C’è sempre un modo per contribuire, per impegnarsi e dare una mano, anche quando si è in difficoltà, anche quando si fatica, anche quando i primi ad avere bisogno siamo noi. È con questa convinzione che Gaetano Caruso e Maria Giovanna Pecoraro, rispettivamente 68 e 61 anni, entrambi medici in pensione, hanno fondato a Bergamo l’associazione Mt 25, ispirandosi al passo evangelico: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare». Quell’idea di fratellanza e solidarietà non è rimasta nel libro sacro: è diventata azione quotidiana.

Da sempre la filosofia di Mt 25 è chiara: «Non si limita a prendere il pacco con la spesa, ma contribuisci a prepararlo, per te e per altri». Durante la distribuzione, Pecoraro controlla ogni passaggio: freschi, scadenze, confezioni, quantità. Non è beneficenza improvvisata, ma un “modello aziendale” applicato al volontariato. Nel 2024 l’associazione ha recuperato e redistribuito circa 300 tonnellate di alimenti per un valore stimato in 1 milione di euro. Le famiglie sostenute ogni settimana sono state 280 (anziché 250), un dato in crescita rispetto al passato.

I beneficiari non sono solo destinatari passivi: molti danno una mano nel confezionamento o nella logistica, ripristinando un senso di dignità, offrendo un gesto concreto. I pacchi contengono soprattutto formaggi, salumi, pane, frutta, verdura, latte, scelti con attenzione nutrizionale e rispettando le esigenze familiari - numero di componenti, presenza di minori, condizioni economiche, credenze religiose.

Mentre Mt 25 prosegue il suo impegno, emergono nel panorama bergamasco nuovi numeri che mostrano l’urgenza del tema. La Dispensa Sociale di Namastè e Ridò ha recuperato nel 2025 circa 169,937 tonnellate di cibo nel ter-
ritorio bergamasco, uno dei volumi più alti mai registrati in zona. Sul fronte dell’azione istituzionale, il Comune di Bergamo e la Regione Lombardia continuano a promuovere politiche anti-spreco: per esempio il Comune ha previsto lo sconto Tari per chi dona eccedenze alimentari. Inoltre, nel 2025 l’associazione Mt 25 ha ricevuto un contributo di 5.000 euro dalla Fondazione Bpb (Banca Popolare di Bergamo) per sostenere la distribuzione gratuita di eccedenze alimentari a favore di famiglie in difficoltà.

Secondo dati ufficiali e comunicazioni istituzionali, l’azione di Mt 25 nel 2024 ha generato un “impatto positivo netto”: si parla di risparmio di 420 tonnellate di CO2, equivalenti al rimboschimento di circa 27.995 alberi, risparmio idrico stimato pari a 432 milioni di litri, e benefici ambientali legati a suolo ed efficienza. Il valore complessivo dell’azione include anche l’impatto economico: le donazioni, i prodotti recuperati, le attività operative, il supporto alle persone fragili - in tutto supera il milione di euro di “valore generato”. Nel notiziario locale, Mt 25 è descritta nel 2025 come una realtà con 28 volontari fissi, che continua a gestire in modo continuativo raccolte e distribuzioni.

L’idea originaria risale al 2012, quando alcuni volontari della Parrocchia Sacro Cuore iniziarono a recuperare cibo invenduto da supermercati vicini e a distribuirlo a famiglie del quartiere. Nel 2016 il progetto assume forma ufficiale come associazione. Da quei primi passi (circa 75 famiglie coinvolte) si è passati a oggi. Il cambiamento più importante: trasformare l’azione in sistema, dare continuità, estendere la rete di punti di approvvigionamento e collaborazioni, e portare il “fresco” al centro dell’azione sociale. Mt 25 è convenzionata con il Banco Alimentare della Lombardia e ritira merci da piattaforme logistiche e supermercati convenzionati. L’associazione dichiara che “100 % del cibo distribuito è recuperato, 0 % è acquistato”. Insieme ad altre realtà del territorio è inserita in tavoli di coordinamento e politiche locali: il Comune ha siglato protocolli anti-spreco, è attivo un Tavolo di Sostegno all’Alimentazione, e il sistema locale cerca di dare continuità alle iniziative.

«Ci vorrebbero più sostegni», dicono Caruso e Pecoraro. Il loro modello necessita di visibilità, fondi, collaborazioni. È difficile tessere relazioni stabili con altri enti, tanto più che non esiste ancora in città un’anagrafe unitaria dei bisogni alimentari. Una delle sfide è armonizzare azioni sparse: molte associazioni operano in parallelo, senza coordinamento, perdendo potenziale. Mt 25 ha già aperto collaborazioni con le scuole, come il progetto in cui studenti dell’Istituto Alberghiero di San Pellegrino hanno realizzato biscotti con ingredienti donati da Mt 25 da destinare alle famiglie assistite. Un gesto che simboleggia “fare rete”.

Tra le persone in fila nel magazzino di via Elba (o sedi attuali), troviamo italiani e stranieri, famiglie che arrivano da Bergamo o dai paesi vicini. Qualcuno apre la porta della dignità: «Con i soldi risparmiati dalla spesa, magari compri un vestito o paghi il doposcuola». Una donna, dicono i volontari, disse che per la prima volta dopo anni riuscì a far trascorrere ai figli “qualche giorno al mare”. E le stesse persone che ricevono aiuto, dicevamo, spesso diventano volontari: comporre pacchi, smistare, aiutare. Un circuito di reciprocità che rafforza il senso di comunità. 

A cura di Sara Carrara

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