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Scoliosi un approccio mirato

Scoliosi un approccio mirato

La scoliosi idiopatica, cioè quella che colpisce i ragazzi in età dello sviluppo senza una causa apparente, riguarda circa il 2-3% degli adolescenti. Se non trattata tempestivamente e in modo appropriato il rischio è che peggiori causando gravi problemi estetici oltre che fastidi e mal di schiena (soprattutto in età adulta).

«La scoliosi è una patologia che richiede un’alta specializzazione e solo un lavoro d’équipe ben coordinato può permettere di ottenere risultati apprezzabili» osserva il dottor Giovanni Andrea La Maida, ortopedico dell’U.O. Complessa di Chirurgia Vertebrale e Scoliosi, consulente incaricato dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano, consulente di IRO Medical Center. «Fino a un po’ di tempo fa si pensava che si potesse solo evitare che peggiorasse. Oggi invece sappiamo che può essere migliorata (non però raddrizzata), a patto di seguire terapie mirate ed efficaci e di farle bene, con impegno e costanza» aggiunge Paolo Valli, fisioterapista, direttore di IRO Medical Center.

Dottor La Maida, come si può capire cosa fare e come farlo quando ci si accorge della presenza di una scoliosi?
Alla base di ogni percorso ci deve obbligatoriamente essere la valutazione dello specialista della scoliosi. A seconda dell’età del paziente, della maturità scheletrica e del tipo di curva, infatti, le scelte terapeutiche sono molto diverse. Se la scoliosi non è grave, non si è ancora nella fase di crescita forte ed è estremamente improbabile che creerà problemi in età adulta, si può decidere di fare un lavoro autonomo a casa sulla base di un programma specifico di esercizi stilato con il fisioterapista ed eseguire solo controlli periodici. Nei pazienti in pieno sviluppo puberale e con una scoliosi di una certa entità, invece, si può e si deve optare per un corsetto, associato a un programma di rieducazione. La scelta di un corsetto è spesso sofferta ed è proprio per questo che deve essere ben ponderata e ben condivisa con il giovane paziente innanzitutto e con la sua famiglia.

Che caratteristiche devono avere il corsetto e il programma di rieducazione per essere efficaci?
Il Centro IRO ha scelto di impostare un percorso molto strutturato che consente di agire con buona sicurezza sulle scoliosi evolutive. Il ragazzo viene visto dal tecnico ortopedico che, sulla base delle indicazioni specialistiche, effettuerà la rilevazione delle misure. Successivamente, dopo 10-15 giorni, viene fatta una prima prova e, infine, avviene la consegna del corsetto definitivo. Nel frattempo viene impostata la prima fase di rieducazione con esercizi che preparano la colonna vertebrale ad accoglierlo e per far sì che esso possa svolgere al meglio la sua funzione correttiva. Il coinvolgimento del ragazzo e dei familiari è di estrema importanza per scegliere con quale frequenza e impegno i programmi di esercizio possono essere impostati. Quando il corsetto è pronto si passa alla seconda fase del lavoro, da svolgere presso il centro o a casa, con esercizi di correzione, stabilizzazione e percezione posturale sia con corsetto sia senza. Il programma viene svolto per 2 o 3 mesi per poi essere nuovamente modificato. Lo specialista rivede il paziente in occasione del collaudo del corsetto e nei controlli a distanza sulla base di quanto stabilito in prima visita. Lo stretto controllo da parte dei fisioterapisti consente qualsiasi modifica al programma durante il percorso e fa sì che si possa mantenere sempre alto il livello di efficacia e di “sicurezza” rispetto all’evoluzione della curvatura.

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a cura di FRANCESCA DOGI

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