«Forest bathing», yoga e piscine al My Arbor di Bressanone.
Suites sospese tra le fronde al meranese San Luis di Avelengo.
Avete mai sentito parlare di «Forest bathing» (bagno nella foresta)? Questa pratica viene dal Giappone (shinrin-yoku) ed è stata adottata in Occidente con la terminologia inglese. Non si tratta di tuffarsi nelle acque di un torrente alpino, ma di immergersi nei profumi, nei suoni e nei colori del bosco, per connettersi con la natura. Questa pratica ha molti benefici, certificati da studi scientifici e pubblicazioni (Environmental Research): riduce lo stress, migliora il sistema immunitario, dà benessere attraverso l’esposizione all’aria pulita e ai composti volatili (fitoncidi) emessi dalle piante, regola il ciclo del sonno. C’è chi arriva a ipotizzare che l’esposizione al verde generi una diminuzione dei livelli di colesterolo, riduca il rischio di diabete e di mortalità cardiovascolare. Camminare tra le piante, ascoltare i suoni del bosco, toccare il muschio e la corteccia, respirare profondamente, abbracciare querce e faggi sono esempi di «Forest bathing». A fronte di tutto ciò perché allora non sperimentare un soggiorno nei boschi alloggiando tra le fronde? È la proposta degli hotel sugli alberi, spettacolari strutture che permettono di dormire in simbiosi, anzi quasi una sorta di osmosi con la natura.
Il My Arbor Dolomites sopra Bressanone (Leonharder Str. 26) a pochi passi dalle piste della Plose, costruito su palafitte è un indirizzo da segnare sul taccuino per un weekend primaverile. È «un rifugio che fluttua alto sopra la vita di tutti i giorni. Una casa che si fonde col paesaggio come se fosse parte integrante del bosco, incastonato nel verde abete e nel grigio dolomiti», si legge sul sito My Arbor. Nelle suites si respira l’aria del legno anticato di larice e abete rosso bruciato dal sole. Ma prima di un sonno ristoratore, ci sono infinite proposte dai trattamenti della Spa Arboris a un bagno in piscina, dai bagni nella foresta ai percorsi rigeneranti, dalle sedute di yoga alle passeggiate nel bosco fra profumi di larice, pino mugo ed essenze arboree. Per le papille gustative più esigenti non può mancare una cucina gourmet con piatti altoatesini, italiani e internazionali, accompagnati da una rigorosa selezione di vini. Ma c’è dell’altro. My Arbor fa rima con sostenibilità e rispetto dell’ambiente. Senza dimenticare un occhio per il sociale. Per ogni bottiglia d’acqua venduta My Arbor dona 1 euro. Nell’anno 2022 sono stati donati 30.000 euro alla campagna Südtirol hilft. Nel 2024 sono stati destinati 25.500 euro a 15 associazioni impegnate nel territorio di Bressanone, tra cui i Vigili del Fuoco volontari, la Croce Bianca, il Soccorso Alpino e varie organizzazioni sociali. Lo scorso anno ha sostenuto con 27.500 euro, tra gli altri, il “Wünschewagen”, la Croce Bianca di Bressanone e nuovamente l’iniziativa Südtirol hilft.
Tra gli hotel sugli alberi, rimanendo in Alto Adige, una segnalazione spetta al San Luis Retreat Hotel & Lodges, resort alpino di charme tra le montagne di Avelengo, vicino a Merano, a quota 1400 metri. La struttura si sviluppa in una radura all’interno di un bosco alpino di 40 ettari, attorno ad un lago naturale di .5800 mq. In questa foresta tra cervi e scoiattoli sono presenti alcuni chalet, casette sugli alberi, avvolte in una atmosfera fiabesca. Le suite sospese sono finemente arredate con legni antichi trattati secondo le regole del Mondholz (legno lunare) che prevedono l’abbattimento degli alberi durante specifiche fasi lunari, le camere da letto sono state progettate per garantire il massimo comfort e privacy. Tessuti speciali e lini trattati naturalmente raccontano l’artigianalità e la tradizione locale. Le finestre panoramiche a tutta parete e le verande in legno offrono viste mozzafiato sulla natura incontaminata del bosco. Sono insomma luoghi unici dove ritemprarsi e vivere sospesi nell’aria. Un po’ come il «Barone rampante» di Italo Calvino.
E mi raccomando: senza telefono cellulare.
A cura di Caterina Roncalli
My Arbor Dolomites ©Benno Prenn

