Quando parliamo di papilloma virus (HPV) di solito si pensa a un problema unicamente femminile. Invece l’infezione da HPV è una realtà molto importante negli uomini, che può causare alcuni tumori maschili: per questo la vaccinazione è indicata non solo per le ragazze ma anche per i ragazzi. Ne parliamo con il dottor Francesco Clemente, ginecologo.

Dottor Clemente, cos’è il papilloma virus e perché è pericoloso?
Il papilloma virus è un piccolo virus rinvenuto in tanti animali e identificato in 200 ceppi nella variante umana (HPV). L’infezione da HPV è molto diffusa ed è trasmessa prevalentemente per via sessuale, attraverso rapporti sessuali non protetti sia etero sia omosessuali. È associata a lesioni benigne se causata dai ceppi a basso rischio oncogeno; mentre, se è coinvolta una variante “ad alto rischio”, si possono avere lesioni che portano a carcinomi invasivi in vari organi. Nella maggior parte dei casi l’infezione è transitoria e priva di sintomi; talvolta invece si manifesta attraverso lesioni denominate “condilomi” che sono lesioni benigne di cute o mucose. Nelle donne giovani il virus è molto presente, ma con presenza di pochissime lesioni pretumorali che spesso regrediscono spontaneamente. Nei casi in cui il sistema immunitario non riesca a debellare l’HPV, anche con periodi di latenza che vanno dai 7 ai 14 anni dal contagio, si può determinare l’insorgenza di neoplasie maligne come il tumore della cervice uterina, neoplasia totalmente riconducibile all’infezione di questo virus.

Negli ultimi tempi i protocolli di screening, che prevedono un pap test ogni tre anni, sono in corso di modifica: l’HPV DNA test sostituirà il pap test nelle donne dai 30 anni in su e l’intervallo diventerà di cinque anni

E nel maschio invece come si può manifestare?
Nel maschio l’HPV si riscontra a livello del pene, dell’ano, dell’orofaringe ma anche nello sperma. Le stime parlano del 73% di uomini che contrarranno una infezione da HPV nella loro vita. Gli uomini s’infettano in misura superiore rispetto alle donne, ma eliminano il virus rapidamente predispondendosi alla reinfezione. La maggior parte avrà una guarigione spontanea, ma altri svilupperanno lesioni precancerose del pene, dell’ano o il carcinoma della laringe e del cavo orale HPV associato. È quasi impossibile, o molto difficile, che il maschio sappia di essere portatore del virus, sia perché l’infezione è asintomatica sia perché non esistono screening mirati, a differenza di quanto succede per la donna che può scoprirsi HPV positiva attraverso un HPV test che può essere eseguito contestualmente al PAP test o a seguito di una risposta alterata dello stesso.

Un problema in aumento
Ogni anno in Italia si diagnosticano nella donna circa 2.300 nuovi casi di cancro cervicale, 600 nuovi casi di cancro della vulva e della vagina, 500 casi di cancro anale; 2.000 nuovi casi di carcinoma oro-faringeo, ano-rettale e del pene tra gli uomini. I casi di condilomi genitali, invece, sono 210.000 (in aumento) l’anno tra uomini e donne. 

Come si può prevenire l’infezione?
La prevenzione dell’HPV nel maschio è possibile con le stesse modalità femminili. Il vaccino, presente ormai da anni, previene le patologie HPV correlate a carico della sfera genitale-anale e orale, sia nella popolazione maschile che femminile. Il vaccino contro l’HPV utilizza proteine della superficie del virus non contenendo quindi il materiale genetico del virus, di conseguenza non può provocare malattie né riprodursi. Al massimo il vaccino provoca arrossamento della sede di iniezione ed in rari casi poca febbre. Attualmente sono state somministrate in Europa oltre 40 milioni di dosi in adolescenti, senza che siano stati registrati effetti collaterali significativi. Per i bambini maschi, come per le femmine, l’indicazione è sottoporsi alla vaccinazione a 12 anni circa prima quindi dell’età di un possibile contagio. Inoltre in questa età la risposta immunitaria è migliore. L’offerta vaccinale è gratuita tramite chiamata. Nelle ragazze la vaccinazione è gratuita anche sino ai 18 anni o in categorie protette (ad esempio chi è affetto da HIV). Le femmine dai 18 anni ai 45 e i maschi dai 13 anni ai 26 che desiderino fare la vaccinazione, possono invece richiederla come vaccinazione in co-pagamento, rivolgendosi ai Reparti di Ginecologia o nei Servizi Consultoriali delle ASST. La vaccinazione ovviamente non è in grado di azzerare totalmente il rischio di contrarre l’infezione da HPV (il vaccino attuale è per 9 ceppi di HPV) ma ne riduce significativamente l’incidenza. Vaccinare gli uomini i e le donne quindi rappresenta, in definitiva, una tutela per tutte le coppie. La vaccinazione di entrambi i sessi ha un duplice effetto: cercare di eradicare la malattia riducendo la carica virale in entrambi i partner e abbassare sensibilmente l’insorgenza di lesioni di basso e alto grado di malignità sia nei maschi sia nelle femmine. Inoltre le ultime linee guida consigliano nelle donne la vaccinazione dopo trattamento per le lesioni di basso e di alto grado in quanto vi è una significativa riduzione delle recidive. Per le donne ricordiamo sempre di aderire allo screening del tumore cervicale eseguendo il Pap test ogni tre anni. Resta sempre raccomandata la visita ginecologica annuale nel corso della quale lo specialista, a sua discrezione, potrà decidere ulteriori accertamenti intermedi.

A cura di Viola Compostella
con la collaborazione del Dott. Francesco Clemente
Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Dirigente Medico Ospedale Bolognini di Seriate

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