Così sono diventato un angelo della notte.

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Intervista al coordinatore dei “City Angels” di Bergamo.
Di giorno si occupa di sicurezza sui posti di lavoro all’Ospedale San Raffaele di Milano, la sera, quando rientra a Bergamo indossa la divisa dei “City Angels” per girare le zone più a rischio della città, come la stazione dei treni e delle autolinee, la Clementina, Malpensata portando con la sua squadra un sorriso, cibo e abiti, ma soprattutto un aiuto morale, una parola di speranza e di conforto dialogando con i più derelitti, con chi vive per strada. Insomma, con i suoi compagni, cerca di aiutare chi ha bisogno come i senzatetto, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i disabili, le vittime della criminalità, o accompagnando quelle persone che non si sentono sicure quando cala il buio, o soccorrendo le persone colpite da malore o ferite.

Il suo nome di battaglia è “Night“. Tutti i “City Angels” hanno un soprannome. In realtà si chiama Francesco Graziano, ha 39 anni, è laureato in ingegneria biomedica ma da anni si è specializzato in sicurezza sui posti di lavoro, per qualche anno ha lavorato anche allo stadio di Bergamo. È sposato con Antonella, un’insegnante di origine siciliana, ha una figlia Arianna che ha due anni e mezzo ed è in attesa, a breve, del secondogenito. Ha un solo hobby: la fotografia che l’appassiona e lo emoziona soprattutto quando riprende la sua bambina. Da due anni è il coordinatore della sede di Bergamo dei “City Angels”.

«Ci sono entrato per caso grazie a Teo Mangione di Radio Alta» dice. «Sono una delle “sentinelle” della sua trasmissione mattutina “Colazione con Radio Alta”. Segnalo le criticità del traffico o fatti di cronaca. E tramite Teo ho conosciuto Mario Furlan, il fondatore dei “City Angels”. Ho provato come volontario ed è stata un’esperienza molto positiva. E così è iniziata la mia storia di volontario. Il percorso ha previsto un primo affiancamento come ausiliario e, successivamente, ho dovuto sostenere un corso di formazione per essere preparato ad affrontare qualsiasi problema. Usciamo in squadre composte da tre, quattro o cinque “City Angels”, io soprattutto il giovedì sera, è un impegno e spesso si fanno anche sacrifici. Ma aiutare chi è in difficoltà ti dà una carica, un’emozione che nessun soldo può dare. Con loro parliamo, cerchiamo di stringere un rapporto di amicizia e di fiducia. Solo così possiamo aiutarli davvero. Le loro storie spesso sono terribili. Noi siamo stati fortunati, abbiamo avuto dei saldi principi, delle famiglie sane alle spalle, abbiamo studiato, loro purtroppo spesso hanno conosciuto solo la miseria economica e morale e si sono lasciati andare compromettendo la loro vita, e vivono per strada. E noi, volontari di strada, cerchiamo di aiutarli. Facciamo lo stesso con i tossicodipendenti con l’obiettivo di indirizzarli verso un percorso di disintossicazione, di recupero».

A Bergamo i volontari dei “City Angels” sono 25 che operano nelle notti dal martedì al venerdì e sono riconoscibili per la loro divisa: basco blu e maglietta o giubba rossa. «Il basco è simbolo di pace e ricorda i caschi blu dell’ONU» spiega “Night”. «La giubba ha il nostro logo, un’aquila che protegge la città, il rosso è il colore dell’emergenza e della solidarietà». Solidarietà, emergenza, sicurezza sono le tre parole d’ordine dell’Associazione nata nel 1994 a Milano alla Stazione centrale, una delle zone più problematiche, per iniziativa di Mario Furlan, collega giornalista e docente universitario, con lo scopo principale di assistere gli emarginati e tutelare i cittadini vittime della delinquenza. In 25 anni l’associazione ha fatto passi da gigante, vincendo due “Ambrogini d’oro”, il massimo riconoscimento del Comune di Milano e tanti altri premi. Ora è presente in 19 città italiane e in due in Svizzera. A Bergamo è arrivata nel 2013 e ha subito ottenuto importanti riconoscimenti e il sostegno del Comune che ha messo a disposizione l’attuale sede di via Bono. D’altronde l’associazione ha un’attività duplice. «Prima di tutto la solidarietà verso i più deboli, verso chi viene emarginato» spiega Francesco. «Ma il vero problema attuale è quello dei più bisognosi, di quelli cioè che non arrivano a fine mese e hanno vergogna a chiedere aiuto alle altre associazioni o alle mense per i poveri. Noi distribuiamo vestiario e generi alimentari. Alla solidarietà si aggiunge il capitolo sicurezza e collaboriamo con le forze dell’ordine, la Croce Rossa, la Caritas per le situazioni di emergenza».

Per il loro impegno i “City Angels” hanno ottenuto l’attestato di ”Benemerenza cittadina” dal Comune di Bergamo. «È stata un’emozione incredibile» dice il coordinatore «salire sul palco con tutti i volontari ed essere premiati direttamente dal sindaco». Un premio che fa dimenticare anche le aggressioni personali e alla sede. «Hanno danneggiato la porta. Abbiamo idea di chi sia stato, un ragazzo che ora, anche se non ha mai voluto ammettere di essere stato lui l’autore si dimostra pentito con i fatti. L’assessore Messina ci ha aiutato per la sostituzione della porta che sarà aggiustata, è uscita con noi una sera ed è stata una serata abbastanza movimentata tra litigi e richieste di supporto al 118. Lei si è resa conto di persona del lavoro che facciamo e di cosa possiamo rischiare. Lo scorso anno abbiamo donato alla cittadinanza circa 5 mila ore di volontariato, sia per attività di servizio che per attività diurne come servizi ai cortei, ai concerti, ad alcune manifestazioni. Da volontari, senza ricevere un euro. Un grosso problema. Per aiutare i più disperati abbiamo bisogno di un fondo, di un furgone, anche usato. Ora quando serve usiamo le nostre auto per portare vestiario e cibo a chi ne ha bisogno o semplicemente per raggiungere i quartieri più periferici. Tutto sulle nostre spalle e sulle nostre tasche, anche per la parte di assicurazione dei volontari o per l’acquisto delle divise. Abbiamo qualche sovvenzione ma non basta. Purtroppo la gente che ci chiede aiuto è sempre più numerosa, soprattutto nel periodo invernale».

 

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