Il geriatra di Zogno partecipa alle iniziative di “Ecmo per la vita”, l’associazione che sostiene i pazienti salvati da questa tecnologia. Con loro sta contribuendo alla realizzazione di un libro che raccoglierà cinque testimonianze, tra cui la sua.
Sergio Accardi, medico di Zogno, ha vissuto più vite in una sola. Infarto, Covid, trapianto di cuore: ogni volta è ripartito da capo, con tenacia e una sorprendente voglia di restituire agli altri il bene ricevuto. «Se conto anche il servizio militare nei carabinieri paracadutisti e la mia nascita, posso dire di essere rinato cinque volte», racconta con il sorriso di chi ha imparato a fare della fragilità una forza, in una bella intervista a
L’Eco di Bergamo.

Nel 2012, reduce da una gara di corsa ai mondiali dei medici, viene colpito da un grave infarto mentre si allena sulla ciclabile della Valle Brembana. Le coronarie sono chiuse, il cuore gravemente lesionato. Entra in terapia intensiva, dove resta 50 giorni. I medici lo salvano con l’Ecmo, un macchinario che supplisce alle funzioni di cuore e polmoni. Il recupero è lento ma solido: il suo cuore malato continuerà a battere ancora per dodici anni.

Appassionato di sport e avventure, non smette mai di mettersi alla prova. Riduce l’intensità ma non la passione: con la moglie si attrezza con bici elettriche e nel 2015, durante un viaggio in Spagna, scopre per caso il Cammino di Santiago. Qualcosa lo colpisce: l’anno dopo, decide di affrontarlo, nonostante la sua condizione da paziente cardiopatico. Cammina per oltre 750 chilometri, spesso sotto la pioggia. Qualche tappa in autobus, un paio in taxi, ma porta a termine il pellegrinaggio. «Un’esperienza intensa, spirituale e umana. L’ho raccontata in un diario, poi diventato un libro».

Nel marzo 2020, nel pieno della prima ondata di Covid, viene contagiato. Viste le sue condizioni pregresse, la situazione è subito critica. Trascorre 50 giorni in rianimazione e altri due mesi in sub-intensiva. Nessuno credeva ce l’avrebbe fatta. E invece, ancora una volta, sorprende tutti. Al suo fianco, medici e infermieri che non dimenticherà mai. «Avevano il volto coperto, ma gli occhi sorridevano. Non hanno mai smesso di incoraggiare». In quei giorni conosce un infermiere che, saputo della sua passione per il tiro a segno, gli regala l’abbonamento a una rivista. Anni dopo lo ritroverà in sala operatoria, al momento del trapianto.

Già, perché col passare del tempo il cuore ricucito nel 2012 inizia a cedere. Nel 2023 viene registrato un breve arresto cardiaco. I sintomi peggiorano, Sergio fatica a fare le scale, il respiro si accorcia. I medici lo rimettono in lista per un trapianto. Viene ricoverato a novembre, con la prospettiva di attendere mesi. Ma a gennaio arriva la chiamata: c’è un cuore compatibile. L’intervento va bene, anche se il recupero è impegnativo. «Mia moglie Monica mi ha sostenuto ogni giorno, così come i miei figli Alice e Nicola, mia sorella Enza e mio cognato Franco».

Oggi Sergio ha ripreso le sue attività, anche il volontariato, nonostante la debolezza. È tornato tra i banchi di scuola a raccontare la sua storia. Partecipa alle iniziative di “Ecmo per la vita”, l’associazione che sostiene i pazienti salvati da questa tecnologia. Con loro sta contribuendo alla realizzazione di un libro che raccoglierà cinque testimonianze, tra cui la sua, intitolata come la canzone di Venditti: “Che fantastica storia è la vita”.

Sergio non ha dimenticato ilvalore del dono. «Ogni giorno penso alla persona che mi ha donato il cuore. È un gesto immenso, che mi ha ridato speranza, futuro, vita. D’ora in poi festeggerò due compleanni: il 28 agosto e il 10 gennaio, il giorno della mia rinascita». 

In questa rubrica gli operatori sanitari (medici, infermieri etc.) si raccontano, facendo conoscere oltre al loro lato professionale la loro attività di artisti, volontari, atleti...
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A cura di Claudio Gualdi

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