Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, assegna oggi il riconoscimento “Donne e Covid-19” a 206 operatrici sanitarie di tutta Italia che si sono particolarmente distinte per l’assistenza e la cura ai pazienti durante l’emergenza pandemica.

Per l’ASST Bergamo Ovest saranno premiate Giuseppina Dognini, Medico della Medicina 2° dell’Ospedale di Treviglio-Caravaggio e la Coordinatrice infermieristica del PS di Treviglio-Caravaggio, Barbara Suardi.
Sono 206 le donne premiate oggi da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, a Palazzo Lombardia sede della Regione Lombardia, in occasione della presentazione del IV Congresso Nazionale della Fondazione, per l’impegno in prima linea nella gestione dell’epidemia di Sars-Cov2.

Medico, infermiera, ostetrica, tecnico di laboratorio, psicologa sono alcune tra le figure sanitarie a ricevere il riconoscimento “Donne e Covid-19”: «Un’opportunità per ringraziare tutte le donne che hanno avuto un ruolo chiave nella gestione di questa emergenza sanitaria distinguendosi per il loro essenziale contributo», dice Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda. «I lunghi mesi dell’emergenza sanitaria hanno visto il personale degli ospedali con i Bollini Rosa in prima linea nella gestione della pandemia, molte lavoratrici hanno dovuto isolarsi dagli affetti più cari: anche la loro salute mentale è stata messa a dura prova».

A consegnare il riconoscimento, Mattia Maestri, il paziente di Codogno che in prima persona testimonia l’impegno incessante e la dedizione riservata ai pazienti durante l’emergenza: «La prima cosa che mi viene in mente è semplice, forse scontata, ed è quella di dire ‘grazie’ e non basterebbero pagine e pagine per ringraziarvi tutti e nel modo giusto. Il mio è un messaggio di stima, di orgoglio verso tutti coloro che hanno lavorato e lavorano nel campo sanitario, che hanno combattuto e stanno ancora combattendo in prima linea contro il diffondersi del coronavirus. Sono stati chiamati a fare turni infiniti e strazianti e con determinazione e professionalità hanno dato il massimo, sono stati la colonna portante dell’intero Paese in una situazione di emergenza estrema. Non dimentichiamoci di loro ora che l’emergenza sembra passata, meritano il rispetto e il sostegno di tutti».

Le assegnazioni sono state decise da un Comitato composto da medici e da esperti di settore sulla base delle segnalazioni ricevute dagli ospedali Bollini Rosa, molte delle quali pervenute in particolare da Lombardia e Veneto, le regioni più colpite della pandemia Covid-19.

“Quando mi hanno chiesto di segnalare due nomi di donne che si erano spese totalmente per combattere la pandemia – spiega Peter Assembergs, Direttore Generale dell’ASST Bergamo Ovest - ho subito proposto i nomi ai miei collaboratori ed il consenso è stato unanime. Giuseppina Dognini, medico della Medicina, si è spesa con tutta la sua professionalità e passione per curare i propri pazienti, così come Barbara Suardi, che da caposala del Pronto Soccorso, era nel pieno dell’emergenza, non solo per coordinare il suo staff, ma impegnata come valida infermiera e donna sensibile in quello che era diventato un Pronto Soccorso di frontiera!”

Commosse le parole di Giuseppina Dognini, fotografata col premio in Regione, che proprio a causa del Covid-19, ha perso il padre: “Ringrazio l'ASST Bergamo Ovest e la Fondazione ONDA per questo prezioso riconoscimento. Oggi sono a Milano per rappresentare tutte le operatrici sanitarie della mia Azienda, che hanno impiegato al massimo le loro forze per curare i pazienti, non solo fisicamente, ma soprattutto cercando di portare sostegno morale e conforto affettivo in un momento difficile in cui i parenti non potevano essere loro vicini. In particolare dedico questo riconoscimento al mio papà, grande esempio di forza e rettitudine, che anche nella sofferenza estrema mi ha ricordato l’importanza del prendersi cura degli altri”.

La dott.ssa Dognini ha ritirato il riconoscimento anche a nome di Barbara Suardi, che non ha potuto personalmente essere presente in quanto i posti a disposizione, per le norme Anti Covid, erano limitati. Anche Barbara, contattata telefonicamente, nonostante la timidezza iniziale, ha voluto esprimere il suo ringraziamento alla Direzione Strategica dell’ASST per aver pensato a lei, quale coordinatrice di un gruppo meraviglioso in prima linea in Pronto Soccorso ad accogliere con tanta umanità, le migliaia di pazienti che arrivavano nel drammatico periodo fine febbraio-maggio.

Storie di resistenza e tenacia si sono affiancate a storie di sensibilità e umanità. Come quella di una dottoressa marchigiana che ha dovuto combattere la sua battaglia non solo in corsia, ma anche tra le mura domestiche. Mamma di una bambina con fibrosi cistica, malattia genetica grave e ancora orfana di una cura risolutiva, si è messa in autoisolamento per mesi e al contempo è stata il perno del Pronto Soccorso durante l’emergenza, guidandolo dalla sua casa. Si è distinta per aver contribuito a scoprire i primi casi di Coronavirus, riuscendo nella difficile impresa di governare e rivoluzionare l’attività del pronto soccorso per la gestione dei pazienti Covid-positivi.

In un periodo così carico di lavoro, soprattutto i piccoli gesti hanno fatto la differenza. È il caso di un’infermiera laziale, una delle molte operatrici sanitarie che ha dedicato attenzione e importanza ai contatti tra pazienti e famigliari, tramite l’uso di tablet e smartphone. Le videochiamate hanno avuto un ruolo determinante nel periodo di isolamento; per molto tempo sono state l’unico mezzo di interazione con i propri cari, che hanno potuto trasmettere tutto il calore umano a chi era ricoverato e ricevere dai medici costanti informazioni sul loro stato di salute.

«L'attestato di “Donne e Covid19” ha un valore iconico per il presente perché esprime la riconoscenza alle donne che, ancora una volta, hanno dimostrato una capacità di servizio che integra la loro professionalità con l'espressione dei valori di altruismo. Per il futuro attesta una garanzia per il Sistema Sanitario nazionale», afferma Giorgio Fiorentini, Docente Senior Area pubblica Amministrazione Sanità e Non profit, Uni Bocconi, Presidente Associazione Sottovoce.

Le premiate hanno ricevuto anche le immagini fotografiche delle opere dei tre writers che hanno aderito all’iniziativa: Austin Fowler (https://austinzart.com/), Laika (https://laika1954.com/) e Cheone (Cosimo Caiffa) tramite l’associazione UNISONO APS, Spazio Baluardo di Milano. Dall'Italia agli Stati Uniti, alla Cina gli artisti hanno lanciato nuovi messaggi celebrando il lavoro del personale sanitario e invitando gli abitanti delle città a non uscire di casa dipingendo mascherine e divieti.

Nel corso della cerimonia è stato proiettato “Red Zone – Vita da isolati”, documentario realizzato da Marco Belloni, videomaker di Codogno, che ha vinto l’ultima edizione del Varese International Film Festival.

Rossella Prandina
Ufficio Stampa ASST Bergamo Ovest

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