Non solo gomito del tennista

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10 consigli per prevenire e curare gli infortuni più frequenti nel tennis.
È il tennis il secondo sport più amato dagli italiani, dopo il calcio. A dirlo è il Centro Studi e Osservatori Statistici per lo è Sport di CONI Servizi. Un rispettabilissimo podio d’argento per uno sport che negli ultimi tempi sta vivendo davvero un momento d’oro, complici anche le prodezze in campo di Fabio Fognini, recentemente entrato tra i primi 10 della classifica mondiale (primo italiano dopo 41 anni). E così sempre più italiani si cimentano sulla terra rossa a colpi di squash e palleggi. Come per i professionisti, però, anche per gli amatori il pericolo di infortuni è in agguato. Età, stato di allenamento, intensità dell’attività e abitudini alimentari sono tutti fattori che possono influenzare l’insorgere di indesiderati problemi fisici: per prevenirli gli esperti raccomandano un’adeguata preparazione fisica, un corretto stile di vita, sane abitudini alimentari e le terapie giuste, per ridurre i tempi di recupero in caso di infortunio,

«Il tennis è diventato sempre più veloce e intenso grazie anche all’evoluzione di materiali e superfici di gioco» spiega il dottor Daniele Checcarelli, medico fisiatra Componente della Commissione Medica della Federazione Italiana Tennis. «Questo porta a un’intensa sollecitazione del sistema osteomuscolare che può dare origine a tendinopatie con varia localizzazione, lesioni muscolari o ancora a sovraccarichi della colonna vertebrale».

Gli infortuni più frequenti nel tennis sono Il gomito del tennista, uno dei più noti (che ora, grazie alla rivoluzione dei materiali, colpisce prevalentemente i tennisti amatoriali)e altre patologie che colpiscono trasversalmente sia i dilettanti sia i professionisti, tra cui la tendinite alla spalla (causata dal movimento di rotazione del braccio sopra la testa) la distorsione alla caviglia (provocata da una sollecitazione eccessiva dell’articolazione) la tendinite al ginocchio, consistente nella degenerazione e nell’infiammazione del tendine che collega la rotula alla tibia, la lombalgia (causata soprattutto dal “servizio”) e infine gli infortuni al polso, sottoposto a continue torsioni. Gli infortuni più frequenti riguardano quindi prevalentemente gli arti superiori e inferiori, ma anche la zona pelvica e l’anca sono zone a rischio. Le statistiche riportate dall’Epidemiologia dei traumi sportivi dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano inoltre come gli infortuni causati dalla pratica del tennis siano più frequenti nella fascia d’età tra i 46 e i 64 anni (48%) e in quella tra i 26 e i 45 anni (42%). Negli under 25, invece, l’incidenza di traumi è inferiore (10%).

Il vademecum per evitare rischi
1. PRATICARE SPORT REGOLARMENTE E CON MODERAZIONE
Giocare a tennis apporta benefici al corpo, a condizione che questo sport venga praticato correttamente, con regolarità e che gli allenamenti siano idonei alla preparazione fisica di partenza.
2. SCEGLIERE UN PROGRAMMA DI ALLENAMENTO PROGRESSIVO
Per i giocatori meno esperti un programma di allenamento progressivo e un buon condizionamento aiutano a prevenire gli infortuni.
3. NON SOVRACCARICARE IL CORPO
Assicurarsi di creare un equilibrio tra i giorni di allenamento e quelli di riposo. Una volta ottenuto, mantenerlo costante senza creare picchi di affaticamento.
4. SEGUIRE UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE
L’alimentazione dev’essere curata attentamente durante tutto il periodo di allenamento. La dieta dev’essere equilibrata con un corretto apporto di zuccheri (55-65%), grassi (20-30%) e proteine (10-15%).
5. MANTENERE IL CORPO IDRATATO
L’apporto di acqua e sali dev’essere controllato durante la competizione per reintegrare le perdite.
6. SOTTOPORSI A CONTROLLI PREVENTIVI
Se sussistono condizioni predisponenti individuali, il tennis può causare l’insorgenza di patologie: è necessaria un’accurata valutazione funzionale volta ad individuare precocemente i fattori di rischio.
7. MUNIRSI DI ATTREZZATURA IDONEA
Scegliere la racchetta che meglio si adatta al fisico e alle esigenze di gioco e acquistare scarpe ben ammortizzate per attutire l’impatto con il terreno.
8. NON DIMENTICARE MAI RISCALDAMENTO E RAFFREDDAMENTO
Riscaldamento prima dell’allenamento e stretching al termine della pratica sportiva, in particolare degli arti superiori e inferiori, possono abbassare il rischio di infortuni.
9. ALLENARE I MUSCOLI ADDOMINALI E DORSALI
Una particolare attenzione dev’essere rivolta a questi muscoli il cui allenamento garantisce stabilità e sostegno alla schiena contrastando la lombalgia.
10. IN CASO DI INFORTUNIO UTILIZZARE LA LASERTERAPIA
L’approccio riabilitativo vincente è quello che integra concetti funzionali e biomeccanici con programmi di recupero specifici, integrandoli con metodiche terapeutiche all’avanguardia, come la laserterapia.

Per accelerare il recupero in caso di infortuni, a seconda della tipologia e dell’entità, oggi le terapie disponibili sono molte e diverse: ultrasuoni, tens, tecar, laser e la più recente Theal Therapy (Temperature controlled High Energy Adjustable multi-mode emission Laser). I medici dello sport sempre più spesso ricorrono all’utilizzo della laserterapia, tecnologia a cui anche campioni del calibro di Rafael Nadal e Borna Ćorić si sono affidati in passato per risolvere rispettivamente un infortunio al ginocchio e un problema al collo. «Le terapie laser di ultima generazione, in particolare consentono di mixare diverse lunghezze d’onda e di modulare l’energia, adattandosi perfettamente a ogni caso specifico e a ogni patologia, e garantendo buoni risultati in un minor tempo. Adottata in combinazione a un approccio globale, favoriscono l’attivazione dei processi riparativi cellulari, riducono il dolore permettendo un miglior recupero della funzione articolare e restituiscono elasticità ai tendini e ossigenazione ai muscoli».

a cura di Giulia Sammarco
con la collaborazione del dott. Daniele Checcarelli
Specialista in Fisiatria Componente della Commissione Medica della Federazione Italiana Tennis

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