Elena Fanchini. Così ho vinto la gara più importante contro il tumore

elena fanchini


Le speranze e i sogni di Elena Fanchini, la vicecampionessa del Mondo di discesa libera nel 2005, bergamasca di nascita, e bresciana d’adozione, si sono infranti sulle nevi americane di Copper Mountain, dove si stava allenando con la squadra italiana. Dopo aver sconfitto un tumore e vinto la sua sfida più grande, è caduta fratturandosi il perone e una mano. E tra le lacrime, senza mai pronunciare la parola ritiro, ha fatto capire che sarà difficile se non impossibile continuare la sua carriera. Su Instagram ha raccontato lei stessa la sua disavventura non riuscendo a trattenere la commozione. «La caduta è stata molto brutta e non ho buone notizie, ho riportato la frattura della testa del perone e una lieve frattura del piatto tibiale della gamba sinistra e anche al pollice della mano sinistra» dice. «È stata una grande batosta perché ci ho creduto tantissimo, sono comunque contenta di essere tornata per questi cinque giorni. Il peggio è passato: sono riuscita a superare il tumore, anche per soli 5 giorni, ho sciato, ho raggiunto il mio obiettivo che era quello di guarire. Grazie a questo sport e alla passione ci sono riuscita».

Ma lei, tosta com’è, non si darà per vinta. Pronta ad affrontare una nuova sfida. D’altronde ne ha già vinto un’altra: quella contro il tumore, che l’aveva colpita a gennaio. E aveva sconfitto dopo due interventi, chemioterapia, radioterapia, e altre cure. Lei stessa aveva dato l’annuncio della sua guarigione: «Tutto finito! Dopo dieci mesi sono guarita dal tumore. Ho sempre affrontato la malattia con grande forza anche se negli ultimi mesi la chemioterapia è stata forte, sono stata tanto male ma ho sempre lottato. Avere un obiettivo mi ha aiutato tantissimo. Lo sci, il continuare a fare ciò che amo è stato per me la terapia migliore. Adesso posso dedicarmi esclusivamente allo sport. A gennaio spero di rientrare».

Ma la speranza, i suoi sogni sono drammaticamente crollati sulle piste americane di Copper Mountain mentre si allenava con la sorella Nadia, altra campionessa di discesa libera, come la sorella Sabrina che però ha smesso dopo il matrimonio, e con la Nazionale femminile.

Ora Elena, nonostante i guai ha comunque un nuovo impegno: è infatti testimonial di “Cancro Primo Aiuto”, l’Associazione lombarda che si impegna a favore dei malati oncologici insieme con Peter Fill, uno dei nostri migliori discesisti in attività, e la collega Francesca Marsaglia specialista anche lei in discesa libera e SuperG.

La malattia: il tumore Elena l’aveva scoperto subito dopo lo scorso Natale. Si era sentita male. E il 3 gennaio, dopo una serie di analisi alla clinica Humanitas, il drammatico verdetto. “Lei ha una neoplasia di basso grado che può però essere curata.” Una batosta alle aspirazioni di Elena che stava già preparando la valigia per le Olimpiadi in Corea, dove Sofia Goggia, Michela Moioli e Arianna Fontana hanno regalato all’Italia tre ori. Invece Elena deve affrontare un’altra discesa. Questa volta senza sci: una sfida con la malattia. Ma lei reagisce come sa, con il sorriso sulle labbra e tanto coraggio e addirittura dà lei l’annuncio. «Ho una neoplasia, mi curerò. La mia intenzione è quella di tornar il prossimo anno a sciare. A tutti è capitato di affrontare momenti difficili, momenti in cui la vita ci mette a dura prova. La vita mi ha messo davanti a una nuova sfida, una cosa seria per cui sono costretta a fermarmi per curarmi. Non è facile perché penso a tutti i sacrifici, alla fatica, agli obiettivi della stagione, alle Olimpiadi e ai miei sogni. Tutto scivola però come pioggia. Questa è la vita, non sai mai cosa può accadere, ma io non mi arrendo, affronto questa nuova sfida con tanta forza e coraggio per tornare più forte e realizzare i miei sogni».

Affronta la chemioterapia, subisce un primo intervento chirurgico a maggio, un altro a ottobre. «Ho avuto qualche problema. La radioterapia prima dell’intervento mi ha dato fastidio, ero sempre stanca, avevo la nausea e ho perso due chili. Dopo l’intervento non mangio più carni rosse e zuccheri. Comunque sono stata fortunata, i medici hanno capito qual è stata la causa del tumore. È per un gene che ho ereditato da mia mamma e lei da mia nonna. Ma io sono stata la prima in famiglia a manifestarlo. In tanti mi hanno detto di smettere. Ma io non ci ho mai pensato anche se ho 33 anni. Credevo che rompersi il legamento di un ginocchio, come mi è capitato, fosse una brutta cosa, ma ora ho capito che non è niente. Il fatto è che non ho mai pensato di essere malata, ho sempre sorriso e ho sempre creduto che sarei tornata a sciare come avevo promesso a tutti appena i medici mi hanno detto quello che avevo».

Elena è davvero così: spontanea con un carattere e una grinta di ferro. E adesso cercherà di curarsi, di risolvere le fratture e di tornare a sciare, anche se forse la Coppa del Mondo resterà un sogno. «Mia sorella Nadia mi dice sempre “tu sei matta” fai passare la tua malattia come se non avessi avuto niente. Forse ha ragione, me l’hanno detto anche i medici “tu hai avuto un tumore senza rendertene conto. È vero non ho mai pensato al pericolo. Ora dico la parola tumore ma prima non l’avevo mai pronunciata. E anche quando ero in attesa degli esami istologici non ero preoccupata». Ad aiutarla ci saranno anche ora proprio Nadia, l’altra sorella Sabrina, il fidanzato Denis, la mamma Giusy e il papà Sandro che lavora agli impianti di sci di Montecampione. «È stato lui a trasmettere a noi tre sorelle la passione per gli sci» racconta Elena. «Eravamo bambine, io avevo solo tre anni quando papà mi portò sulle piste di Montecampione, poi sono arrivate Nadia e Sabrina e insieme ci scatenavamo sulla neve, sfidandoci in discese sempre più ripide. E tutte e tre siamo arrivate in Nazionale. Sabrina ha smesso dopo il matrimonio, Nadia e io abbiamo continuato». Ora c’è questa nuova sfida, ma siamo sicuri che ce la farà anche stavolta e la rivedremo in discesa libera.

Tanti campioni hanno sfidato il cancro
Elena Fanchini non è sola nella sfida al cancro. Prima di lei ci sono stati tanti campioni del tennis, del calcio, della pallavolo. Ne ricordiamo qualcuno. La prima a fare outing è stata la tennista pluricampionessa d’Italia Lea Pericoli che ha sconfitto per ben due volte un tumore al seno. Anche la pallavolista ex FoppaPedretti Eleonora Lobianco è stata colpita da un tumore al seno risolto brillantemente tanto da vincere dopo pochi mesi dall’intervento scudetto e Coppa del Mondo. Il calciatore Eric Abidal ex difensore del Barcellona nel 2011 due mesi dopo aver subito un intervento chirurgico per un tumore al fegato ritornò in campo. Quattro anni dopo è stato sottoposto a trapianto. Altro calciatore colpito da tumore è Francesco Acerbis, difensore del Sassuolo. La malattia interessò i testicoli; operato, due mesi dopo tornò a indossare le scarpette da calcio.

a cura di Lucio Buonanno

 

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