Perché soffro di disturbi intestinali?
Capita a tutti noi, più o meno di frequente, di soffrire di disturbi intestinali, tra cui gonfiore, meteorismo, dolori addominali, stipsi o diarrea. Tali disturbi, in assenza di determinate patologie croniche o di intolleranze specifiche, sono attribuibili a una generica condizione di disbiosi intestinale, ovverosia una condizione di squilibrio microbico causata da una crescita eccessiva di batteri patogeni all’interno dell’intestino, con conseguente irritazione.
Come si possono prevenire o curare i disturbi intestinali
La salute del nostro intestino è direttamente correlata alla salute del nostro microbiota intestinale, ovvero l’insieme dei microrganismi simbiontici normalmente presenti nel tubo digerente, che ostacolano la colonizzazione dell’intestino da parte di nuovi microbi, tra cui quelli patogeni. I microrganismi che compongono il microbiota sono addirittura dieci volte più numerosi rispetto alle cellule del nostro organismo e, oltre all’attività di barriera, svolgono numerose attività essenziali per la salute di tutto l’organismo, tra cui la digestione degli alimenti, l’interazione con la risposta immunitaria, l’eliminazione di tossine, la protezione dell’apparato cardiocircolatorio, la sintesi di vitamine essenziali, la re-
golazione della peristalsi e la risposta a svariate terapie (come a farmaci chemioterapici, alla radioterapia e all’immunoterapia). Ne consegue che prendersi cura del nostro microbiota intestinale è fondamentale non solo per il benessere dell’intestino, ma anche di tutto l’organismo.
I segreti per mantenere il proprio microbiota in salute
La principale causa della disbiosi intestinale è un’alimentazione poco equilibrata. Il primo passo per curarla, quindi, è seguire una dieta adeguata, sempre con il supporto di uno specialista. È anzitutto fondamentale evitare gli alimenti preconfezionati (ricchi di conservanti, addensanti, coloranti, ecc.), ma anche quelli con un eccesso di zuccheri, di sale, di grassi e di alcol. Oltre a seguire una dieta varia ed equilibrata, con la corretta integrazione di verdura e frutta fresca, è inoltre fondamentale garantire un sufficiente apporto di prebiotici (da non confondere con i probiotici), che sono sostanze organiche non digeribili, principalmente fibre idrosolubili non gelificanti, le quali promuovono la crescita di specie batteriche benefiche all’interno del microbiota intestinale. Essi sono presenti in diversi alimenti, come cereali integrali, legumi, banane, miele, aglio, cipolla, e porri. Infine, per il benessere intestinale, è fondamentale anche mantenere una corretta idratazione. Tuttavia, non sempre si segue uno stile di vita sufficientemente sano; di conseguenza, può essere necessario un intervento più diretto sul microbiota intestinale e questo viene reso possibile grazie all’integrazione dei probiotici.
Cosa sono i probiotici e quali è importante assumere
Secondo la definizione ufficiale dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), i probiotici sono organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite. E tale beneficio viene apportato grazie alla capacità di questi microrganismi di persistere e moltiplicarsi all’interno dell’intestino umano, integrandosi nel microbiota intestinale tramite un’attività fisiologicamente benefica dimostrata secondo i criteri specifici stabiliti dalla stessa OMS. Innanzitutto, è bene specificare che ciascun individuo ha un proprio microbiota intestinale, la cui composizione varia in base a diversi fattori (patrimonio genetico, ambiente, dieta, stile di vita, tipologia di parto e di allattamento). Pertanto è impossibile individuare una specie di probiotico universalmente benefica per ciascun microbiota intestinale, indipendentemente dalla sua composizione e dal suo stato di salute. Quindi il primo passo da compiere per ricevere un’integrazione adeguata può essere un esame del proprio microbiota intestinale, un test disponibile anche in diverse farmacie del territorio che consente la valutazione in telemedicina, da parte di specialisti, dello stato di salute di uno specifico microbiota. Di conseguenza, gli stessi specialisti hanno la possibilità di profilare una dieta e un’integrazione probiotica su misura per le esigenze individuali, che (al di là di specifiche tecniche di formulazione, che non tratteremo), può essere composta da numerose specie di microrganismi, tra cui:
> Lactobacillus rhamnosus GG: proprietà antidiarroche e antinfiammatorie;
> Lactobacillus acidophilus: utile per la prevenzione della diarrea da antibiotico;
> Lactobacillus casei: modulazione del sistema immunitario;
> Bifidobacterium breve: è in grado di realizzare la fermentazione lattica e di abbassare il pH;
> Bifidobacterium infantis: contribuisce alla produzione di vitamine e a mantenere l’integrità della barriera intestinale;
> Bifidobacterium bifidum: aiuta a prevenire i problemi digestivi, eliminando i gas intestinali, la costipazione e le allergie; inoltre migliora la funzione intestinale con la produzione di feci morbide.
Oltre a queste specie, possono essere consigliate molte altre tipologie di probiotici, per le quali risulta fondamentale il consiglio di uno specialista o del farmacista.
A cura del Dott. Luca Giacherio
Farmacista
Farmacia Giacherio, Ranica (BG)

