Il contatto con la natura e la cura delle piante possono favorire il benessere fisico, psicologico e relazionale. Ecco perché gli orti terapeutici trovano sempre più spazio in ospedali, centri di riabilitazione e strutture socioassistenziali. Prendersi cura di una pianta, osservare il susseguirsi delle stagioni, seminare, annaffiare e raccogliere i frutti del proprio lavoro. Sono gesti semplici, che molte persone associano al tempo libero o alla passione per il giardinaggio. Negli ultimi anni, però, il contatto con il verde ha trovato spazio anche in ambito sanitario e socioassistenziale, dando vita a esperienze di ortoterapia, un approccio che utilizza le attività legate alla coltivazione come supporto ai percorsi di benessere, riabilitazione e inclusione.
L’ortoterapia non consiste semplicemente nel “fare l’orto”. Si tratta di attività progettate e organizzate all’interno di programmi specifici, spesso svolte in piccoli gruppi e adattate alle caratteristiche delle persone coinvolte. Gli obiettivi possono essere diversi: favorire il movimento, stimolare le capacità cognitive, incoraggiare la socializzazione, promuovere il senso di responsabilità e offrire occasioni di partecipazione attiva.
Un interesse in crescita
Negli ultimi anni il rapporto tra natura e salute è stato oggetto di numerosi studi. Le ricerche disponibili suggeriscono che trascorrere del tempo in ambienti verdi e svolgere attività a contatto con le piante possa contribuire a ridurre la percezione dello stress, migliorare il tono dell’umore e favorire il benessere generale. Per questo motivo, in molte realtà italiane e internazionali, orti e giardini sono entrati a far parte di progetti rivolti a persone di età e condizioni molto diverse.
L’ortoterapia viene proposta, ad esempio, in alcune residenze per anziani, nei centri diurni, nei servizi dedicati alla salute mentale, nei percorsi riabilitativi e, in alcuni casi, anche in contesti pediatrici e scolastici. Le attività possono essere adattate alle capacità di ciascuno, permettendo anche a persone con limitazioni motorie di partecipare grazie a orti rialzati, strumenti ergonomici o postazioni accessibili.
I possibili benefici
Le attività di ortoterapia coinvolgono contemporaneamente corpo e mente. Lavorare la terra, seminare o prendersi cura delle piante richiede movimenti, coordinazione e attenzione, ma offre anche stimoli sensoriali legati ai colori, ai profumi e ai suoni dell’ambiente naturale.
Secondo le evidenze scientifiche oggi disponibili, queste esperienze possono favorire il rilassamento, sostenere la concentrazione e contribuire a mantenere attive alcune capacità cognitive. Anche il lavoro condiviso rappresenta un elemento importante: coltivare un orto insieme ad altre persone può diventare un’occasione di incontro, collaborazione e confronto, contribuendo a contrastare il senso di isolamento. Un altro aspetto spesso valorizzato riguarda la gratificazione personale. Seguire la crescita di una pianta nel tempo e vedere il risultato del proprio impegno può rafforzare il senso di efficacia e alimentare la motivazione a partecipare alle attività proposte.
Non una cura, ma un supporto
È importante ricordare che l’ortoterapia non sostituisce i trattamenti medici, psicologici o riabilitativi quando necessari. Le attività vengono considerate un intervento complementare, che può affiancare i percorsi di cura tradizionali contribuendo al benessere complessivo della persona. Anche per questo motivo, quando l’ortoterapia viene inserita in programmi sanitari o socioassistenziali, le attività sono generalmente organizzate da équipe multidisciplinari e calibrate in base alle esigenze dei partecipanti.
Il valore del verde nella vita quotidiana
Pur senza parlare di ortoterapia in senso stretto, dedicare del tempo al giardinaggio o alla cura di piante e fiori può rappresentare, per molte persone, un’attività piacevole e stimolante. Non è necessario disporre di un grande giardino: anche un piccolo balcone, alcune piante aromatiche o un vaso sul davanzale possono offrire l’occasione per rallentare i ritmi della giornata e dedicarsi a un’attività manuale. Naturalmente ogni persona vive il rapporto con la natura in modo diverso e non esistono attività valide per tutti. Tuttavia, riscoprire il contatto con il verde può diventare uno dei tanti modi per prendersi cura del proprio benessere, integrando movimento, attenzione e momenti di tranquillità nella vita di tutti i giorni.
Sempre più esperienze, in Italia e all’estero, stanno mostrando come un orto possa essere molto più di uno spazio da coltivare: può trasformarsi in un luogo di incontro, di partecipazione e di crescita personale. Un promemoria, forse semplice ma prezioso, di quanto anche i piccoli gesti quotidiani possano contribuire alla qualità della vita.
A cura di Ivana Galessi

