Le sfide sensoriali implicate nel fare la cacca sono davvero tante e potrebbero essere la spiegazione ad alcuni comportamenti anomali del vostro bambino.
Tra le attività fisiologiche quotidiane fondamentali ce n’è una di cui a volte si parla con un po’ di imbarazzo: fare la cacca. Per un bambino raggiungere l’autonomia del farla da solo rappresenta un grosso passo perché sono coinvolti aspetti sensoriali, motori, fisici, emotivi e psicologici: parleremo dei primi. Ricordando che l’integrazione sensoriale è l’organizzazione delle sensazioni provenienti dal corpo e dall’ambiente, ne abbiamo approfondito l’influenza mentre si mangia (articolo: “Io questo non lo mangio!” del nr. 83): scopriamo ora quanto gli input sensoriali incidono anche sull’attività della defecazione in ben 3 modalità diverse che prendono il nome di difesa tattile, scarsa percezione somato-sensoriale e insicurezza gravitazionale.
La difesa tattile: che cos’è
La difesa tattile è una risposta eccessiva a uno stimolo sensoriale che riguarda il tatto. Si tratta di una situazione non considerata a livello diagnostico, ma seria e impattante per la partecipazione alle attività quotidiane. Significa, infatti, che il bambino percepisce in modo fastidioso alcuni input che la maggior parte delle persone trovano innocui, con conseguenti comportamenti non sempre socialmente accettabili o costruttivi per il suo sviluppo. Tra gli esempi classici di bambino con difesa tattile si trovano: l’estremo fastidio se qualcuno gli tocca i capelli o il viso, il non voler mettere in bocca lo spazzolino, la selettività alimentare, l’intolleranza a indossare alcuni vestiti, il non volersi sporcare le mani e… trattenere la cacca, oppure rifiutare di pulirsi dopo averla fatta.
Come si manifesta nel momento della defecazione
In un bimbo con difesa tattile concentrata nella zona anale osserveremo la tendenza a trattenere le feci anche per diversi giorni, con conseguenti fastidi all’intestino e possibile dolore nel momento in cui si scaricherà, a causa dell’ormai scarsa idratazione delle feci stesse. Di conseguenza, non è insolito che questi bimbi seguano terapie di clisteri e lassativi fin da piccoli anche per lungo tempo, senza però agire sulla vera origine del problema. Inoltre, dopo averla fatta è probabile che il bambino rifiuti di pulirsi. Soprattutto in merito alla difesa tattile è fondamentale ricordare che potrebbero concorrere fattori organici che solo il medico può indagare: si tratta di un contesto in cui il confronto con il pediatra e/o con il gastroenterologo sono fondamentali. Inoltre, scaricarsi ha una valenza psicologica impattante, perciò anche questo aspetto è da considerare con attenzione e delicatezza con l’esperto del settore.
Scarsa percezione somato-sensoriale: cos’è
Al contrario del caso precedente, il bambino ha una carenza nella percezione degli stimoli e fatica a sentire quando “gli scappa”. Potrebbe accorgersi all’ultimo momento di doversi sedere sul wc, o rendersene conto quando è troppo tardi… e averla fatta nelle mutandine. Può capitare anche che si trovi sul wc, ma che non capisca se l’ha fatta tutta: di conseguenza potrebbe rivestirsi e sporcarsi in un secondo momento senza accorgersi. In questo caso, il tatto non è l’unico sistema sensoriale coinvolto. Entrano in gioco anche il sistema propriocettivo, legato alla consapevolezza corporea, e il sistema enterocettore, che ci informa sulle sensazioni interne al nostro corpo come la fame, il dolore e il bisogno di andare in bagno.
Insicurezza gravitazionale: cosa significa
L’insicurezza gravitazionale è una condizione che dipende dal sistema vestibolare, deputato a moltissime funzioni, tra cui il movimento e l’equilibrio. Grazie a questo sistema il bambino affronta con successo compiti che richiedono un distacco momentaneo dal terreno con uno o entrambi i piedi come ad esempio scendere le scale, dondolare su un’altalena, sedersi sul seggiolino dell’auto. Situazioni che implicano, seppur per poco tempo, una sensazione di vuoto, impercettibile per la maggior parte delle persone. Il bambino con insicurezza gravitazionale ha generalmente paura di sedersi sul wc perché sente il vuoto sotto di sé: sia sotto il sederino, sia sotto i piedi. Per questo spesso preferisce fare la cacca nelle mutandine accovacciandosi a terra in un angolo della casa, anche se perfettamente in grado di percepire lo stimolo.
I suggerimenti per i genitori
Dal punto di vista sensoriale abbiamo accennato ben a tre possibili cause diverse di difficoltà nella gestione: hanno tutte un impatto importante sulla quotidianità del bambino e della famiglia e aspettare che il tempo passi e che la situazione si risolva da sola non è la scelta migliore. In primis perché, se il problema persistesse negli anni, il bambino potrebbe facilmente incorrere in sgradevoli situazioni sociali con conseguenze sulle sue relazioni e sulla sua autostima. Un colloquio conoscitivo con un professionista può già aiutare a far chiarezza prima di eseguire una valutazione più approfondita.
A cura della Dott.ssa Renata Canova
Terapista Occupazionale
Sensi Mocciosi, Colzate (BG)

