Quante volte è capitato di trovare farmaci dimenticati per anni in un mobiletto di casa? Come comportarsi?
Ogni farmaco riporta obbligatoriamente una data di scadenza, che indica il periodo di validità del medicinale correttamente conservato, in base ai valori derivanti dagli studi forniti dall’azienda che lo produce. I test effettuati sono quelli minimi per garantire la stabilità e solitamente si aggirano nel range 1-5 anni.
Cosa succede al farmaco quando scade
Il medicinale inizia, man mano che passa il tempo, ad avere una minore efficacia, fino ad arrivare all’assenza di effetto terapeutico. Degradandosi, il principio attivo potrebbe portare a reazioni allergiche, in alcuni casi potenzialmente letali come lo shock anafilattico, soprattutto in neonati e bambini con un sistema immunitario immaturo. Ad esempio, se si assumono antibiotici scaduti della classe delle tetracicline, si possono scatenare gravi danni renali, noti come Sindrome di pseudo-Fanconi.
L’importanza di una corretta conservazione
La corretta conservazione del medicinale è fondamentale per mantenere inalterate le caratteristiche farmacologiche e terapeutiche, garantendone la stabilità. L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) sottolinea di chiedere sempre consiglio al medico o al farmacista per avere informazioni corrette e precise per evitare la degradazione precoce di principio attivo ed eccipienti, causando la perdita di efficacia ancor prima della data di scadenza indicata. Non è consigliato detenere la cassetta dei medicinali né in cucina né in bagno, in quanto sono i locali solitamente più caldi e umidi della casa. In linea generale, i farmaci devono essere conservati in un luogo fresco e asciutto a una temperatura inferiore ai 25°C, lontano da fonti di calore, dall’esposizione diretta ai raggi solari e dall’umidità. Inoltre, è importante conservare sempre i medicinali nelle confezioni originali con il loro foglietto illustrativo e segnare la data di apertura: se i farmaci sono stati aperti, non vanno utilizzati oltre il periodo indicato sulla confezione, soprattutto per quanto riguarda colliri e formulazioni liquide, che contengono conservanti.
Dove smaltire le medicine
I medicinali rientrano tra i rifiuti urbani pericolosi e non possono essere gettati nella pattumiera di casa. Il farmaco va gettato nel bidone metallico fuori da tutte le farmacie, separandolo dalle confezioni di carta e dai foglietti illustrativi che vanno smaltiti nella carta; i blister vuoti in plastica e metallo vanno gettati insieme alla plastica o all’alluminio. In caso di medicinali liquidi (sciroppi, fiale) apporre l’intero contenitore di vetro nel bidone davanti alle farmacie e non svuotare il residuo negli scarichi domestici, poiché attraverso le acque reflue finirebbero in fiumi e mari, inquinandoli. Sfigmomanometri (misuratori di pressione), siringhe e altri dispositivi sanitari taglienti o pungenti - quali lamette, cannule per flebo, bisturi monouso (muniti del loro cappuccio e della custodia di protezione) - vanno smaltiti secondo le regole specifiche comunali o essere portati alla stazione ecologica attrezzata. Gli integratori, non essendo dei farmaci, non vanno inseriti nei raccoglitori dei farmaci scaduti, ma vanno gettati nell’indifferenziata (scatola e foglietto illustrativo nella carta). I farmaci inalatori non devono essere assolutamente smaltiti nella plastica una volta terminati. Alcuni inalatori contengono un gas che permette la fuoriuscita del farmaco stesso; spesso resta comunque un po’ di questo gas all’interno dell’inalatore che, se non smaltito nella maniera corretta, inquina l’aria contribuendo all’effetto serra.
Lo smaltimento improprio dei farmaci scaduti può avere molte conseguenze negative sia sull’ambiente che sulla salute pubblica:
> inquinamento dell’ambiente. Se si gettano residui di farmaci nella pattumiera o si rovesciano nel wc o lavandino si vanno a contaminare le acque superficiali e sotterranee. I principi attivi dei farmaci possono persistere nell’ambiente, causando danni agli ecosistemi acquatici, alla flora e alla fauna;
> rischio per gli animali. Alterazione del comportamento, riproduzione e sopravvivenza in caso di contatto con farmaci non smaltiti correttamente;
> antibiotico-resistenza. I batteri diventano sempre più resistenti, poiché vengono in contatto già nell’ambiente con gli antibiotici stessi.
Questa resistenza antimicrobica rappresenta una minaccia per la salute umana, poiché riduce l’efficacia degli antibiotici stessi nella cura di patologie infettive. Si stima infatti che se non ci sarà un cambio di rotta, tra trent’anni l’assenza di antibiotici efficaci sarà una delle prime cause di morte al pari di tumori e infarti;
> abuso o uso improprio. Il recupero di farmaci scaduti da parte di persone non autorizzate può portare all’abuso o all’uso improprio di tali sostanze.
A cura della dottoressa Maddalena Boreatti
Farmacista
Farmacia Conca Verde Longuelo;
Past president Agifar Bergamo

