Smartphone, tablet e videogiochi fanno ormai parte della quotidianità delle famiglie. Ma nei primi anni di vita il tempo trascorso davanti agli schermi può influenzare sonno, movimento, linguaggio e relazioni. Ecco cosa suggeriscono le nuove raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria. La tecnologia è ormai una presenza quotidiana anche nella vita dei bambini. Video, giochi, applicazioni educative e dispositivi digitali possono rappresentare strumenti utili, ma il momento in cui entrano nella vita di un bambino e il modo in cui vengono utilizzati possono fare la differenza.
Negli ultimi anni l’esposizione a smartphone, tablet, videogiochi e social media è aumentata progressivamente, anche a seguito dei cambiamenti vissuti durante la pandemia. Per questo la Società Italiana di Pediatria (SIP) ha aggiornato le proprie raccomandazioni sull’uso del digitale in età evolutiva, con l’obiettivo di aiutare famiglie, scuola e professionisti ad accompagnare bambini e ragazzi verso un rapporto più equilibrato con la tecnologia.
Nei primi anni il bambino ha bisogno di esperienze reali
L’infanzia è una fase fondamentale per lo sviluppo: il cervello cresce e si modifica attraverso le esperienze, le relazioni, il gioco, il movimento e l’esplorazione dell’ambiente. Secondo la revisione della letteratura scientifica condotta dalla SIP, un’esposizione precoce e prolungata agli schermi può essere associata ad alcuni effetti sul benessere dei bambini, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo del linguaggio, la qualità del sonno, l’attenzione e la capacità di regolazione emotiva. Non significa che la tecnologia debba essere eliminata dalla vita dei bambini, ma che è importante introdurla nel momento adeguato e con la presenza e la supervisio-
ne dell’adulto.
Quanto tempo davanti agli schermi?
Tra le indicazioni della Società Italiana di Pediatria viene confermata la raccomandazione di evitare l’uso di dispositivi digitali nei bambini sotto i due anni. Tra i 2 e i 5 anni, l’utilizzo dovrebbe essere limitato a meno di un’ora al giorno, mentre dopo i 5 anni è consigliato non superare le due ore quotidiane, sempre con il coinvolgimento e il controllo dell’adulto.
Particolare attenzione viene posta anche allo smartphone personale: secondo la SIP sarebbe opportuno rimandarne l’introduzione almeno fino ai 13 anni, così come evitare un accesso autonomo e non supervisionato a Internet prima di questa età. L’obiettivo non è vietare la tecnologia, ma accompagnare gradualmente bambini e adolescenti verso un uso consapevole.
Sonno, movimento e relazioni: cosa può togliere troppo tempo digitale
Uno degli aspetti più studiati riguarda il sonno. L’utilizzo di dispositivi, soprattutto nelle ore serali, può interferire con il riposo: per questo è consigliabile evitare smartphone e tablet prima di andare a dormire e non tenere i dispositivi nella camera dei bambini durante la notte. Anche il movimento è un elemento fondamentale. Il tempo trascorso davanti a uno schermo è spesso tempo sottratto ad attività importanti per la crescita, come giocare, fare sport, stare all’aria aperta, leggere o semplicemente annoiarsi. Le esperienze concrete, infatti, permettono ai bambini di sviluppare capacità motorie, creative e relazionali che difficilmente possono essere sostituite da un’attività esclusivamente digitale.
I rischi dell’uso eccessivo
La revisione della SIP evidenzia come un utilizzo eccessivo degli schermi possa essere associato a diversi aspetti della salute. Tra questi ci sono il rischio di sedentarietà e sovrappeso, la riduzione della qualità del sonno, difficoltà nella concentrazione e possibili ripercussioni sul benessere emotivo. Negli adolescenti, inoltre, un uso intensivo dei social può essere collegato a fenomeni come il confronto continuo con gli altri, la riduzione dell’autostima e un maggiore rischio di isolamento. Anche la salute visiva merita attenzione: l’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi, associato a una minore esposizione alla luce naturale, può favorire problemi come affaticamento visivo e aumento della miopia.
Educare al digitale, senza demonizzarlo
La tecnologia rappresenta uno strumento importante e può of-
frire opportunità di apprendimento, comunicazione e creatività. La sfida educativa non è quindi eliminare il digitale, ma aiutare bambini e ragazzi a sviluppare un rapporto equilibrato con gli strumenti che avranno sempre più spazio nella loro vita. In questo percorso il ruolo degli adulti è centrale: dare il buon esempio, stabilire regole condivise, proporre alternative e mantenere il dialogo aperto. Meno tempo davanti agli schermi non significa rinunciare al digitale, ma restituire spazio a tutte quelle esperienze fondamentali per crescere: giocare, muoversi, parlare, immaginare e costruire relazioni nel mondo reale.
A cura di Sara Carrara

