Dalle cene con amici agli aperitivi per scambiarsi gli auguri, durante le festività aumentano le occasioni per mangiare fuori. Una ricerca internazionale ha indagato il legame tra queste abitudini e il peso corporeo: ecco perché conta anche ciò che scegliamo quando non cuciniamo a casa. Con l’avvicinarsi delle festività, l’agenda si riempie di occasioni conviviali: la cena con i colleghi, l’aperitivo con gli amici prima di Natale, il pranzo al ristorante con la famiglia. Momenti piacevoli, che si aggiungono a un’abitudine ormai consolidata anche nel resto dell’anno: mangiare fuori casa, dal panino preso al volo durante la pausa pranzo al pasto ordinato a domicilio dopo una giornata di lavoro. Ma quanto incidono queste scelte sulla salute? Un tema al centro di uno studio presentato al Congresso europeo sull’obesità ECO 2026, che ha analizzato la diffusione del consumo di cibi preparati fuori casa e il suo legame con sovrappeso e obesità.

Un’abitudine diffusa in tutto il mondo

La ricerca, condotta da studiosi dell’Università di Göttingen e dell’Università di Heidelberg, in Germania, ha preso in esame i dati di 280.265 adulti in 65 Paesi. Dall’analisi emerge che il 47% degli intervistati consuma cibo fuori casa almeno una volta alla settimana. Lo studio ha rilevato anche un’associazione tra la frequenza di questi pasti e il peso corporeo, in particolare nei Paesi a basso e medio-basso reddito. Nei Paesi a basso reddito, le persone con obesità consumano cibo fuori casa con una frequenza superiore del 39% rispetto a quelle con un peso nella norma; tra le persone con sovrappeso, la frequenza è maggiore del 28%. Nei Paesi a reddito medio-basso, invece, il consumo di pasti fuori casa risulta più alto del 20% tra le persone con obesità. Si tratta di dati che mostrano una relazione, ma non dimostrano che mangiare fuori casa provochi direttamente un aumento di peso. Le abitudini alimentari dipendono infatti da molti fattori, e il contesto economico e sociale può influenzare sia la disponibilità degli alimenti sia le possibilità di scelta.

Porzioni, condimenti e ingredienti: a cosa fare attenzione

Il punto, quindi, non è rinunciare alle cene fuori o considerare poco salutare qualsiasi pasto non preparato in casa. Conta piuttosto ciò che si mangia e quanto spesso lo si fa. In media, alcuni cibi pronti e pasti consumati fuori possono essere più ricchi di calorie, sale, zuccheri e grassi poco salutari, oltre a essere serviti in porzioni abbondanti. Quando si mangia al ristorante, al bar o in un fast food, inoltre, non sempre è facile conoscere le quantità di condimenti utilizzate, gli ingredienti e i metodi di cottura. Anche piatti apparentemente semplici, come un’insalata, un panino o un primo, possono risultare più calorici del previsto a seconda della preparazione e degli ingredienti aggiunti. Secondo Mubarak Sulola, dell’Università di Heidelberg, l’associazione osservata nei Paesi a basso e medio-basso reddito potrebbe essere legata anche alla cosiddetta transizione nutrizionale: con la crescente disponibilità di alimenti economici, abbondanti e ad alta densità energetica, cambiano le abitudini alimentari e aumentano le occasioni di consumo di cibi molto calorici.

La prevenzione passa anche dai luoghi in cui mangiamo

Come sottolinea Sebastian Vollmer, dell’Università di Göttingen, i risultati suggeriscono che per affrontare il problema dell’obesità non basta concentrarsi sulle scelte individuali: è importante considerare anche il contesto in cui il cibo viene acquistato e consumato. Mense, bar, ristoranti, fast food e servizi di consegna a domicilio hanno un ruolo sempre più rilevante nell’alimentazione quotidiana e possono contribuire a rendere più o meno accessibili opzioni equilibrate. In vista delle festività, non serve dunque affrontare ogni invito a cena con preoccupazione, né rinunciare al piacere della convivialità. Può essere utile, piuttosto, mantenere una certa attenzione alle porzioni, alternare le occasioni più ricche a pasti semplici ed equilibrati e ascoltare i segnali di fame e sazietà. Perché il benessere a tavola non dipende da un singolo aperitivo o da una cena speciale, ma dall’insieme delle abitudini che accompagnano la nostra quotidianità. 

A cura di Sara Carrara

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