Che succede quando lei è molto più grande di lui? Le donne sagge e capaci sono pronte ad uscire dal recinto degli stereotipi, alla ricerca di un nuovo equilibrio.
Si sente sempre più spesso parlare di “age gap”, ovvero di relazioni dove la notevole differenza di età non riguarda più solo lo stereotipo dell’uomo ricco e attempato che si accompagna alla giovane e bellissima cacciatrice di dote, ma anche il suo opposto. Ovvero donne over 40, 50 o addirittura 60 che si accompagnano a uomini giovanissimi superando l’ultimo tabù che, per secoli, è stato considerato un fenomeno scandaloso e contro natura.

Un racconto di solitudine e riscoperta

Il tema è stato affrontato nella serie Netflix “Inganno”, interpretata da Monica Guerritore e Giacomo Giannotti, nei ruoli di Gabriella ed Elia. Gabriella, ricca imprenditrice, madre di tre figli e divorziata, si appresta a festeggiare il suo sessantesimo compleanno, ma i figli sono troppo impegnati per accettare l’invito della madre, che così si ritrova da sola davanti ad una tavola imbandita, ma con le sedie vuote. Una scena triste che fa riflettere sul vuoto esistenziale di molte donne della sua generazione e non solo, bravissime a dare, ma meno a ricevere amore. Sarà l’incontro con Elia, audace manipolatore che non nasconde le sue brame di soldi, sesso e potere, a risvegliare in Gabriella una scintilla di passione e sano egoismo. La loro storia d’amore aprirà nuovi scenari fino a rilanciare un viaggio alla scoperta di tante ombre, che il suo cuore non aveva avuto la forza di affrontare da giovane. La loro storia risveglia un antico conflitto: restare ancorati ai porti sicuri o salpare per un viaggio che metta a nudo tutti gli inganni e autoinganni nascosti? La sceneggiatura mette in evidenza i pregiudizi che si accendono intorno alle relazioni di questo tipo perché ancora oggi si accetta con riluttanza che una donna scelga di compiere quel salto da “angelo custode” a “guerriera” disposta a lottare per ottenere ciò che desidera, al di là della morale condivisa. Ciò scardina ogni nostra certezza: da una parte desidereremmo che Gabriella termini all’istante la storia con quest’uomo pieno di segreti, ma dall’altra lo spirito di avventura e il fascino che scaturisce dai veli che cadono uno dopo l’altro, mostrando realtà sempre più complesse e interessanti, alimenta il nostro coraggio di guardare cosa si nasconde dietro la dicotomia vero/falso e giusto/sbagliato.

Conflitti interiori: navigare tra sicurezza e avventura

È ovvio che questo tipo di coppie destino maggiore turbamento, pregiudizio e curiosità ma, a pensarci bene, come tutte le minacce, nascondono anche una preziosa opportunità: integrare due mondi imperfetti e troppo polarizzati in una nuova forma che dia vita a un miglior equilibrio più autentico ed evolutivo. Molte donne mature di oggi, infatti, hanno interiorizzato fin da piccole un modello maschile autoritario, egoista e analfabeta emotivo. Essersi trovate sempre in condizioni, in qualche modo, di inferiorità, ha impedito loro di pretendere reciprocità. In queste storie d’amore, invece, la complementarità viene invertita a favore della donna, che acquista potere, e finalmente può insegnare e co-creare, insieme al partner, uno scenario più vicino alla propria visione interiore perché sostenuta dalla maggiore esperienza e libertà di scelta. Tale inversione permette alla donna di trasformare il suo mondo già esistente in una versione migliore, più autentica e ricca di sfumature.

Oltre i pregiudizi

Un elemento che fa ancora fatica ad affermarsi nella nostra società è la consapevolezza della capacità innata di ogni donna di accogliere in se’ semi di vita e trasformarli in nuovi frutti, anche oltre i limiti biologici. E queste coppie, quando superano la sfida delle differenze e delle resistenze sociali, esprimono molto bene il bisogno sempre più emergente nell’attuale contesto sociale, di uscire dal recinto degli stereotipi. Sempre più donne mature sono pronte per incarnare questo ruolo; sono donne sagge e capaci che non hanno ricevuto l’opportunità di esprimere il proprio potenziale in gioventù a causa dei vincoli sociali, ma che possono mettere a servizio di partner più giovani il loro potenziale inespresso in questo tipo di relazioni dove lo scambio può divenire funzionale per entrambe le parti. Lo esprime bene Gabriella nel suo monologo finale, quando afferma: “Anziché morire di delusione, meglio un inganno che dia la vita”. Il dramma che scorre lungo tutta la storia, infatti, si trasmuta infine in un nuovo equilibrio fra tutti i protagonisti della famiglia allargata, dove ognuno ha perso e conquistato qualcosa, ha affrontato profonde ferite, dove le paure hanno ceduto il passo alla verità che innesca cambiamenti e il thriller trova una nuova luce in un gioco di specchi e ruoli più evoluti e reali delle maschere sterili, fisse e stagnanti dell’inizio della storia. Non dimentichiamoci che la vita ci chiama a giocare i dadi e rischiare per evolvere, e che la trappola dell’amore romantico decadente ha il solo scopo di spingerci attraverso il dolore a superare ogni forma di innocenza moralista paralizzante verso la vera conoscenza di noi stessi e del mondo, al di là del bene e del male.

A cura della dott.ssa Elisabetta Notaro
Psicologa Psicoterapeuta e Sessuologa Livorno (LI)