Com’è profondo il mare

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Dall’incidente al record di apnea... Una storia di straordinario coraggio.
Riportiamo la testimonianza scritta per noi da Marco Lucini, 60 anni, farmacista di Bonate Sotto. Una storia di grande coraggio e determinazione, frutto di una straordinaria passione per la vita e di una mente allenata allo sport e al raggiungimento degli obiettivi… compreso stabilire un record al primo trofeo internazionale riservato ai disabili per le discipline subacquee.

Dopo l’incidente motociclistico, a causa del quale 33 anni fa ho subito l’amputazione dell’arto inferiore sinistro sopra il ginocchio, la mia vita poteva indubbiamente cambiare, ma da sportivo agonista qual ero stato sino a quel maledetto istante, ho deciso di reagire dandomi subito degli obiettivi da raggiungere.

E così, nel giro di un paio d’anni, grazie anche ai progressi della tecnologia nel campo delle protesi, ho ripreso a praticare quasi tutti i miei sport: lo sci da discesa, il tennis, il tiro a volo, dove ho vinto un campionato regionale di 2° categoria nella specialità dello Skeet (ndr. tipo di tiro al piattello che si effettua da otto pedane situate in semicerchio; ogni tiratore ha un solo colpo a disposizione), la pallavolo, ottenendo il patentino di allenatore FIPAV. Certo ho dovuto superare difficoltà fisiche di vario genere. Non è stato facile. Ma dalla mia ho avuto sempre una grande forza: la convinzione di riuscire nei miei intenti.

Sono anche ritornato in acqua, anzi… sott’acqua. Avevo già il brevetto per l’uso delle bombole prima dell’incidente, ma questa volta ci sono tornato trattenendo il respiro, in apnea. Certo in acqua la mia disabilità si fa sentire meno. Mi posso infatti muovere più liberamente, senza essere costretto all’uso della protesi, ma con un motore solo! Era la dimensione ideale in cui mettermi, ancora una volta, alla prova. Così grazie all’aiuto competente di alcuni amici a cui sempre sarò grato, mi sono dedicato anima, corpo e… mente, a quest’affascinante disciplina sportiva in cui, oltre a un’efficientissima condizione fisica, frutto di intense sedute di allenamento in acqua e a secco, è richiesta anche una specifica preparazione respiratoria e mentale, basata su varie tecniche di rilassamento ed esercizi di compensazione che dire particolari è dire tutto e niente! Provare per credere…

E visto che da cosa nasce cosa, nel 2002 a Santa Teresa di Gallura in Sardegna, sono diventato istruttore Apnea Academy, la scuola di apnea di Umberto Pelizzari, mai dimenticato recordman di immersioni in apnea profonda, superando tutte le prove richieste a chi di gambe ne ha due. È stata davvero una grandissima soddisfazione: mi sono guadagnato sul campo o meglio…in mare, il rispetto di tutti, Pelo compreso (ndr. Pelo è il soprannome del grande e mitico Umberto)! Non contento, proseguendo la pratica dell’apnea subacquea mi sono messo anche a insegnarla. Ormai sono 16 anni che insegno all’interno del gruppo sportivo “AMICI APNEA ASD”, associazione riconosciuta dalla FIPSAS e dal CONI e della quale sono anche vice-presidente.

Ma il bello doveva ancora venire! A giugno di quest’anno, la Federazione Italiana mi ha invitato a partecipare, durante lo svolgimento dei campionati mondiali di Apnea indoor che si sono tenuti a Lignano Sabbiadoro, in vasca da 50 metri, al primo trofeo internazionale CMAS (“Confédération mondiale des activités subaquatiques”, confederazione internazionale che raggruppa alcune federazioni nazionali di attività subacquee) riservato ai disabili. Una grande soddisfazione. Ero già allenato, ma visto l’importanza dell’impegno ho cercato di prepararmi al meglio, prima con una settimana di prove in mare nel Mar Rosso egiziano e subito dopo a Noli in Liguria con gli altri istruttori del gruppo e i nostri numerosissimi allievi. Risultato? Ho stabilito un record coprendo la distanza in apnea di 100 metri, utilizzando una monopinna, evidentemente.

La cosa che ricorderò sempre con immenso piacere è stato l’incitamento a gran voce degli atleti e delle atlete della nazionale italiana di apnea, presenti sugli spalti della piscina durante la mia prova. È anche grazie a loro e al loro sostegno se ho centrato l’obiettivo. Aver indossato la maglia della nazionale italiana e aver ottenuto un risultato del genere è stato un onore, ma ancora di più lo è stato aver conosciuto e condiviso l’esperienza con veri atleti, ragazzi e ragazze fantastici, campioni di una disciplina così impegnativa, eppure quasi sconosciuta ai più, qual è l’apnea e, oltretutto, vincitori del medagliere finale.

Un… profondo saluto a tutti e mi raccomando… non mollate mai!

A cura di Marco Lucini

 

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