Entrano in vigore da febbraio 2025 le nuove regole per la valutazione dei prodotti alimentari innovativi nell’Unione Europea, con requisiti più chiari e dettagliati per garantire sicurezza e trasparenza.
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha recentemente aggiornato le sue linee guida per la valutazione dei “novel food”, ossia quei prodotti alimentari innovativi o non tradizionalmente consumati nell’Unione Europea, come insetti commestibili, alghe o microalghe, carne coltivata in laboratorio e molti altri. Questi aggiornamenti, richiesti dalla Commissione Europea, entreranno in vigore a partire da febbraio 2025 e mirano a rendere più efficiente e trasparente il processo di autorizzazione per l’immissione sul mercato di tali alimenti.

Necessità dell’aggiornamento

Dal 2018, l’anno in cui sono state introdotte le precedenti linee guida, il panorama dei novel food è notevolmente cambiato, con l’emergere sul mercato europeo di nuovi prodotti e tecnologie. Questo ha reso necessario un aggiornamento delle procedure per garantire che le valutazioni di sicurezza siano al passo con le innovazioni nel settore alimentare. Ermolaos Ververis, Scientific Officer dell’Unità Nutrizione e innovazione alimentare dell’EFSA, ha sottolineato come queste nuove linee guida forniscano dettagli più precisi, soprattutto riguardo ai requisiti scientifici, colmando le lacune evidenziate negli ultimi sei anni e, soprattutto, si applicheranno a tutte le domande di autorizzazione di nuovi prodotti alimentari presentate alla Commissione europea a partire da febbraio 2025.

Principali aggiornamenti nelle linee guida scientifiche

Le nuove linee guida richiedono di fornire informazioni dettagliate su vari aspetti dei novel food, tra cui:
> processo di produzione: descrizione dettagliata dei metodi utilizzati per la realizzazione del prodotto;
> composizione: analisi degli ingredienti e delle loro proporzioni;
> usi proposti: indicazioni sulle modalità di consumo e sugli eventuali benefici per i consumatori;
> consumo previsto: stime sulla quantità e frequenza di consumo da parte della popolazione;
> storia dell’utilizzo: informazioni sull’eventuale consumo tradizionale in altre parti del mondo;
> sicurezza: dati su tossicologia, metabolismo, aspetti nutrizionali e potenziali allergeni.

Queste informazioni sono fondamentali per non solo per garantire che i novel food siano sicuri per i consumatori europei, ma anche per facilitarne una valutazione accurata da parte dell’EFSA.

Procedura di autorizzazione dei novel food nell’UE

Dal 1º gennaio 2018, la procedura per l’autorizzazione di un novel food nell’UE prevede che il richiedente presenti una domanda alla Commissione Europea. Dopo una verifica preliminare, la Commissione trasmette la richiesta agli Stati membri e incarica l’EFSA di effettuare una valutazione scientifica. L’EFSA ha quindi sei mesi di tempo per emettere un parere, a partire dal momento in cui la domanda è ritenuta valida. L’aggiornamento delle linee guida rappresenta un passo significativo verso una maggiore chiarezza e trasparenza nel processo di autorizzazione dei novel food. Ciò potrebbe incentivare l’innovazione nel settore alimentare, offrendo opportunità per l’introduzione di prodotti come la carne coltivata, gli insetti commestibili e altri alimenti innovativi. Tuttavia, è essenziale che le aziende del settore si preparino adeguatamente, familiarizzando con le nuove li-
nee guida e assicurandosi di fornire tutte le informazioni richieste per facilitare il processo di valutazione e garantire la sicurezza dei consumatori.

Il ruolo cruciale dell’EFSA

L’EFSA, che ha la sua sede a Parma, continua a svolgere un ruolo cruciale nel garantire la sicurezza alimentare nell’UE. L’aggiornamento delle linee guida per i novel food riflette l’impegno dell’Autorità nel mantenere elevati standard di sicurezza, adattandosi alle evoluzioni del settore e promuovendo l’innovazione responsabile. Per approfondire le nuove linee guida e sulle procedure di autorizzazione, è sempre possibile consultare il sito ufficiale dell’EFSA e la documentazione fornita dalla Commissione Europea.

A cura di Sara Carrara

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