Si chiama l’”Alveare che dice” sì ed è uno dei modi per fare la spesa a km zero a Bergamo. Nato nel 2013 in Francia, questo progetto è arrivato in bergamasca nel 2014 offrendo un modo nuovo di fare la spesa direttamente dalle aziende agricole e da piccoli produttori locali. Si può trovare davvero di tutto: latte, formaggi e prodotti caseari, carni e salumi, pane e prodotti da forno, frutta e verdura, ma anche cosmesi e detersivi naturali, pesce, pasta, gastronomia, prodotti vegani e senza glutine. «Questa modalità di fare la spesa è una piccola rivoluzione, nel piatto, ma non solo. Dietro gli Alveari ci sono tantissime storie e persone da conoscere, che sono pronte a condividere i propri saperi e sapori con un’indescrivibile gentilezza d’animo» dice Alessandra Gabriele della Terza Piuma. «Mangiare locale vuol dire innanzitutto rispettare e tutelare il proprio territorio. I piccoli produttori, con una modalità di produzione non intensiva, favoriscono la biodiversità, riducono l’inquinamento e l’abbandono delle zone rurali. Inoltre significa rispettare i tempi della terra: vengono proposti prodotti stagionali che aiutano il corpo a mantenersi in salute. Infine, fare la spesa attraverso un carrello virtuale, senza accorgersene, aiuta anche l’economia domestica: si compra solo il necessario con meno sprechi e si risparmia perché si prende la giusta quantità e si producono meno rifiuti».

A Bergamo, provincia e Comuni adiacenti, gli alveari sono diversi e nascono grazie a persone che hanno fatto della loro passione per la sostenibilità ambientale e sociale un lavoro: Azienda Agricola Ciocca a Treviglio, frazione Geromina; Alveare Montello; Pizzeria dell’angolo ad Alzano Lombardo; Magnolia Shop a Boltiere; Alveare Caravaggio; Alveare Fratellanza (Arci) a Casnigo; Alveare l’Ortaglina a Entratico; azienda agricola Cascina Valle Borlezza e L’EraAgrigastronomia a Trezzano Rosa; Cooperativa il Girasole a Palazzolo; Alveare Tamarindo a Redona (in collaborazione con Cooperativa Namastè), Alveare Borgo Palazzo, Alveare Longuelo, Alveare Levante ( tutti e tre gestiti da La Terza Piuma).

Per chi voglia di sapori e saperi di una volta, di sostenere il territorio e di prendersi cura della propria salute... l’Alveare che dice sì è la scelta giusta. Per maggiori informazioni e conoscere più da vicino le diverse realtà che aderiscono al progetto: www.alvearechedicesi.it. 

Italia: Gli Alveari in numeri
160.000 iscritti
2.898 produttori agricoli, ma anche artigiani, panettieri e trasformatori
252 alveari gestiti da singoli, associazioni, cooperative o direttamente da aziende agricole del territorio.

L’alveare che dice sì: spesa a km zero, sana e sostenibile

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