Condividere il letto con il proprio amico a quattro zampe è un’abitudine diffusa, ma i suoi effetti sul riposo sono ancora oggetto di dibattito. C’è chi non rinuncerebbe mai alla compagnia del proprio cane durante la notte e chi, invece, preferisce che dorma nella sua cuccia. La questione divide i proprietari e alimenta un dubbio ricorrente: lasciare salire il cane sul letto può compromettere la qualità del sonno? La risposta, almeno per il momento, non è definitiva. Le ricerche disponibili hanno prodotto risultati differenti e suggeriscono che il rapporto tra riposo e convivenza notturna con gli animali sia più complesso di quanto si possa pensare. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One, condotto da ricercatori di due università canadesi, ha provato a osservare più da vicino che cosa accade quando persone e cani condividono la notte. I risultati invitano a riconsiderare una convinzione piuttosto comune: non è detto che siano sempre gli animali a disturbare il sonno dei loro proprietari.
Chi disturba chi?
La ricerca ha coinvolto 25 persone e 38 cani, monitorati per un mese attraverso dispositivi indossabili in grado di registrare i movimenti e fornire indicazioni sull’attività notturna. I partecipanti hanno riferito le proprie impressioni sul riposo, mentre i dispositivi hanno permesso di osservare il comportamento durante la notte. I risultati hanno evidenziato una differenza interessante tra la percezione soggettiva e le misurazioni strumentali. Anche quando alcune persone riferivano di aver dormito peggio o di aver avvertito qualche disturbo, i dati raccolti dai dispositivi non mostravano necessariamente un sonno irregolare. Inoltre, nei casi in cui venivano rilevati movimenti notturni, spesso erano gli esseri umani a muoversi per primi, anziché i cani. Questo non significa che gli animali siano sempre silenziosi e immobili mentre dormono, né che non possano svegliare chi condivide il letto con loro. Il risultato suggerisce, piuttosto, che la relazione tra i movimenti notturni e la qualità del riposo non sia così immediata: un movimento rilevato durante la notte non equivale automaticamente a un disturbo significativo del sonno.
Che cosa dicono gli altri studi?
La ricerca canadese non chiude la questione. Gli stessi autori sottolineano alcuni limiti importanti: il campione analizzato è ridotto e manca un gruppo di controllo composto da persone che dormano senza cani, con cui confrontare i risultati. Per questo motivo, le osservazioni non possono essere generalizzate a tutti i proprietari e non dimostrano che la presenza di un animale nel letto sia priva di conseguenze sul riposo. Anche altre ricerche hanno raggiunto conclusioni differenti. Uno studio pubblicato nel 2024 ha associato la condivisione del letto con i cani a una peggiore qualità del sonno, mentre un’altra ricerca, citata da Focus, ha suggerito possibili benefici per la salute mentale negli adulti che dormono con il proprio cane. Si tratta di risultati che non necessariamente si contraddicono: la qualità del sonno e il benessere psicologico sono aspetti distinti e possono essere influenzati in modo diverso dalla vicinanza con un animale. Inoltre, sentirsi rassicurati dalla presenza del proprio cane non significa automaticamente dormire meglio dal punto di vista fisiologico. Allo stesso modo, rilevare qualche movimento notturno non basta, da solo, a stabilire che il riposo sia stato compromesso. Per comprendere meglio questi aspetti sono necessari studi più ampi e metodologie che consentano confronti più affidabili.
Abitudine da valutare caso per caso
La diffusione di questa abitudine si inserisce in un rapporto sempre più stretto tra italiani e animali domestici. Secondo i dati della Fondazione Eurispes relativi al 2026, un italiano su tre convive con almeno un animale: il 17,6% degli intervistati ne possiede uno, il 7,6% ne ha due e l’8,5% tre o più. Cani e gatti sono i più diffusi: tra gli animali domestici indicati nel report, il cane rappresenta il 41% e il gatto il 37,1%. Per molte persone, quindi, l’animale è una presenza costante nella vita familiare, anche nei momenti dedicati al riposo. Ma non esiste una regola valida per tutti su dove debba dormire. Può essere utile osservare come ci si sente al risveglio, se si verificano interruzioni frequenti e se la presenza del cane permette a entrambi di riposare serenamente. Se il sonno risulta disturbato, una cuccia accanto al letto può rappresentare una soluzione intermedia, senza rinunciare alla vicinanza. Naturalmente, la scelta di condividere il letto coinvolge anche altri aspetti, comprese le esigenze igieniche e le eventuali allergie, che vanno valutate separatamente dalla qualità del sonno. È importante inoltre garantire al cane uno spazio confortevole in cui possa riposare senza essere continuamente disturbato. In definitiva, la scienza non offre ancora una risposta valida per tutti. Più che stabilire se dormire con il cane faccia bene o male in assoluto, è utile considerare le abitudini e le necessità di chi condivide la notte. L’obiettivo è trovare un equilibrio che permetta a persone e animali di riposare bene, nel rispetto del benessere di entrambi.
Acura di Ivana Galessi

