La crisi energetica, dovuta alla guerra tra Russia e Ucraina, sta condizionando in modo importante i nostri consumi. Aumenti di luce e gas e bollette alle stelle: le prospettive per i mesi autunnali e invernali che sono alle porte sono poco rassicuranti. La parola d’ordine è ormai risparmiare. Politica e geopolitica a parte (non è questa la sede per parlane), i sacrifici che ci attendono, però, potrebbero trasformarsi in “nuove abitudini” più sostenibili e non solo economicamente. Proprio così. Perché allora non sfruttare questa crisi (che dall’etimologia greca vuol dire sì “momento difficile”, ma anche e soprattutto scelta e decisione) come un’opportunità? Magari imparando a spegnere le luci quando non servono, a ridurre la temperatura in casa in inverno (anche per ridurre lo shock termico tra dentro e fuori), a non consumare se non serve. Una nuova consapevolezza che potrebbe fare bene all’ambiente e alla nostra salute, oltre che al portafoglio. Da anni, anzi decenni, sono tante le associazioni ambientaliste che continuamente lanciano l’allarme su questi temi, ma forse finora questi cambiamenti di abitudini ci sembravano troppo onerosi o difficili da perseguire. O forse non avevamo una motivazione sufficiente per farci attenzione. Ora invece la realtà che tutti noi viviamo tutti i giorni sembra porci davanti a una situazione in cui non abbiamo molta altra scelta se non riflettere sui nostri comportamenti e su come questi impattino sull’ambiente, sulla nostra salute e in generale sul nostro stile di vita. La domanda quindi nasce spontanea: “e se non tutti i mali venissero per nuocere?”.

Elena Buonanno

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