Lo sapevate che anche i nostri amici a quattro zampe possono soffrire di calcoli urinari? Proprio così e si tratta di una patologia molto comune, soprattutto cani di taglia piccola come Bichon frisè, Yorkshire, Shi-Tzu, Schnautzer nani, Cocker spaniel, e nei Dalmata e Terranova. «I calcoli, o in termini scientifici urolitiasi, riguardano circa il 20 % dei cani che si presentano in visita per problemi urinari, soprattutto maschi» conferma la dottoressa Francesca Bosio, medico veterinario. «Oltre alla predisposizione genetica legata alla razza, anche una dieta scorretta o concomitanti patologie metaboliche possono favorire lo sviluppo di calcoli, così come l’assunzione di alcune classi di farmaci che portano a ipercalcemia (alcuni diuretici, cortisonici etc.) e in ultimo, infezioni del tratto urinario complicate da batteri produttori di ureasi e problemi metabolici».

Dottoressa Bosio, cosa si intende per calcolo? E come si forma?
I calcoli sono aggregati di cristalli che si formano e si depositano nell’apparato urinario a livello del rene (nefroliti), degli ureteri (ureteroliti), della vescica (urocistoliti) o dell’uretra (uretroliti). Normalmente l’urina contiene una certa quantità di sali minerali che, in alcune condizioni particolari (ad esempio in caso di urina molto concentrata, variazione del pH, difetti di riassorbimento nel rene etc…) tendono a cristallizzarsi. Questi cristalli, a loro volta, possono aggregarsi attorno a un nucleo centrale di detriti dando origine al calcolo. I cristalli, e così anche i calcoli, non sono tutti uguali: dipende da quali sali minerali sono formati. Conoscere il tipo di calcoli è molto importante per poter scegliere la terapia più indicata.

Quali sono i principali tipi di calcoli?
> Struvite. Sono composti da magnesio, ammonio e fosfato e sono il tipo più riscontrato nei cani. Si formano spesso come esito di un’infezione batterica urinaria, in presenza di Ph urinario elevato. Anche i fattori nutrizionali giocano un ruolo importante, poiché avranno un effetto sul pH urinario, la quantità di magnesio e fosforo, la quantità di acqua assunta. Sono calcoli che ben rispondono a una terapia dietetica.
> Ossalato di calcio. Si formano nelle urine acide spesso come conseguenza di iperassorbimento intestinale di calcio, pertanto la dieta può avere un ruolo significativo nel loro sviluppo, ma anche da malattie che aumentano il riassorbimento del calcio da parte delle ossa (iperparatiroidismo, acidosi metabolica...) o da problemi renali che aumentano la quantità di calcio nelle urine.
> Urati di ammonio. Frequenti nel dalmata, mentre nelle altre razze si presentano come conseguenza di disfunzione epatica o shunt portosistemico.
> Cistina. Frequenti invece nei bulldog inglesi e nei terranova per un difetto congenito che porta al un alterato trasporto degli amminoacidi nei tubuli renali.
> Altri uroliti meno frequenti sono quelli di xantina (soprattutto in animali trattati con farmaci come l’allopurinolo per lunghi periodi), di silice (associati a diete vegetariane).

La dieta per contrastarli
La gestione nutrizionale dipende dal tipo di calcolo, tuttavia esistono alcuni accorgimenti che possono favorire la guarigione prevenirli.
1. Diluire il più possibile l’urina, stimolando l’assunzione di acqua. Lo si può fare utilizzando cibo umido, aggiungendo acqua alle abituali crocchette, utilizzando fontanelle o più ciotole sparse per casa.
2. Controllare il pH urinario, attraverso l’alimentazione o con integratori specifici.
3. Adattare l’assunzione dei precursori dei calcoli attraverso mangimi medicati appositi.

Come si fa ad accorgersi che c’è qualcosa che non va?
Ci sono diversi campanelli d’allarme che possiamo cogliere nel nostro cane, dal meno evidente al più palese:
> urina frequentemente e in piccole quantità;
> mantiene a lungo la posizione di minzione;
> urina in luoghi inappropriati produce urina di colore anomalo o di odore molto forte;
> ha dolore durante la minzione o addirittura non riesce a urinare.

In qualsiasi caso è consigliabile rivolgersi immediatamente al veterinario di fiducia che, dopo una visita accurata, si potrà avvalere di alcuni mezzi diagnostici come la radiologia digitale abbinata eventualmente all’ecografia, l’esame delle urine con visualizzazione diretta del sedimento al microscopio e esame colturale e antibiogramma per determinare se è presente un’infezione del tratto urinario. Se si dovesse confermare la presenza di uroliti, a seconda della loro natura, dimensione, numero e soprattutto della sede si potrà optare per un trattamento medico, nel caso di calcoli che possano essere “sciolti” da farmaci appositi, o un trattamento chirurgico. 

A cura di Elena Buonanno
con la collaborazione della dott.ssa Francesca Bosio
Medico Veterinario
Clinica Veterinaria Villa Francesca Seriate

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