Adolescenti, alimentazione e immagine di sé: tra social, confronto e bisogno di sentirsi bene. Durante l’adolescenza il corpo cambia, così come cambiano il modo di percepirsi e il rapporto con gli altri. È una fase delicata, nella quale costruire la propria identità significa anche imparare ad accettare trasformazioni fisiche ed emotive. Oggi, però, questo percorso può essere influenzato anche dal confronto quotidiano con immagini, modelli estetici e aspettative che arrivano dal mondo digitale.
Una recente indagine condotta nelle scuole superiori lombarde nell’ambito del progetto Food For Fine di Terre des Hommes Italia ha acceso l’attenzione sul rapporto tra adolescenti, alimentazione e benessere psicologico. Lo studio, realizzato dalla Fondazione The Bridge, ha coinvolto 415 studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado delle province di Milano, Monza, Como, Varese e Lecco, raccogliendo anche le risposte di 69 insegnanti.
I risultati mostrano come l’immagine del corpo abbia un ruolo importante nella percezione che molti ragazzi hanno di sé. Alla domanda su cosa rappresenti un “corpo bello”, la risposta più frequente è stata “magro”: lo ha indicato circa un adolescente su quattro. Solo il 20% circa degli studenti associa invece la bellezza a un concetto di salute. Un altro dato riguarda il rapporto con l’attività fisica: il 77% degli adolescenti coinvolti nell’indagine dichiara di praticare sport con l’obiettivo principale di migliorare o mantenere la propria forma fisica. Numeri che invitano a riflettere sul modo in cui i più giovani vivono il rapporto con il proprio corpo, con l’alimentazione e con la propria immagine.
Tra specchio e confronto con gli altri
Sentirsi a proprio agio nel proprio corpo non è sempre semplice, soprattutto in una fase della vita in cui il giudizio degli altri può assumere un peso importante. Il desiderio di piacere, di sentirsi accettati e di trovare il proprio posto nel gruppo fa parte del percorso di crescita, ma può diventare più complesso quando il confronto diventa continuo. Le piattaforme social hanno trasformato il modo in cui ragazzi e ragazze comunicano e si raccontano. Instagram, TikTok e altri strumenti digitali possono offrire occasioni positive di confronto e condivisione, ma allo stesso tempo espongono quotidianamente a immagini e modelli estetici che non sempre rappresentano la realtà.
Fotografie selezionate, filtri, modifiche digitali e contenuti costruiti per attirare attenzione possono contribuire a creare aspettative difficili da raggiungere. Per questo diventa importante imparare a guardare questi contenuti con maggiore consapevolezza, ricordando che ciò che viene mostrato online rappresenta solo una parte della realtà.
Il cibo non è solo nutrizione
Mangiare è un gesto quotidiano che riguarda il benessere fisico, ma anche la dimensione sociale ed emotiva. Il cibo è legato ai momenti condivisi con la famiglia e gli amici, alle abitudini personali e alle emozioni.
Anche in questo ambito l’indagine evidenzia aspetti diversi. Per il 59,5% degli studenti il cibo mantiene un significato positivo e viene associato a parole come “pizza”, “sapore” e “fame”. Accanto a questa dimensione, però, emerge una componente più delicata: il 20,5% degli adolescenti collega il cibo a emozioni come disagio, ansia, paura o bisogno di sfogo. Un ulteriore 13,7% lo associa invece al controllo del peso, alle calorie, al grasso o alla dieta. Questi dati non indicano automaticamente la presenza di un disturbo, ma aiutano a comprendere quanto il rapporto con l’alimentazione possa essere influenzato anche dalla dimensione emotiva.
Ascoltare senza giudicare
Quando pensieri e comportamenti legati al peso, all’alimentazione o all’immagine corporea diventano una preoccupazione costante e interferiscono con la vita quotidiana, può essere importante parlarne e chiedere un confronto con persone competenti.
Famiglia, scuola e adulti di riferimento possono avere un ruolo importante nel creare spazi di ascolto e nel cogliere eventuali cambiamenti. Alcuni segnali, come una forte preoccupazione per il peso, cambiamenti improvvisi nelle abitudini alimentari o un disagio persistente legato al proprio aspetto, meritano attenzione soprattutto quando diventano difficili da gestire.
Anche il linguaggio utilizzato dagli adulti può fare la differenza. Commenti frequenti sul corpo, sul peso o sull’aspetto fisico, anche se pronunciati senza intenzioni negative, possono contribuire a rafforzare l’idea che il valore di una persona dipenda dalla sua immagine.
Imparare a prendersi cura di sé
Prendersi cura del proprio corpo significa ascoltarlo, rispettarlo e accompagnarlo con abitudini sane. Fare movimento, seguire un’alimentazione equilibrata e dedicare attenzione alla propria salute sono comportamenti positivi quando nascono dal desiderio di stare bene e non dalla pressione di raggiungere un modello estetico ideale. Educare i ragazzi a un rapporto più sereno con il proprio corpo significa anche aiutarli a riconoscere che l’identità di una persona non si misura attraverso l’aspetto esteriore.
In un periodo della vita in cui tutto cambia velocemente, imparare ad accettarsi e a chiedere aiuto quando necessario rappresenta una risorsa importante per il benessere presente e futuro.
A cura di Sara Carrara

