Compie 50 anni la Deutsche Märchenstrasse sulle orme dei Grimm.
“Si dovrebbe rimanere bambini più a lungo, ora che si vive più a lungo”. Parola di Andy Warhol.
In effetti chi non vorrebbevivere in un mondo di sogni e fiabesco? Se non è possibile rimanere eterni Peter Pan, è possibile comunque rivivere quelle pagine dell’adolescenza che abbiamo certamente letto tutti una volta nella vita. In che modo? Percorrendo la Deutsche Märchenstrasse, la strada delle fiabe, unodei più vecchi percorsi turisticidella Germania, che compie mezzo secolo essendo stata inaugurata nel 1975. Lungo 664 chilometri, attraversa 70 luoghi che ripercorrono storie, fiabe, saghe, leggende dei fratelli Grimm. È un viaggio magico, fra sentierifavolosi e castelli medievali. La Deutsche Märchenstrasse si può percorrere da nord a sud o da sud a nord.
Ecco alcunedelle tappe principali.
Hanau, punto di partenza a 20 km da Francoforte, è la culla dei Grimm: Jakob e Wilhelm sono scolpiti in un monumento davanti al palazzo comunale. A 50 km da Hanau si trova Steinau, dove i Grimm trascorsero la loro infanzia. La città ospita un museo e unamostra che ripercorre la vita e le opere dei due fratelli. Nella Marktplatz c’è la fontana delle favole. Ad Alsfeld (65 km da Steinau) incontriamo tanti Cappuccetto rosso: sono le bimbe nei loro variopinti costumi, i Trachten, ricamati a mano con una dozzina di sottogonne, una pettorina e in testa il Käppchen, lo strano cappuccio. È da loro che i fratelli Grimm trovarono ispirazione per la celebre fiaba. Ad Alsfeld, d’obbligo una tappa allo Spielzeugmuseum, il museo dei giocattoli e delle bambole.
Riprendendo la strada verso nord, la nuova tappa è la foresta di Biancaneve e dei sette nani. Biancaneve è di Bad Wildungen e i sette nani provengono da Bergfreiheit. E non si tratta solo di una fiaba. Biancaneve, la bella principessa non fu creata solo dalla fantasia dei Grimm. Visse in Germania, nel Cinquecento: era la contessina Margarethe von Waldeck. Nei poderi di famiglia, i bambini lavoravano nelle miniere ed erano tanto piccoli che parevano nani. La storia di Margarethe-Biancaneve però non ebbe un lieto fine: amò Filippo Secondo di Spagna, ma la ragion di Stato non lo consentiva, così morì avvelenata a 21 anni.
Hannoversch Münden è la patria del dottor Eisenbart, un originale quanto contestato oculista che per primo operò la cataratta alla fine del Seicento. Il personaggio, chiamato Barba di Ferro, è ricordato da una statua in Lange Strasse 79. Nella riserva naturale di Reinhardswald, a Sababurg, ci aspetta invece una fortezza del 1334. I cespugli di rose che adornano i giardini vegliavano la Bella addormentata nel bosco.
Risalendo la strada delle fiabe si arriva a Bodenwerder. Qui si trova la casa natale, oggi municipio, del barone di Munchausen con il piccolo museo che racconta le sue imprese surreali. Ad Hameln incontriamo il Pifferaio magico, che liberò la città dall’invasione dei topi, ma non avendo ottenuto la ricompensa promessa tornò un giorno per incantare con le melodie del suo flauto i bambini e por-
tarli via in un luogo sconosciuto. Sulla strada sono impresse sagome dei topini bianchi che portano ai monumenti e ai luoghi più interessanti: al numero 28 della Osterstrasse, c’è la Rattenfangerhaus, la Casa dell’incantatore di ratti, diventata una tipica locanda.
Ultima tappa: Brema, la città dei celebri musicanti. Nella piazza del mercato c’è la statua in bronzo dedicata alla fiaba con i protagonisti: l’asino, il cane, il gatto e il gallo immortalati uno sopra l’altro, che nelle pagine dei Grimm fuggono di casa per arruolarsi nella banda musicale di Brema e riescono a vincere una banda di briganti. Un lieto fine che nelle favole non manca mai.
A cura di Caterina Roncalli

