Ipertensione in gravidanza: un problema da conoscere e affrontare La gravidanza è un periodo magico nella vita di una donna, ma non sempre è privo di sfide, le quali vanno riconosciute e affrontate con professionalità e saggezza.

Che cos’è l’ipertensione in gravidanza?

All’inizio della gravidanza è normale che la pressione del sangue tenda a diminuire provocando a volte capogiri e senso occasionale di malessere, ma già alla fine del primo trimestre si normalizza. Uno degli aspetti che i medici tengono sotto osservazione, soprattutto nelle donne alla loro prima gravidanza, è la pressione arteriosa. Quando questa è troppo alta (superiore a 140 mmHg per la massima e 90 per la minima) si parla di ipertensione, che può manifestarsi in diverse forme.

> Ipertensione cronica: quando è presente già prima della gravidanza o viene diagnosticata entro la ventesima settimana. Sono donne che iniziano una gravidanza già ipertese spesso in trattamento farmacologico;
> Ipertensione gestazionale: si presenta dopo la ventesima settimana e, di solito, scompare dopo il parto. Sono donne che avevano una pressione normale e solo in gravidanza diventano ipertese;
> Preeclampsia: una complicanza grave dell’ipertensione in gravidanza, caratterizzata da pressione alta e danni a organi come i reni o il fegato e che tende a peggiorare e si risolve solo con la fine della gravidanza. Infatti spesso costringe i medici ad anticipare il parto. Si chiama preeclampsia perché seppur raramente e se non curata può causare crisi convulsive con perdita di coscienza (attacco eclamptico). In Italia è una complicanza divenuta ormai eccezionale e rarissima grazie ai controlli ed alle terapie.

L’importanza di tenere la pressione sotto controllo

Una pressione alta non gestita può portare a complicazioni significative, come il parto prematuro, una crescita rallentata del bambino o problemi alla placenta. Anche la salute della mamma può essere a rischio, con possibili danni agli organi vitali. Fortunatamente sono poche le donne che sviluppano ipertensione arteriosa in gravidanza (circa il 5%) ma il dato varia molto in base ai fattori di rischio.

Quali sono i fattori di rischio?

Si seguito, alcuni fattori che possono aumentare la probabilità di sviluppare ipertensione in gravidanza
> Prima gravidanza: le donne alla loro prima esperienza sono particolarmente a rischio di preeclampsia;
> Avere più di 35 anni;
> Una storia familiare di preeclampsia o ipertensione;
> Aspettare gemelli; 
> Essere in sovrappeso;
> Avere malattie croniche come il diabete o disturbi autoimmuni.

Come prevenire la preeclampsia?

Durante i controlli prenatali, l’ostetrica o il medico effettueranno vari test utili per rilevare eventuali segnali precoci.
> Misurare la pressione arteriosa ad ogni visita;
> Analizzare le urine per verificare la presenza di proteine, un campanello d’allarme per la preeclampsia;
> Fare regolarmente esami del sangue per monitorare i reni e il fegato;
> Sottoporsi a ecografie per controllare che il bambino cresca bene e che la placenta sia normale;
> Eseguire test specifici per individuare particolari fattori di rischio.

L’aspirina: un aiuto inaspettato

Se si è considerati a rischio di preeclampsia, il medico potrebbe consigliare di assumere aspirina a basse dosi (tra 100 e 150 mg al giorno) a partire dal primo trimestre. Si tratta di un trattamento sicuro che può ridurre significativamente il rischio di complicazioni. Ovviamente, è essenziale seguire le indicazioni del ginecologo.

I segnali a cui prestare attenzione

A volte l’ipertensione in gravidanza non dà sintomi evidenti, ma è importante riconoscere alcuni segnali che non vanno ignorati.
> Mal di testa persistenti che non passano;
> Visione offuscata o la comparsa di macchie davanti agli occhi;
> Dolore nella parte alta dell’addome, a destra;
> Gonfiore improvviso di mani, piedi o viso.

Consigli per prevenire e monitorare

Di cosa prendersi cura in se stessi e nel bambino?
> Effettuare controlli regolari: non perdere gli appuntamenti prenatali e seguire i consigli dell’ostetrica e del medico;
> Dieta equilibrata: mangiare in modo sano, con tante verdure e poco sale aiuta molto;
> Esercizio moderato: un po’ di movimento quotidiano, come una passeggiata, fa bene;
> Niente fumo o alcol: questi comportamenti possono peggiorare la pressione e mettere a rischio la gravidanza.

Se la pressione è alta, cosa succede?

Se il medico rileva l’ipertensione, potrebbe prescrivere farmaci sicuri per la gravidanza. Nei casi più seri, potrebbe essere necessario far nascere il bambino prima del termine per proteggere la madre e il nascituro.

Un messaggio positivo

Anche se l’ipertensione in gravidanza può spaventare, è una condizione che, con il giusto supporto medico, si può gestire bene. La chiave di volta è fare squadra con ostetrica e ginecologo, seguire i controlli e non trascurare i segnali del corpo. Così facendo, si può vivere la gravidanza con serenità. 

A cura del dott Claudio Crescini
Adjunct Professor Humanitas University Milano;
Presidente Fondazione Confalonieri Ragonese;
ASST Bergamo EST

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