bere un liquido caldo dà a molti una momentanea sensazione di naso più libero e se non fa migliorare il raffreddore è comunque un piacevole intermezzo che contribuisce a raggiungere l'idratazione giornaliera ottimale.

A cura di Lella Fonseca
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