L’ortaggio invernale, depurativo e diuretico, è un alleato prezioso per la salute dopo le festività.
Il finocchio (Foeniculum vulgare) è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Apiaceae, comunemente conosciute come Ombrellifere, probabilmente originaria dell’Asia Minore, ma diffusa a partire dal tardo Medioevo in tutta l’area che affaccia sul Mediterraneo. Reperibile da ottobre a maggio, questo ortaggio è un evergreen della tavola, soprattutto per infondere un senso di freschezza al palato, ma sono in pochi a conoscere le sue virtù depurative. Se ne conoscono due specie: quello coltivato, detto anche dulce o romano, dal sapore dolce e meno pungente rispetto invece al finocchio selvatico (Capillaceum), che cresce in maniera spontanea. Rappresenta un rimedio naturale efficace per una vasta gamma di disturbi. La sua azione antimicrobica, antivirale, antifungina, antinfiammatoria, diuretica e digestiva lo rende un alleato prezioso per la salute. Possiede un sapore particolare, molto simile all’anice, dovuto alla presenza piuttosto consistente di anetolo (circa l’80%) un olio essenziale con proprietà carminative: aiuta a contrastare la formazione di gas intestinali, aiutando a sgonfiare la pancia e favorendo la digestione. Risulta, quindi, un alimento perfetto per essere consumato nelle settimane successive alle festività natalizie perché aiuta a contrastare il fastidioso gonfiore addominale caratteristico di questo periodo.

Azione antimicrobica e antinfiammatoria

Il finocchio è un alimento dalle eccellenti proprietà nutrizionali, perfetto per chi desidera mantenere una dieta sana ed equilibrata. Con un contenuto calorico bassissimo – solo 15 calorie ogni 100 gr – è ideale per le diete ipocaloriche. Pur essendo povero di grassi, è ricco di fibre insolubili che favoriscono la regolarità intestinale e aumentano il senso di sazietà, aiutando così a controllare l’appetito. Questo ortaggio è un’ottima fonte di calcio e fosforo, essenziali per la salute delle ossa, ed è ricco di ferro, che contribuisce a prevenire l’anemia. Le vitamine del gruppo B presenti nel finocchio supportano diversi processi metabolici essenziali per il nostro organismo. Inoltre, con una composizione che include circa il 90% di acqua e una buona quantità di potassio, il finocchio aiuta a prevenire la ritenzione idrica, svolgendo un’azione diuretica che facilita l’eliminazione delle tossine e il mantenimento dell’equilibrio idrico. Infine, è una preziosa fonte di flavonoidi e vitamina C, che vantano notevoli proprietà antiossidanti. Questi nutrienti sono utili per combattere lo stress ossidativo e contrastare la formazione dei radicali liberi, promuovendo così il benessere generale dell’organismo.

Un protagonista versatile in cucina

Un ortaggio che più versatile non si può. Sa essere molto light, ma anche parecchio gustoso, a seconda della ricetta che lo vede come protagonista. Del finocchio non si butta via nulla. Infatti, si consuma quasi tutto dell’ortaggio. Il grumolo, ossia la polpa bianca centrale, si presta ad essere un ingrediente eccezionale in numerose ricette: può essere consumato crudo in insalate o pinzimonio, in umido, saltato in padella, bollito, gratinato o grigliato. Ottimo come contorno a piatti di carne o pesce o come condimento per pasta o cereali. Inoltre, nel periodo invernale è ideale anche per la preparazione di piatti caldi come vellutate o da inserire nei minestroni. Solitamente, in base alle loro caratte-
ristiche morfologiche, si distinguono in finocchio maschio e femmina: il maschio ha una forma più tonda ed è più adatto per essere mangiato crudo, mentre la femmina è più affusolata ed è indicata per essere mangiata dopo la cottura. I fiori del finocchio, invece, si usano per aromatizzare le verdure, i funghi, le olive condite o per la marinatura di carne o pesce. I semi possono essere impiegati nella preparazione di prodotti da forno e lievitati come pane, torte, dolci casalinghi e biscotti, ma anche per aromatizzare il vino o le tisane. Le foglie fresche, quella specie di “barba” dal colore verde brillante simile ad una felce, invece, sono perfette sia per decorare sia per insaporire zuppe, minestre, piatti di pesce e formaggi.

Mai mangiarlo con l’antibiotico

Apparentemente, il finocchio sembra non avere controindicazioni. Tuttavia, ci sono alcune eccezioni da tenere in considerazione. Infatti, può comportare, in soggetti sensibili, orticaria alla bocca (chi è allergico alle mele, ad esempio, dovrebbe evitare anche il finocchio). I pazienti con insufficienza renale cronica dovrebbero limitarne il consumo per via del suo elevato contenuto in potassio, preferendoli comunque bolliti in abbondante acqua invece che crudi. Particolare attenzione al consumo di finocchio, inoltre, nel caso di trattamento antibiotico con ciprofloxacina: il finocchio, infatti, riduce l’attività del farmaco, diminuendone l’efficacia. Infine, va comunque segnalato che l’assunzione di decotti a base di semi di finocchio dovrebbe essere sempre moderata, poiché questi contengono estragolo, una sostanza potenzialmente cancerogena. Questi effetti, però, è improbabile che si manifestino con il normale consumo umano. 

A cura della Dott.ssa Giulia Ongis
Biologa Nutrizionista Specializzanda in Scienza dell’Alimentazione
Studio Xenia - Seriate (BG), SSD Malattie Endocrine e 
Centro Regionale per il Diabete Mellito - ASST Bergamo Ovest