Servizio civile una “buona” scelta

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Troppo spesso finiscono sulle pagine dei giornali per episodi di bullismo, per l’allarme legato ad alcol, droghe e a varie forme di dipendenze, altre volte ancora perché, nonostante abbiano tutto o quasi, dalle ricerche sembrano essere una generazione “annoiata” e senza progettualità. Ebbene, i giovani sono anche molto altro rispetto a tutto questo. Sono tanti, infatti, quelli che hanno voglia di fare, di mettersi a disposizione degli altri, di impegnarsi in qualcosa di utile per tutta la collettività. Come dimostrano le numerosissime richieste per diventare volontari del Servizio Civile (nel 2018 i posti messi a disposizione sono stati più di 53.000). Per saperne di più abbiamo incontrato Flavio Spreafico, vicepresidente dell’Associazione Mosaico di Bergamo, ente senza scopo di lucro, accreditato per la gestione del Servizio Civile. «Bisogna innanzitutto chiarire che il servizio civile non è un lavoro: i ragazzi possono essere inseriti soltanto in organizzazioni no profit, ma viene corrisposto un compenso di 433 euro mensili dallo Stato italiano a fronte di un’attività di 30 ore settimanali. Inoltre ci sono agevolazioni nei concorsi statali e la possibilità per gli studenti universitari di riconoscere il servizio come tirocinio. Il servizio civile è nato per gli obiettori di coscienza, come alternativa al servizio militare. In un secondo tempo, nel 2004, la legge 64 regolamentava il nuovo servizio civile, il Servizio civile Universale (SCU) con adesione volontaria, prima solo per le donne e poi anche per gli uomini. Inizialmente era destinato ai giovani dai 18 ai 24 anni e poi è stato esteso fino ai 28 anni. Più recentemente è nata la Leva Civica Regionale (LCR), molto simile al SCU ma gestita dalla Regione».

Quali sono le motivazioni che spingono ad avvicinarsi al servizio civile?
Il servizio apre ai giovani le porte di un mondo poco conosciuto, quello del noprofit, che è oggi forse quello che più assorbe la nuova generazione che si affaccia al lavoro. Ad esempio i dati della leva civica regionale dicono che un anno dopo il servizio il 20% dei volontari hanno ricevuto un’offerta di lavoro dall’ente in cui hanno operato; il 48% dopo 3/6 mesi dal termine del servizio lavorano; il 62% entro 6 mesi ha ricevuto un’offerta di lavoro. Dal punto di vista umano è una scelta che per molti ragazzi cambia la vita, come raccontano i comici bergamaschi Paolo Casiraghi e Omar Fantini, che hanno fatto il servizio civile e sono testimonial dell’Associazione. Nell’ultimo anno solo attraverso Mosaico si sono candidati circa 200 giovani per la LCR e circa 900 per il SCU.

Come si accede?
A Bergamo si può fare domanda attraverso l’Associazione Mosaico, l’Anci Lombardia e la Caritas. I bandi vengono aperti ogni anno dopo la chiusura delle scuole, per cui gli studenti dell’ultimo anno delle superiori possono tranquillamente decidere dopo avere conseguito il diploma. In molti Istituti presentiamo il Servizio Civile e la Leva Regionale agli studenti delle quinte. Quando si fa domanda si deve scegliere una sola sede e un solo progetto tra quelli offerti dal bando. Le associazioni accreditate come la nostra assistono nella compilazione delle domande e nell’orientamento dei giovani, che spesso non riescono a immaginare in quale ambito potrebbero prestare servizio. Visto che non è un lavoro, non si tratta di utilizzare la propria preparazione scolastica, professionale o liceale; generalmente il servizio non è legato direttamente a queste competenze.

Come avviene la selezione?
Dopo la domanda avviene prima una selezione di gruppo che vale complessivamente 40 punti (8 per la motivazione, 8 per il curriculum, 24 per il colloquio di gruppo) e poi un colloquio individuale presso l’ente in cui si è richiesto di operare (che vale 60 punti).

Superata la selezione come si procede?
I selezionati, prima di iniziare la loro attività nella sede prescelta, usufruiscono di 40 ore di formazione interna e 40 di formazione esterna. Durante l’anno di servizio un tutor controlla l’attività del giovane per garantire che rientri effettivamente nelle mansioni previste. Il servizio è compatibile con gli studi universitari, sono previsti permessi per sostenere e prepararsi agli esami e 20 giorni all’anno di malattia.

I principali ambiti
> Anziani. Accompagnamento nelle visite, commissioni, attività sociali, gite; affiancamento al personale nella distribuzione dei pasti o nel servizio di trasporto protetto.
> Biblioteche. Organizzazioni di eventi, mostre, letture, laboratori e affiancamento al personale bibliotecario nelle varie mansioni.
> Disabili. Servizi di accompagnamento, compagnia, sostegno relazionale, socializzazione, formazione etc. sia a domicilio che in centri diurni.
> Cooperazione internazionale ed educazione alla pace e allo sviluppo. Supporto alle diverse attività delle Organizzazioni non governative nella raccolta di fondi, ricerca di volontari, eventi, progetti di raccolta ed elaborazione dei dati.
> Minori/Giovani. Supporto al personale educativo in asili nido e scuole dell’infanzia. Gestione di momenti di animazione, aggregazione, gioco e studio, supporto alle attività scolastiche e all’integrazione di stranieri.
> Ambiente, Protezione civile e Patrimonio Artistico e culturale.

A cura di Lella Fonseca
con la collaborazione di Flavio Spreafico
Vicepresidente Associazione Mosaico Bergamo
foto Giovanni Diffidenti

 

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