Si chiama UpExperience: safe and fun, esperienza sicura e divertente, e ha debuttato con la “Notte sospesa” cioè la possibilità di passare la notte in una tenda agganciata a una parete di roccia sulle montagne di San Simone, sulla falesia attrezzata di Pizzo Rotondo, in Alta Val Brembana, a quasi 2000 metri di altitudine. O al valico di Valcava. È un nuovo modo di vivere la montagna per la prima volta in Italia: si può stare in tenda per tre ore giusto il tempo di godersi il panorama e fare colazione o bere un aperitivo o passarci la notte da solo o in compagnia.

È la proposta più gettonata di UpExperience, società che organizza corsi di arrampicata, sci alpinismo, arrampicate sul ghiaccio, escursioni, conferenze, consulenze di medicina di montagna e viaggi con arrampicate in Europa e oltre. I fondatori sono un medico anestesista e rianimatore, che ha trascorso gli ultimi 14 anni nell’equipe dell’elisoccorso, e sua moglie. Lo spirito di questa nuova avventura lo spiegano bene nel loro sito in onda da Burligo, frazione di Palazzago, dove vivono. «Siamo prima di tutto dei frequentatori della montagna» scrivono. «In montagna abbiamo vissuto ogni momento libero della nostra vita, arrampicando, sciando, scalando cascate di ghiaccio, pedalando e anche portando soccorso a chi era in difficoltà. Il popolo della montagna, così variopinto e indisciplinato, mosso dal desiderio di libertà e dall’amore per i grandi spazi aperti, è stato la nostra spinta per creare UpExperience. Il nostro desiderio è poter avvicinare il maggior numero possibile di persone al piacere salvifico procurato dalla fatica, dal vento, dal silenzio, dal contatto con la roccia e con la neve e dalla libertà mentale che deriva dalla presenza negli sconfinati spazi aperti. Abbiamo deciso di mettere al servizio di tutti la nostra lunga esperienza in montagna. Con noi si possono vivere esperienze uniche, indimenticabili, lontano dalle tensioni e dalla assurda velocità della vita contemporanea, perché il silenzio della montagna possa essere per tutti fonte di ispirazione e di felicità».

La mente di questa avventura è il dottor Christian Salaroli, 50 anni di cui una ventina passati come medico anestesista e rianimatore, in servizio all’ASST Papa Giovanni XXIII, all’Areu (Azienda regionale emergenza urgenza) e poi nell’elisoccorso. Laura Covacev è la moglie, ex impiegata, che ha scelto di seguire il marito ed è l’amministratrice della società. Il team è composto inoltre da Daiana Ilaria Baiana, accompagnatrice per la media montagna e dall’educatrice Debora Fraschini. E da una decina di guide alpine. Una sfida, la loro, che ha già ottenuto risultati lusinghieri portando in alta quota a dormire in tenda abbarbicati alle rocce decine di appassionati. «L’idea mi frullava in testa da almeno dieci anni ma non riuscivo a staccarmi dal mio lavoro, andare a soccorrere chi è in difficoltà» ci racconta. «ll Covid mi ha dato una grande spinta. Ero distrutto dopo un anno pesantissimo di lotta al virus come medico. Poi quando il 13 gennaio dell’anno scorso è morto il mio amico Claudio Rossi, collega infermiere del 118, travolto da una valanga, mi sono detto: questo è il momento giusto. Mi sono dimesso dall’ospedale, ho scelto di fare il libero professionista e continuo a lavorare in alcune strutture come anestesista e rianimatore». E così ha lanciato questa nuova società con la moglie, sfruttando il loro amore per la montagna e l’esperienza fatta con il 118. «Sono intervenuto tante volte con l’elisoccorso sulle mie amate montagne per soccorrere persone ferite o in crisi. E ora, dopo tante sofferenze, voglio dedicarmi al benessere e al divertimento di chi su quelle stesse montagne vuole andare in tutta sicurezza. Insomma sono passato dal soccorso all’aspetto ludico: far divertire, con l’esperienza “safe and fun”, cioè sicura e divertente. Ho avuto da sempre la passione per la montagna, per l’alpinismo praticante. E adesso questo nuovo stimolo. Non è stata una scelta facile quella di lasciare l’ospedale per tentare questa nuova avventura, una scelta che ho condiviso con mia moglie e con i miei due figli Giulia, 13 anni e Giacomo, 8, che sono già dei bravi scalatori».

Ma come è la “Notte sospesa”? «Innanzitutto si cerca di capire la persona, se ha già qualche esperienza in montagna e ci si accorda su una data, si consultano le previsioni meteo e se è tutto ok si comincia» spiega il dottor Salaroli. «Niente di difficile, tutti possono fare questa esperienza, anche i bambini. Si concorda un punto d’incontro e ci si arrampica sulla roccia. In cima diamo tutte le istruzioni per godere al meglio la sosta nel portaledge, nella tenda da bivacco in parete degli scalatori statunitensi, si viene imbragati, ci si mette il casco, viene dato un walkie talkie e si viene calati, attraverso una scaletta, nella tenda sospesa. Il tutto con la massima sicurezza. Poi con le corde facciamo scendere uno zaino con i viveri che sono diversi a seconda di quale esperienza hanno scelto: colazione, aperitivo o la notte. Bevande e cibi fatti in casa da mia moglie con prodotti supergenuini. Noi ci allontaniamo per lasciare un po’ di privacy ma siamo pronti a intervenire in caso di bisogno. Non è un’esperienza estrema, la possono fare tutti. Anche chi non ha mai visto una montagna. Ricordo un simpatico ragazzo pugliese che non era mai stato in quota. La sua fidanzata ha prenotato la “Notte sospesa” e gli ha fatto una sorpresa. È arrivato in aereo a Orio e un’ora dopo è stato trascinato in questa nuova avventura. All’inizio era perplesso, aveva qualche timore ma alla fine ha apprezzato molto la sfida e si è divertito». E anche i bambini possono emulare i grandi. Per loro ci sono le tende tra gli alberi a un’altezza di un metro, un metro e mezzo. Un’esperienza tree climbing al camping di Piazzatorre alla fine di luglio con lezioni di cartografia, escursionismo, laboratori sulla flora e la fauna, orientamento. Un’occasione per godersi la natura, socializzare, fare nuove amicizie e mettersi alla prova lontano da casa. «Mi piacerebbe che anche chi vive in città e non conosce la montagna si mettesse in gioco per scoprire questo ambiente così affascinante e speciale» dice Salaroli. «E noi cerchiamo proprio di fare da tramite, di aiutarli a scoprire la magia della natura» 

Il lato umano della medicina
In questa rubrica gli operatori sanitari (medici, infermieri etc.) si raccontano, facendo conoscere oltre al loro lato professionale la loro attività di artisti, volontari, atleti...
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