La menopausa non è una malattia ma una fase naturale della vita di ogni donna, ricca di cambiamenti fisici, ormonali e psicologici ma anche di nuove possibilità e consapevolezze. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la descrive come “definitiva cessazione dei cicli mestruali derivante dalla perdita della funzione follicolare ovarica” sottolineando ed enfatizzando i concetti di fine e perdita
come centrali in questo momento di vita così importante e delicato.

Tra miti e realtà

Fine della femminilità, del desiderio, della giovinezza… Miti (e non verità) sicuramente da sfatare ma che le donne occidentali vivono sulla propria pelle quotidianamente e sentono annunciati a gran voce dai messaggi pubblicitari e dagli ideali irrealistici che la nostra società pone come modelli assoluti. Non c’è quindi da sorprendersi di quanto risulti difficile anche solo pensare di poter accogliere con gentilezza e curiosità i segnali di cambiamento che la menopausa porta con sé, tra cui sintomi spesso descritti come inevitabili e fastidiosi: vampate, aumento di peso, perdita di concentrazione, assenza di desiderio e chi più ne ha più ne metta.

La prospettiva globale

Un aspetto interessante da tenere in considerazione è che in altre culture questo momento viene vissuto in modo completamente diverso, con più naturalezza e normalità. È addirittura raro sen-
tire parlare di sintomi e problematiche; alimentazione e stile di vita sicuramente influiscono ma è comprovato che è il contesto culturale ad essere rilevante rispetto a come la menopausa si manifesta e a come, di conseguenza, le donne la sperimentano. 
In Cina e in Giappone, ad esempio, la menopausa è descritta come passaggio all’età della saggezza e le donne vengono celebrate e festeggiate per aver raggiunto questo traguardo che le porta a diventare custodi delle tradizioni della comunità e punto di riferimento prezioso. Anche nel mondo occidentale in ogni caso esiste una grande variabilità di esperienze; ognuno vive questa fase in modo personale e unico. C’è chi soffre per vampate debilitanti, chi non si riconosce, chi non si sente bene nel suo corpo, chi non riesce più ad avere una vita sessuale soddisfacente, chi vive emozioni mai vissute prima e anche chi non sperimenta grossi cambiamenti e torna presto alla sua solita vita. Non per forza tutto deve cambiare e non per forza dobbiamo attendere qualcosa che magari neanche succederà.

Ascoltarsi e prendersi cura di sé

Dal punto di vista psicologico è proprio in questo momento che diventa importante imparare ad ascoltarsi davvero (soprattutto se nelle fasi di vita precedenti non era stato troppo possibile farlo), porre dei limiti, dire no a ciò che toglie energia, concedersi del tempo per rallentare, per sentire e dare valore e significato a ciò che stiamo vivendo, fare spazio. A nuove passioni, nuove routine, nuove consapevolezze e nuove versioni di noi che integrino chi siamo ora a chi siamo stati e chi vorremo essere da qui in poi. Per lavorare su di sé e sulle proprie emozioni è utile tra le altre cose prestare attenzione alla propria respirazione, con esercizi di mindfulness e rilassamento, partecipare a gruppi e incontri sul tema dove il confronto con persone che vivono situazioni simili diventa importante fonte di sostegno e supporto.

Corpo e mente in equilibrio

Anche il corpo merita attenzione: dedicarsi un sonno di qualità, prestare maggiore attenzione all’alimentazione e al proprio stile di vita. È bene incrementare attività come camminate all’aria aperta o altro esercizio aerobico, nuoto o ginnastica in acqua, ginnastica posturale ed esercizi di muscolazione volte a mantenere o addirittura a migliorare la propria condizione fisica, ossea, articolare, muscolare e cardiovascolare. L’ideale sarebbe combinare due o più di queste tipologie per avere effetti migliorativi globali, osando anche intensità di esecuzione progressivamente crescenti. In questo momento così particolare e dal sapore nuovo per chi si appresta a viverlo è sicuramente consigliabile e utile affidarsi a professionisti del settore (sia in ambito psicologico che nutrizionale e di preparazione fisica) per percorrere con efficacia la strada del continuare a stare bene e perché no, stare sempre meglio. La menopausa non è la fine: è un nuovo inizio.

 

a cura della dott.ssa Valeria Pacchiana
Psicologa clinica del benessere
e del dott. Luca Colleoni
professionista in ambito motorio-sportivo, economico e manageriale

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