“Dog for Smile” è il primo progetto in Lombardia che introduce un cane in corsia a supporto dei pazienti più gravi.
La riabilitazione dei pazienti ricoverati in terapia intensiva rappresenta una sfida complessa, poiché coinvolge il recupero delle funzioni fisiche, ma anche di quelle cognitive ed emozionali. La vulnerabilità dei pazienti ricoverati è particolarmente accentuata: lunghi periodi di degenza, terapie invasive e la natura delle condizioni trattate possono comportare conseguenze profonde non solo sul corpo, ma anche sulla mente. Proprio l’auspicio di migliorare e accelerare il recupero delle funzioni dei pazienti critici ha spinto l’ASST Bergamo Ovest ad affiancare alle terapie mediche tradizionali anche terapie complementari. Tra queste iniziative, spicca un progetto innovativo: l’introduzione di un cucciolo di Golden Retriever chiamato Prince, che sarà presto operativo presso l’Ospedale di Treviglio – Caravaggio.
Dopo un periodo di inserimento nell’ambiente ospedaliero e dopo aver terminato uno specifico percorso di addestramento, Prince entrerà a pieno servizio entro la fine del 2024 per ridurre lo stress da ricovero in rianimazione e incentivare esercizi fisioterapici spontanei, come ad esempio le carezze. Il suo ingresso nelle sale della terapia intensiva rientra nel progetto ‘Dog for Smile’, il primo in Lombardia e il secondo in Italia di questo tipo. Al fianco del simpatico cucciolo ci sarà la sua proprietaria Silvia Zambelli, Dirigente Anestesista presso la struttura.
L’umanizzazione della cura
L’introduzione di Prince nell’ambiente ospedaliero risponde a un bisogno crescente di umanizzazione delle cure. Questo concetto, oggi al centro di molte riforme sanitarie, punta a migliorare il benessere generale del paziente, riconoscendo l’importanza degli aspetti psicologici ed emotivi della cura, oltre a quelli fisici. “Non si può parlare di reale umanizzazione – ha commentato Giovanni Palazzo, Direttore Generale Asst Bergamo Ovest – se non si garantisce massima attenzione ai settori più critici per i pazienti e familiari. Le Terapie Intensive rappresentano un luogo di particolare complessità, anche emotiva, con ricoveri spesso lunghi e con pesanti ripercussioni psicomotorie. Abbiamo, quindi, la responsabilità di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione. Sono sicuro che il nostro nuovo dipendente a 4 zampe sarà un valido supporto nei percorsi di cura dei nostri pazienti e garantirà con la sua presenza attimi di leggerezza anche ai familiari ed ai nostri professionisti”.
Un progetto pilota in un settore delicato
“La Società Italiana di Anestesia e Rianimazione ha pubblicato uno studio scientifico in cui risulta evidente l’efficacia degli interventi assistiti con animali nel setting della terapia intensiva, raccogliendo dati sulla modificazione dell’attività elettrica elettroencefalografica, variazione di frequenza cardiaca e pressione arteriosa, saturazione di ossigeno, livelli salivari di cortisolo, ossigenazione cerebrale prefrontale e scala di valutazione del dolore. Per questo motivo, certa della buona iniziativa, ho deciso di intraprendere con Prince un percorso di addestramento specifico, affinché possa portare supporto a tutto il reparto, diretto dal dottor Claudio Savi, in cui ho l’onore di lavorare” – ha aggiunto la dottoressa Silvia Zambelli.
“Con soddisfazione – ha concluso il Direttore Sanitario dell’Asst Bergamo Ovest, Antonio Manfredi – ringrazio il personale medico che prenderà parte al progetto pilota che permetterà al nostro Ospedale di potersi distinguere, ancora una volta, per l’innovazione nei servizi offerti con un’attenzione ad una particolare tipologia di pazienti”.
A cura di ivana Galessi

