Il “cuore bergamasco” unito alle competenze di un agronomo sta permettendo a Change onlus, associazione che dal 2005 crea e avvia infrastrutture sanitarie nei paesi più poveri del mondo, di proseguire con la coltivazione di una pianta ancora poco conosciuta e sfruttata nel centro del Madagascar, uno dei Paesi in cui la onlus è da sempre impegnata. «L’autoproduzione e la valorizzazione della coltura di moringa sono parte integrante dell’intervento capillare dell’associazione in tema di malnutrizione materno-infantile» ci racconta dal Madagascar Matteo Chiesa, anno 1995, una laurea alla facoltà di Agraria, che ha deciso di partire da Villa d’Almè dopo aver partecipato a un bando per effettuare Servizio Civile Universale all’estero e dedicare la sua professionalità e le competenze di agronomo per un anno, insieme ad altri giovani, al progetto “semi per nutrire” per la lotta alla malnutrizione nella regione di Itasy al centro del Paese.

Una serata all’insegna della solidarietà
Per poter proseguire con tutti i progetti dalla chirurgia, all’oculistica o semplicemente alla manutenzione di tutte le strutture sanitarie già presenti, l’associazione ha bisogno di finanziamenti costanti. Ecco perché il 20 ottobre a Milano, nel famoso locale Black Hole (che fornirà il suo supporto a titolo di beneficenza), si terrà una serata di raccolta fondi e presentazione delle nuove iniziative, tra cui quella di costruire un mulino per produrre farine arricchite di Moringa, così da rendere Change Onlus indipendente dai grossi fornitori, valorizzare le colture ad alto valore nutritivo e soprattutto chi le produce.

«Prima di partire ci siamo ripetutamente incontrati con il dottor Paolo Mazza, presidente di Change Onlus, con grande esperienza sul terreno del Madagascar, che ci ha introdotti alla realtà del Centro sanitario di Saint Paul di Ampefy-Andasibé e dei vari progetti che vi si intersecano» continua Chiesa. «Uno dei progetti più importanti qui al Saint Paul è quello della salute materno infantile con particolare attenzione ai 1.000 giorni di vita del bambino, dal concepimento fino ai due anni, intervallo di tempo in cui si giocano i fattori determinanti per un corretto sviluppo psico-fisico nella crescita. Change Onlus agisce sul campo, spaziando dalla sensibilizzazione alle madri sull’importanza delle cure mediche e del parto assistito, fino al monitoraggio dello stato nutrizionale della popolazione con conseguente presa in carico dei casi più gravi.” Per questo si è creata un’equipe multidisciplinare con altri giovani volontari: Rosita, nutrizionista, Emma e Amber, ostetriche, e io, un agronomo. La nostra equipe raggiunge ogni giorno i villaggi più sperduti per effettuare lo screening nutrizionale della popolazione infantile e tutti i bambini affetti da malnutrizione vengono presi in carico per avviare il programma di supplementazione con farine arricchite. La polvere di moringa è una di queste farine». Perchè proprio la moringa? «È un vero super food vegetale, ad altissimo valore nutritivo, che cresce a latitudini equatoriali e tropicali e che si adatta facilmente a terreni diversi e alla siccità. La moringa oleifera è ricchissima di vitamine, ma soprattutto di proteine e fornisce anche amminoacidi essenziali. Poter produrre questa polvere in loco, da piantagioni autonome di moringa, ci consente di preparare e somministrare ai bambini un nutriente completo, proteico, ricco di vitamina A, K e del gruppo B, oltre che di ottimizzare le assunzioni giornaliere di ferro, calcio e potassio».

Dal 2017 Change Onlus, con il sostegno di benefattori e finanziatori, ha avviato una propria piantagione, assumendo otto agricoltori locali e formandoli sulle corrette tecniche di coltivazione di questa pianta. «Il mio compito è razionalizzare e ottimizzare la coltivazione della moringa, coordinare i lavoratori locali, al fine di assicurare un raccolto non solo sufficiente in termini di quantità, ma che possa avere tutte le migliori caratteristiche chimico nutrizionali e microbiologiche» spiega Matteo. «In una realtà di povertà nutrizionale, insegnare a coltivare piante di moringa alle popolazioni locali, insegnare loro come essiccarla ed estrarre la polvere, come utilizzare fertilizzanti e pesticidi unicamente biologici per poi utilizzare la farina nella alimentazione quotidiana significa davvero fornire loro le basi per sfruttare al massimo questa pianta miracolosa» continua con l’orgoglio di chi appartiene a una comunità da sempre attenta ai bisogni del prossimo.

Numerosi studi indicano che il consumo di moringa migliori l’apporto energetico nel bambino non solo direttamente, in quanto fonte proteica e di microelementi, ma anche indirettamente attraverso la madre. Assumere moringa durante la gravidanza può incrementare la produzione di latte materno, migliorando di conseguenza lo stato nutrizionale del neonato. «Rosita, nutrizionista volontaria, e le ostetriche stanno conducendo uno studio ad hoc, con la partecipazione delle donne che afferiscono al percorso gravidanza. La malnutrizione è un problema intergenerazionale ed è proprio nel nodo che lega la vita di madre e bambino che sta la chiave per affrontarlo» conclude Matteo.

A cura di Elena Buonanno
Change onlus
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