Scelte alimentari consapevoli per la salute delle persone e del pianeta.
Da aprile 2025, nelle mense dell’Università degli studi di Bergamo, è stato introdotto il Menù Green – Amico del Clima, un’iniziativa che coniuga salute e sostenibilità, nata dal dialogo tra enti pubblici, istituzioni e mondo della ricerca. Un cambiamento visibile nei piatti offerti ogni giorno, ma che porta con sé una riflessione più ampia sul nostro modo di mangiare, produrre, educare e vivere.
Alimentazione sostenibile: una leva per il cambiamento
“Il cibo è la principale leva in grado di migliorare la salute dell’uomo e la sostenibilità ambientale sulla Terra”: con queste parole si apre il Report della Commissione Lancet EAT del 2019. Un’affermazione forte, che oggi trova concretezza anche a livello locale, grazie all’introduzione del Menù Green nelle mense cittadine rivolte alla comunità universitaria. Il Menù Green-Amico del Clima è un’iniziativa che nasce nel 2022 da un’idea del Comune di Bergamo e di ATS Bergamo per promuovere un’alimentazione più sana ed ecosostenibile all’interno della ristorazione scolastica. A distanza di due anni, e in continuità con le azioni previste dal Climate City Contract, l’iniziativa si allarga ad altre realtà pubbliche del territorio, tra cui anche il sistema universitario, sempre più attento ai temi dell’alimentazione, della salute e del cambiamento climatico. La sensibilizzazione verso la cultura del cibo e le sue molteplici ripercus-
sioni in ambito non solo nutrizionale e sanitario ma anche sociale, economico e geopolitico deve molto, almeno in Italia, al tema scelto per l’Expo di Milano 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita” che ha dato avvio a significative esperienze e impegni innovativi nel settore dell’alimentazione e del cibo.
Cosa significa aderire al Menù Green
Adottare il Menù Green significa innanzitutto condividere l’intento di promuovere “un’alimentazione sana ed ecosostenibile volta al recupero della tradizione alimentare mediterranea e al consumo di alimenti di origine vegetale”. Nello specifico questo significa garantire all’interno del menù offerto dalle mense universitarie almeno un’opzione, per ogni portata principale, a base di soli ingredienti vegetali. Chi sceglie di mangiare in mensa potrà ad esempio trovare pietanze con legumi come ingrediente principale almeno tre volte alla settimana, la presenza nel menù di cereali ‘minori’ come avena, farro orzo, l’utilizzo dell’olio extra vergine di oliva come condimento di base a cui sarà possibile aggiungere semi e frutta secca. Ma il significato del MG va oltre la tavola: è un modo per contribuire alla riduzione della C02 ed essere quindi Amici del Clima.
Mangiare green per essere amici del clima
Per lanciare l’avvio del Menù Green, l’Università degli Studi di Bergamo ha organizzato un momento di formazione aperto a tutta la comunità universitaria a cui hanno partecipato il prof. Giuseppe Remuzzi – direttore dell’Istituto Mario Negri, la dr.ssa Silvia Goggi – nutrizionista di Plant Based Clinic e il dott. Gianluca Selvestrel – Capo Unità di Sostenibilità Ambientale per i Sistemi Industriali e Sanitari dell’Istituto Mario Negri. Durante l’incontro, il prof. Remuzzi ha sottolineato come diete tradizionali sane, come quella mediterranea, siano anche quelle più sostenibili e rispettose delle culture locali. È su queste basi che nasce un progetto più ampio che, mappando nutrienti e abitudini alimentari in diverse parti del mondo, punta a favorire la longevità attraverso ciò che mettiamo nel piatto. Anche la dott.ssa Goggi ha evidenziato come le nostre scelte quotidiane – tre o quattro volte al giorno – possano indirizzarci verso alimenti ricchi di fitonutrienti, fibre e sostanze antiossidanti, capaci di prevenire malattie e rafforzare l’organismo. Più vegetali significa più salute e meno impatto ambientale. Il dott. Selvestrel ha infine ricordato che gli allevamenti intensivi sono responsabili di circa un quarto delle emissioni globali di CO₂. Le diete vegetali, oltre a ridurre questo impatto, potrebbero dimezzare il consumo di carni rosse e raddoppiare quello di alimenti benefici. L’obiettivo è costruire filiere alimentari sicure e sostenibili, secondo il paradigma europeo Safe and Sustainable by Design, favorendo un’agricoltura integrata e resiliente.
Il cibo come una responsabilità condivisa
Per un Ateneo che nel proprio Piano Strategico ha reso esplicito l’obiettivo di diffondere una cultura della sostenibilità alimentare e per il quale lo “Sviluppo Sostenibile” è un asset di crescita, aderire al MG è una scelta di coerenza. Questa iniziativa si inquadra infatti nel percorso più generale che l’Università cittadina ha intrapreso sia al proprio interno, sia come agente del cambiamento contribuendo con le proprie missioni (didattica, ricerca, terza missione) a diffondere la cultura della sostenibilità nelle società e nei territori. Lo dimostra anche l’indagine attualmente in corso, avviata dalle docenti Michela Cameletti, Annalisa Cristini e Silvana Signori, per valutare l’impatto effettivo dell’introduzione del Menù Green. I dati raccolti aiuteranno non solo a capire come cambiano le abitudini alimentari all’interno della comunità universitaria, ma anche a individuare miglioramenti possibili e azioni future.
A cura della Prof.ssa Annalisa Cristini
Prorettore con Delega al welfare e allo sviluppo sostenibile Università degli Studi di Bergamo

