Nel 2019 l’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo è stato il primo centro italiano ad attivare un programma di cardiochirurgia robotica. Un programma al fianco della cardiochirurgia tradizionale, della cardiochirurgia minivasiva e cardiologia interventistica, attivo grazie al dottor Alfonso Agnino, responsabile della Cardiochirurgia robotica e mininvasiva di Humanitas Gavazzeni di Bergamo.

Grazie a questa tecnologia è possibile intervenire a livello del cuore in modo preciso ed efficace oltre che “soft”, dal momento che l’estrema accuratezza della mano robotica consente di ridurre al minimo il trauma dei tessuti. «Il cardiochirurgo con questa tecnica esegue quattro incisioni di 8 millimetri (invece di aprire il torace). Questo si traduce in un’importante diminuzione del dolore, un ridotto rischio di sanguinamento, un quasi totale abbattimento dei rischi infettivi, un evidente vantaggio estetico e un rapido ritorno a una vita normale senza necessità di riabilitazione». spiega il dottor Agnino.

«Con l’applicazione al campo cardiochirurgico per la riparazione della valvola mitrale, i vantaggi per il paziente sono riscontrabili in una più rapida ripresa della respirazione spontanea post-intervento, minor impatto fisico e quindi dolore (il cardiochirurgo esegue quattro incisioni di 8 millimetri e una/due da 1,5 centimetri), ridotta perdita di sangue che si traduce in stabilità dei valori dell’emoglobina e inferiore necessità di ricorrere a eventuali trasfusioni» aggiunge il chirurgo. Il recupero delle funzioni avviene quindi più rapidamente anche grazie all’equipe di cardiochirurgia robotica allargata che coinvolge la professionalità anche di un fisioterapista, con 18 ore di degenza in Terapia Intensiva contro le 48 previste per la mininvasiva video-assistita.

“THE NEWS AGE OF MITRALE THERAPY”: IL CONVEGNO INTERNAZIONALE A BERGAMO PER LE NUOVE FRONTIERE DI CURA DEL CUORE VENERDÌ 23 SETTEMBRE

In pochi anni la gestione delle malattie delle valvole cardiache si è evoluta molto rapidamente. L’espansione degli strumenti tecnologici e lo sviluppo delle conoscenze scientifiche offrono uno spettro molto ampio di modalità di trattamento.

Per approfondire sia le sfide dei contenuti decisionali e tecnici, sia le nuove opportunità per la salute dei pazienti, Humanitas Gavazzeni ha organizzato un convegno internazionale dal titolo “The new age of mitral therapy” che si terrà presso il Centro Congressi di Bergamo, viale Papa Giovanni XXIII, venerdì 23 settembre 2022 dalle 9.30 alle 18.

Un momento di formazione gratuito, riconosciuto come corso ECM, e aperto a medici di tutte le specialità, infermieri, tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione, fisioterapisti e OSS con prenotazione obbligatoria gratuita sul sito www.humanitasedu.it oppure telefonando a 0354204787

Responsabile scientifico è il dottor Alfonso Agnino, che, in due speech, tratteggerà, in particolare, lo stato dell’arte della cardiochirurgia robotica e l’importanza del lavoro di squadra per il successo delle operazioni assistite dalla robotica.

«Il convegno sarà una giornata di importante formazione» spiega il dottor Agnino «perché a Bergamo ci saranno i massimi esperti della patologia della valvola mitrale che potranno confrontarsi tra di loro per poter offrire la migliore soluzione di cura possibile al paziente, discutendo dei molti approcci chirurgici che possono portare benefici alle persone».

Con specialisti provenienti da tutta Europa e da oltreoceano, la giornata del 23 settembre sarà divisa in sei momenti tematici di discussione. Verrà trattato, ad esempio, il trattamento della valvola mitrale dalla endoscopia fino all’utilizzo della robotica, mostrando l’evoluzione delle competenze del chirurgo; il ruolo della figura dell’anestesista durante l’intervento e le nuove tecnologie per una chirurgia sempre meno invasiva. Il convegno si chiuderà con la presentazione di casi provenienti dalle diverse realtà cliniche in sala, con un approfondimento dell’importanza dell’approccio multidisciplinare per il processo decisionale.

Sarà un incontro unico per discutere il ruolo e le caratteristiche delle nuove strategie per il trattamento della valvola mitrale, con cardiologi e cardiochirurghi internazionali e un approfondimento dell’importanza, per ogni realtà sanitaria, di una visione integrata dell’Heart Team. Obiettivo della tavola rotonda è quello di costruire insieme una medicina cardiovascolare più personalizzata ed efficace. 

Le patologie della valvola mitrale: sintomi e trattamenti
La valvola mitrale è la valvola del cuore posta tra l’atrio sinistro e il ventricolo sinistro che ha il compito di far sì che il sangue esegua il suo giusto percorso, assicurando lo scambio corretto di ossigeno e anidride carbonica. A volte, però, la valvola mitrale può ammalarsi, presentando una stenosi (restringimento) o una insufficienza (perdita). Quando questa è troppo stretta non lascia entrare il sangue nel ventricolo, causando una congestione di sangue nel circolo polmonare e, quindi, una difficoltà nel respirare. L’insufficienza mitralica, invece, è un difetto di chiusura della valvola mitrale che fa sì che parte del sangue pompato dal ventricolo sinistro refluisca nell’atrio sinistro invece che andare in aorta, provocando affaticamento, tosse, palpitazioni e disturbi respiratori.
Le patologie che riguardano la valvola mitrale sono, per la maggior parte dei casi, causate dal logorio delle valvole per l’avanzamento dell’età. Ma questa malattia degenerativa può riguardare persone giovani e, anche se in rari casi, può avere un’origine congenita, in seguito a un difetto, cioè, presente fin dalla nascita.
Per trattare l’insufficienza della valvola mitrale, precedentemente diagnosticata tramite ecocardiografia cardiaca, inizialmente si può ricorrere ad un approccio farmacologico per alleviare i sintomi, ma se, invece, la disfunzione della valvola mitrale raggiunge avanzati gradi di gravità, è indicato l’intervento chirurgico.
In Humanitas Gavazzeni a Bergamo per trattare l’insufficienza alla valvola mitrale è attivo dal 2019 un programma di cardiochirurgia robotica che interviene sulla patologia con un’operazione mini invasiva. 

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