Pubblicate le linee guida “ufficiali” dello stile di vita che rappresenta una vera e propria terapia.
La Dieta Mediterranea (DM) rappresenta uno dei pattern alimentari più salutari, tanto da poter essere considerata come una terapia in diversi contesti clinici e per numerose patologie. A marzo 2025, infatti, sono state elaborate le prime Linee Guida sulla Dieta Mediterranea, promosse dalla Fondazione Dieta Mediterranea, dalla Società Italiana Nutrizione artificiale e metabolismo (SINPE) e dalla Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) con il supporto metodologico dell’Istituto Superiore di Sanità. Queste hanno messo in luce gli effetti benefici della DM nella prevenzione e trattamento delle malattie croniche e la sua importanza per la salute del pianeta.
La genesi della Dieta Mediterranea
Il termine Dieta Mediterranea è stato coniato alla fine degli anni ‘50 dal fisiologo americano Ancel Keys e da sua moglie Margaret nel loro libro “How to Eat Well and Stay Well the Mediterranean Way”. Essi identificarono le abitudini alimentari di paesi come la Grecia – in particolare Creta – e l’Italia meridionale, con estensione ad altre aree geografiche del bacino del Mediterraneo (Spagna, Francia, Marocco, Siria, Tunisia). In base ai loro studi pionieristici, i modelli alimentari di questi paesi mediterranei erano associati alla longevità e a tassi ridotti di morbilità e mortalità per malattie coronariche, tumori e altre malattie croniche rispetto ad altre tradizioni alimentari. La DM non si limita a un regime alimentare, ma rappresenta un vero e proprio stile di vita salutare e sostenibile, tanto da essere dichiarata nel 2010 “Patrimonio Immateriale dell’Umanità” dall’Unesco.
I principi base
Alla base della piramide della DM vi sono abitudini alimentari consapevoli – come la scelta di prodotti alimentari a chilometro zero e provenienti da filiera corta e stagionali –, regolare attività fisica, adeguato riposo, convivialità e socialità. Essa promuove anche valori come ospitalità, vicinato, dialogo interculturale e rispetto della diversità, incarnando il concetto di “vivere mediterraneo”. La DM si contraddistingue per:
> l’elevato consumo di alimenti di origine vegetale: verdure, frutta fresca, legumi, cereali integrali, frutta a guscio;
> olio d’oliva come fonte principale di grassi monoinsaturi;
> moderato consumo di alimenti di origine animale: pesce, carne bianca, latticini e uova;
> consumo di modeste quantità di carne rossa;
> consumo occasionale di dolci e carni trasformate.
Proprio per l’elevato contenuto in alimenti di origine vegetale scelti secondo la loro stagionalità, la FAO (Food and Agriculture Organization) riconosce la DM come uno dei modelli alimentari più sostenibili per la salute del nostro pianeta. Purtroppo, negli ultimi anni, si è avuto un graduale abbandono del regime dietetico “mediterraneo” a vantaggio di stili alimentari meno salutari. Le cause sono da ricercare nell’aumentata accessibilità al cibo, nell’aumentata mobilità delle persone e nella “velocizzazione” delle attività quotidiane che si è tradotta - sempre più frequentemente - in una diffusa abitudine a consumare pasti fuori casa, riducendo i tempi dedicati alla pausa pranzo e alla preparazione stessa dei pasti.
Un patrimonio da riscoprire
Sarebbe importante ritornare a seguire i principi della DM in quanto è stato osservato che orientare verso di essa le proprie scelte alimentari fin dalla giovane età non solo può aiutare a
prevenire eventuali problemi di salute, ma offre anche vantaggi nella cura, nell’assistenza e nella riabilitazione in diversi contesti clinici e per diverse patologie. Infatti, diversi studi hanno dimostrato come l’aderenza alla DM può:
> ridurre l’incidenza di arteriopatia periferica, fibrillazione atriale, ictus e la mortalità per cause cardiovascolari;
> diminuire il rischio di numerosi tumori come quelli al colon-retto, mammella, fegato, stomaco e polmone grazie all’effetto protettivo dovuto all’elevato consumo di fibre, antiossidanti e grassi sani;
> favorire il controllo glicemico, riducendo il rischio di diabete di tipo 2 e migliorando la resistenza all’insulina;
> contribuire a mantenere una condizione di normopeso, riducendo l’accumulo di grasso viscerale e migliorando il profilo lipidico;
> ridurre l’incidenza di malattia di Alzheimer, Parkinson e depressione, grazie all’apporto di acidi grassi polinsaturi, vitamine e minerali;
> contribuire alla salute ossea, riducendo il rischio di fratture grazie all’apporto di calcio, vitamina D e antiossidanti;
> concorrere a preservare la massa muscolare negli anziani, migliorando la forza fisica e la loro qualità di vita;
> migliorare il dolore e la funzionalità articolare grazie alle proprietà antinfiammatorie dell’olio d’oliva e degli acidi grassi polinsaturi;
> essere associata, nelle donne in gravidanza, ad un minor rischio di diabete gestazionale, pre-eclampsia, parto pretermine e basso peso neonatale;
> migliorare la qualità della vita e ridurre i costi sanitari diretti con un impatto positivo sui bilanci dei sistemi sanitari grazie alla diminuzione dei costi per le cure.
Risulta quindi evidente che adottare i principi della Dieta Mediterranea è sinonimo di salute, non solo individuale, ma dell’intera popolazione e dell’ambiente.
A cura della Dott.ssa Giulia Ongis
Biologa Nutrizionista Specializzanda in Scienza dell’Alimentazione
Studio Xenia - Seriate (BG);
SSD Malattie Endocrine e Centro Regionale per il Diabete Mellito - ASST Bergamo Ovest

