È la dieta grazie alla quale Adele ha perso - almeno così dice lei - 30 chili. E la cantante inglese non è l’unica seguace di questo regime alimentare. Anche Pippa Middleton, sorella di Kate, la moglie del principe William, ne è una fan. Ideata e promossa da due nutrizionisti inglesi, Aidan Goggins e Glen Matten, prende il nome dalla classe di proteine presenti nell’organismo chiamate sirtuine che, a detta dei due esperti, sarebbero in grado di stimolare il metabolismo del corpo favorendo una rapida perdita di peso, fino a 3 chili a settimana. Ma è davvero così efficace? E non ci sono rischi per la salute? Ne parliamo con la dottoressa Cristina Robba, nefrologa e nutrizionista.

Dottoressa Robba, di che tipo di dieta si tratta e su che principi si basa?
Per poter comprendere le basi del funzionamento della dieta SIRT, nota anche come “dieta del gene magro”, bisogna conoscere cosa sono le sirtuine, dalle quali deriva il nome della dieta, e come queste proteine agiscono nel nostro organismo. Si tratta di proteine, più precisamente di sette proteine ad alta attività enzimatica, che regolano molte vie metaboliche e hanno un importante ruolo nel controllo dell’invecchiamento delle cellule. La loro produzione attiverebbe il metabolismo oltre ad avere un notevole effetto “anti-aging”. La dieta SIRT si basa dunque sulla introduzione quotidiana di alimenti che contengono nutrienti in grado di aumentare la produzione di queste sirtuine. Questi sono i così detti SIRT foods.

Si tratta di alimenti facilmente reperibili?
Sì e alcuni come il vino rosso e il cioccolato sono molto apprezzati da chi vuole seguire una dieta senza forti restrizioni. Altri sono alimenti ben precisi, come sedano verde, peperoncino, cavolo rosso, capperi, caffè, l’immancabile olio extravergine d’oliva, rucola, caffè, prezzemolo, cipolla e cicoria rosse, soia, fragola, curcuma, noci e il tè verde matcha. L’assunzione giornaliera di questi alimenti aumenta il metabolismo, pertanto la dieta è basata sulla obbligatoria introduzione quotidiana di queste sostanze più che sull’eliminazione o limitazione dei cibi.

I succhi verdi centrifugati forniscono senso di sazietà e sono composti da rucola, prezzemolo, sedano verde, mela verde, mezzo limone, cavolo riccio e tè matcha

Ma in pratica, in cosa consiste?
Lo schema dietetico che hanno proposto i due nutrizionisti inglesi comprende due fasi. La prima fase è in realtà una dieta ipocalorica di circa 1000 Kcal giornaliere per tre giorni consecutivi, che provengono essenzialmente dall’assunzione di tre succhi di verdure, ossia centrifugati, e da un pasto solido a base di proteine come carne o pesce accompagnati da verdure in grossa quantità. Si possono anche associare alcune piccole porzioni di grano saraceno. Passati i primi tre giorni, si inizia a introdurre due pasti solidi e due “succhi verdi” contenenti gli alimenti SIRT. Nella prima fase la perdita di peso è generalmente evidente, anche se spesso il calo ponderale può essere dovuto a una diminuzione di acqua e di glicogeno muscolare più che a una reale perdita di massa grassa. La seconda fase ha invece una durata di due settimane, necessarie per mantenere il dimagramento. In questa fase si consumano tre pasti solidi e un solo succo verde. Non si devono comunque superare le 2.000 calorie al giorno, compresi gli eventuali calici di vino rosso e il cioccolato (rigorosamente con 85% minimo di cacao).

Ci sono controindicazioni?
Non essendo una dieta bilanciata, non può essere effettuata a lungo termine, ed è utilizzabile solo se si devono perdere pochi chili. Non deve essere effettuata in persone con alterazioni metaboliche, insufficienza renale, in gravidanza o allattamento, in caso di disturbi del comportamento alimentare, negli adolescenti. Inoltre il grande quantitativo di verdure della dieta può creare disturbi gastrointestinali e nausea. In conclusione, deve essere considerata una dieta a brevissimo termine. Per una perdita di peso progressiva e costante nel tempo, è meglio affidarsi a schemi ipocalorici o a schemi ipocalorici chetogenici, in tutti i casi sempre e comunque sotto regolare controllo medico.

Tè matcha: attenzione a non esagerare
Il tè matcha è un tè verde che contiene quantità di EGCG (epigallo catechin gallato) che attiva il dimagramento. Tuttavia si deve fare attenzione poiché questa sostanza diventa nociva se introdotta a dosaggi elevati, pertanto in un giorno non dovrebbero essere assunti più di due tè matcha.

a cura dI Giulia Sammarco
con la collaborazione della dott.ssa Cristina Robba
Specialista in Nefrologia Nefrologa
Responsabile dell’Ambulatorio di Nutrizione Clinica Policlinico San Marco Zingonia e Nutrizionista di Smart Clinic

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