ElettroSmog ed ElettroSensiblità

elettrosmog


Nel numero di maggio-giugno vi avevamo parlato di inquinamento elettromagnetico, detto anche “Inquinamento invisibile”, delle sue fonti ovvero le Radiorequenze (Rf) e dei Campi Elettromagnetici (Cem). Ora, sempre con l’aiuto di Maurizio Ugo Rodriguez, farmacista e Presidente A.I.K.I. - Associazione Istruttori Kinesiologia Italiana, approfondiamo gli effetti sugli essere viventi, come descritto in diversi studi.

«Gli studi sugli effetti delle Radiofrequenze e dei Campi Elettromagnetici sugli esseri viventi e sull’uomo non sono mai stati confermati in termini ufficiali dalla scienza e molti di loro, nonostante la grande scientificità e rigore tecnico scientifico, sono stati smentiti da altri lavori definiti altrettanto rigorosi con risultati opposti» osserva il dottor Rodriguez. «Tale fenomeno disinformativo è descritto nei tantissimi articoli su “La Sindrome del Factifuging”. Questi articoli spiegano, con semplici parole, come moltissime persone, pur di non mettere in discussione le loro credenze finora acquisite, “fuggono” dalla realtà. Tutto questo genera confusione nelle persone e nel campo medico per cui non vi è certezza che diversi sintomi siano correlati a un inquinamento ambientale da Radiofrequenze e Campi Elettromagnetici».

La legislazione in Italia
Il tema degli effetti delle Radiofrequenze e dei Campi Elettromagnetici sugli esseri viventi e sull’uomo è stato affrontato dal legislatore italiano attraverso la definizione del “Rischio fisico generato da campi elettromagnetici artificiali” con il Decreto Legislativo 9/4/ 2008 n. 81 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) e successive integrazioni. Ad esempio l’Art. 180 del Decreto stabilisce che, tra gli agenti fisici da prendere in considerazione per la Valutazione dei Rischi, vi sono i campi elettromagnetici, mentre l’Art. 28 nel comma 1 lettera a) stabilisce che tale documento deve contenere una “relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa”. Nell’Art. 18 (Obblighi del datore di lavoro e del dirigente) alla lettera z del comma 1 si legge inoltre che tali figure devono “aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione”. «Questo significa che una volta che il datore di lavoro e/o il responsabile della sicurezza sono informati in merito alle “innovazioni tecnologiche”, non possono ignorarle ma devono metterle in atto perché, in caso di controversia con un dipendente per richiesta di “malattia professionale”, dovrebbero spiegare le ragioni della scelta effettuata dimostrando anche che non è stato, ad esempio, il campo elettromagnetico, ad aver generato o co-generato la malattia. Questo vuol dire anche che se vengono immessi in commercio dispositivi che rappresentano un’evoluzione della tecnica di prevenzione o protezione dei lavoratori, allora è il caso che siano inseriti nelle postazioni degli operatori. Il problema è che tale legislazione impone obblighi al datore di lavoro, mentre solleva dagli stessi compiti ad esempio i costruttori di case o di strutture pubbliche» continua l’esperto.

Gli effetti delle emissioni di Radiofrequenze e dei Campi Elettromagnetici
«La mia personale esperienza in questo campo mi porta a dire che non tutti sono elettrosensibili, ma che solo una piccola percentuale della popolazione è predisposta a questo tipo particolare di sensibilità. Nonostante questo parliamo di milioni di persone» sottolinea Rodriguez. «Si ipotizza che ciò che predispone la persona alla elettrosensibilità siano, oltre ai fattori ambientali, anche i fattori genetico-costituzionali e le abitudini alimentari. Altre persone, che per natura non lo sono, lo diventano per alcuni periodi della loro vita, in particolare in situazioni in cui il sistema immunitario risulta debole a causa di fattori stressanti (traumi anche psicologici, malattie debilitanti etc.)».

Ma come si fa a capire se si è o non si è elettrosensibili?
«Può esserci di aiuto la saggezza popolare ed empirica, così come attestata da antiche discipline della cultura cinese, il feng shui, o quella indiana, stapatiaveda o vastu vedico, che suggeriscono almeno tre punti importanti:
i sintomi si devono presentare con l’esposizione, più o meno prolungata, alle fonti di campi elettromagnetici;
devono regredire con l’allontanamento dalle stesse fonti di inquinamento;
non possono essere spiegati con la presenza di patologie concomitanti e spesso insorgono improvvisamente».

I sintomi
Che tipo di sintomi si possono manifestare? «Possono riguardare il sistema nervoso, cardiaco, immunitario, endocrino, gastroenterico, genitourinario e la pelle. Possono essere sia fisici sia comportamentali. Per quelli fisici i principali sono mal di testa, spasmi e tremori, vertigini, nausea, palpitazioni, dolore od oppressione al torace e/o fiato corto, linfonodi ingrossati, allergie, tiroide ingrossata, alterato metabolismo degli zuccheri, diabete, alterazioni del ciclo mestruale, dolore ovarico o testicolare, problemi digestivi, incontinenza, infezioni urinarie ricorrenti, perdita di capelli, bruciore cutaneo, dolore e deterioramento ai denti, solo per citarne alcuni. Quelli comportamentali vanno dai disturbi del sonno alla difficoltà di concentrazione e/o perdita di memoria, ansia, depressione, irritabilità, aggressività, iperattività, stanchezza e debolezza, facile esauribilità». Tutti questi sintomi, secondo gli studi, insorgono in modo repentino in persone che prima non presentavano nessuna predisposizione a essi e per di più essi scompaiono se la persona smette di portare con sé cellulari e frequenta ambienti sani dal punto di vista elettromagnetico. «Può essere utile passare un fine settimana di tre giorni in una baita in montagna o in riva al mare dove non ci sono wi-fi per verificare la propria elettro-sensibilità e verificare quanti di questi sintomi tendono a regredire spontaneamente» conclude il dottor Rodriguez.

Le fonti
www.elettrosensibili.it/wp-content/uploads/2018/05/DANNI-DA-TECNOLOGIA-WIRELESS-apr18.pdf
www.stayonthetruth.com/dr-martha-r-herbert-of-the-harvard-medical-school.php
Factifuging - Author links open overlay panelNathanS.KlineM.D., M.A. (Clark) (New York), F.A.C.P. (DIRECTOR, RESEARCH FACILITY, ROCKLAND STATE HOSPITAL, ORANGEBURG, NEW YORK; ASSISTANT CLINICAL PROFESSOR OF PSYCHIATRY, COLLEGE OF PHYSICIANS AND SURGEONS, COLUMBIA UNIVERSITY, NEW YORK) - The Lancet - Volume 279, Issue 7244, 30 June 1962, Pages 1396-1399

FARMACIA SAN NICOLO'
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