La situazione di carenza idrica, che si protrae sostanzialmente immutata da mesi, aggravata dall’assenza di riserve nevose e dal tipico aumento estivo dei consumi, rende critico lo stato della dotazione idrica negli acquedotti bergamaschi. Una situazione che non si verificava, con questa gravità, da oltre 70 anni. A lanciare l’allarme è Uniacque, società pubblica costituita il 20 marzo 2006 per la gestione del servizio idrico integrato sul territorio della provincia di Bergamo. È importante quindi, se non indispensabile, adottare un cambio di passo, con azioni più incisive e concrete a tutela della risorsa idrica da destinare unicamente al fabbisogno umano e non ad altri scopi.

«Già da giugno abbiamo inviato una comunicazione a tutte le Amministrazioni Comunali interessate dalla grave crisi idrica perché collaborino attivamente nell’informare la cittadinanza che è consentito il solo uso alimentare ed igienico, anche attraverso l’adozione di ordinanze di limitazione dei consumi. I nostri operatori stanno monitorando costantemente la situazione e stanno lavorando quotidianamente sui principali bacini e sulle reti per garantirne il corretto approvvigionamento, anche alimentando con autobotti i bacini delle sorgenti più piccole che mostrano forti segni di sofferenza» dice Pierangelo Bertocchi, Amministratore Delegato di Uniacque. «Non si tratta di allarmismo, ma di una doverosa informazione perché tutti i cittadini possano maturare consapevolezza della situazione cogente e contribuire in prima alla salvaguardia della risorsa» gli fa eco Luca Serughetti, Presidente di Uniacque.

Ecco allora il decalogo di Uniacque per un uso consapevole dell’acqua.

Fare lavatrici e lavastoviglie soltanto a pieno carico.

Lavare le stoviglie, la frutta e la verdura in una bacinella e non in acqua corrente (lavare le stoviglie con acqua di cottura della pasta è un ottimo metodo sgrassante che può essere usato insieme ai detersivi diminuendone così le quantità utilizzate).

Inserire nei rubinetti i dispositivi frangigetto e limitatori di flusso.

Chiudere i rubinetti mentre ci si rade, si lavano denti o altro: il rubinetto del bagno ha una portata di oltre 10 litri al minuto.

Installare e utilizzare lo sciacquone con lo scarico a doppio flusso.

Scegliere di fare la doccia invece del bagno: riempire la vasca comporta un consumo di acqua quattro volte superiore rispetto alla doccia. Ricordare inoltre che ogni minuto passato sotto la doccia comporta
un consumo dai 6 a 10 litri d’acqua.

Monitorare costantemente i consumi idrici. Controllare periodicamente il contatore a rubinetti chiusi per verificare la presenza di eventuali perdite accidentali, riparando anche quelle apparentemente insignificanti.

Mangiare in maniera consapevole e responsabile considerando oltre alla risorsa utilizzata direttamente anche quella impiegata per produrre
gli alimenti (per produrre 1 Kg di carne bovina c’è bisogno di circa 15.000 litri d’acqua).

Evitare di lavare l’automobile o eventualmente farlo con un secchio senza acqua corrente.

Innaffiare giardini e piante con parsimonia, utilizzando acqua recuperata o piovana e sistemi a goccia. 

A cura di Maria Castellano

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