Dalle pratiche ostetriche all’evoluzione tecnologica, ecco come sono cambiati l’assistenza al parto e il ruolo della donna, con l’obiettivo di coniugare sicurezza, rispetto della fisiologia e attenzione ai bisogni di mamma e neonato.
Il parto è rimasto lo stesso da quando esiste l’umanità. È un evento fisiologico che segue le stesse leggi della natura e della biologia che accompagnano la nascita dell’uomo fin dalle sue origini. Quello che è profondamente cambiato, invece, è il modo in cui assistiamo la donna durante la gravidanza, il travaglio e la nascita del bambino. Negli ultimi trent’anni l’ostetricia ha vissuto una vera rivoluzione, guidata dalle evidenze scientifiche e da una maggiore attenzione ai bisogni della madre e del neonato. Molte pratiche considerate normali fino agli anni Novanta sono state progressivamente abbandonate, perché si è dimostrato che non offrivano benefici o potevano addi-
rittura essere dannose.
Meno interventi non necessari
L’esempio più evidente riguarda il taglio cesareo. Per molti anni il suo utilizzo è aumentato fino a raggiungere percentuali molto elevate. Oggi sappiamo che il cesareo è un intervento chirurgico prezioso e spesso salvavita, ma deve essere riservato alle situazioni in cui esiste una reale indicazione medica. Quando il parto vaginale è possibile e sicuro, rappresenta nella maggior parte dei casi la scelta migliore sia per la mamma sia per il bambino. Anche l’episiotomia, cioè l’incisione del perineo praticata durante il parto, è cambiata profondamente. Un tempo veniva eseguita quasi di routine, nella convinzione che potesse prevenire le lacerazioni. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che un uso indiscriminato non offre vantaggi e può aumentare il dolore e il rischio di complicanze. Oggi viene riservata a situazioni selezionate e praticata in meno del 5% dei parti, mentre grande attenzione è dedicata alla protezione del perineo durante il periodo espulsivo.
La donna protagonista del percorso nascita
È cambiato anche il ruolo della donna. Se in passato era spesso una paziente passiva, oggi è protagonista del proprio percorso nascita. Viene informata e coinvolta nelle decisioni, incoraggiata a muoversi liberamente durante il travaglio, a scegliere le posizioni più confortevoli, ad assumere alimenti e liquidi e ad avere accanto la persona di fiducia che desidera. Parallelamente, è cresciuto il ruolo dell’ostetrica, che accompagna la gravidanza fisiologica e assiste il travaglio normale con competenze sempre più ampie e una maggiore autonomia professionale, collaborando strettamente con il ginecologo quando insorgono situazioni che richiedono competenze specialistiche. Non si tratta di una competizione tra professioni, ma di un lavoro di squadra in cui ciascuno mette a disposizione le proprie competenze nell’interesse esclusivo della mamma e del neonato.
Tecnologia e formazione per la sicurezza
Negli ultimi anni anche la tecnologia ha contribuito a migliorare la sicurezza. L’ecografia è diventata uno strumento sempre più sofisticato e viene utilizzata anche in sala parto per aiutare a comprendere meglio la posizione del bambino e l’evoluzione del travaglio. La simulazione delle emergenze ostetriche su manichini consente ai professionisti di allenarsi, come avviene nel mondo dell’aviazione con i simulatori di volo, migliorando il lavoro di squadra e la capacità di affrontare le situazioni critiche. Oggi si affacciano anche le prime applicazioni dell’intelligenza artificiale, che potranno offrire un supporto nell’interpretazione dei dati clinici senza sostituire il giudizio finale del medico e
dell’ostetrica.
Il valore di un’assistenza rispettosa
Forse il cambiamento più importante, però, è stato culturale. L’obiettivo non è più semplicemente “far partorire” una donna, ma accompagnarla con rispetto, competenza e umanità in uno dei momenti più significativi della sua vita. La migliore ostetricia moderna è quella che riesce a coniugare il rispetto della fisiologia con la sicurezza della medicina, intervenendo quando è necessario, ma evitando interventi inutili. Il parto continua a essere lo stesso straordinario evento che accompagna l’umanità da sempre. È cambiata, fortunatamente, la nostra capacità di assisterlo: oggi possiamo contare su maggiori conoscenze, su un più attento rispetto delle evidenze scientifiche e su una collaborazione sempre più stretta tra ostetriche e ginecologi, affinché ogni nascita sia non solo sicura, ma anche un’esperienza positiva da ricordare.
A cura del Dott. Claudio Crescini
Ginecologo
Presidente Fondazione Confalonieri Ragonese

