Durante i viaggi aerei, salendo in quota in auto o in funivia oppure dopo un’immersione subacquea è possibile avvertire dolore all’orecchio, senso di ovattamento e calo dell’udito. Se queste sensazioni sono lievi e passeggere il tutto rientra nella normalità, in caso contrario ci troviamo davanti a un quadro di otite barotraumatica, una condizione che non deve essere trascurata.

Una questione di cambi di pressione repentini

Come suggerisce il nome, l’otite barotraumatica è una condizione di danno (trauma) all’orecchio causato da una rapida e importante variazione tra la pressione (baro) atmosferica esterna e quella all’interno dell’orecchio, per la precisione l’orecchio medio. In condizioni normali l’orecchio medio, che contiene aria, ha una sua pressione interna che è uguale a quella atmosferica esterna. Questo grazie alla tromba di Eustachio, condotto che collega l’orecchio con il cavo orale, che in particolari condizioni si apre facendo passare l’aria dal cavo orale all’orecchio, permettendo così di mantenere l’equilibrio tra la pressione interna e quella ambientale. In caso di otite barotraumatica, la tuba di Eustachio non riesce a compensare una variazione repentina della pressione esterna (diminuisce se saliamo in quota o voliamo o aumenta se andiamo sott’acqua) e lo squilibrio pressorio che ne deriva mette in tensione la membrana timpanica. La conseguenza è che il timpano, a seconda che la pressione esterna sia più alta o più bassa, si deforma verso l’interno o verso l’esterno. Si può arrivare a sanguinamento, rottura del timpano, sviluppo di una fistola, accumulo di liquido essudato o sangue nell’orecchio medio.

I fattori di rischio: dalle infezioni alle malformazioni anatomiche

Le condizioni che possono ostacolare il passaggio d’aria attraverso la tuba di Eustachio, indispensabile per riequilibrare la pressione, sono diverse:
> secrezioni a causa di infezioni, virali o batteriche, delle alte vie respiratorie o allergie;
> infezioni dell’orecchio;
> malformazioni anatomiche (come il setto nasale deviato);
> patologie nasali come poliposi.

La prevenzione? Vasocostrittori nasali e chewing gum

Quando si è raffreddati sarebbe consigliabile evitare attività che comportino variazioni rapide di pressione (viaggi aerei e in montagna, immersione subacquee). Se non è possibile si può usare un vasocostrittore nasale topico 30-60 minuti prima di queste attività. Sbadigliare o masticare chewing gum e anche la manovra di Valsalva (in cui si espira tenendo chiusi contestualmente naso e bocca) possono aiutare a compensare la pressione, ma se c’è un’ostruzione importante tra l’orecchio e il naso non saranno efficaci. In chiave preventiva, chi fa viaggi frequenti in aereo o decide di dedicarsi a sport subacquei o alpini dovrebbe sottoporsi a una valutazione anatomica otorinolaringoiatrica per verificare se ci sono sensibili deviazioni del setto nasale o ipertrofia/malformazione dei turbinati nasali (tre ripiegamenti ossei posti all’interno della cavità nasale spesso responsabili del russamento).

Attenzione ai più piccoli
I bambini piccoli sono più esposti allo scompenso pressorio perché l’anatomia dell’orecchio è diversa nell’infanzia, inoltre in tenera età c’è la difficolta di comunicare al piccolo come compensare. Prima di un viaggio con variazioni di pressione si dovrebbe cercare di tenere il naso dei bambini ben libero, lavandolo ripetutamente con soluzione o spray fisiologico. Il pediatra potrà anche consigliare un vasocostrittore nasale.

Quando preoccuparsi

Se le condizioni di dolore, ipoacusia, ronzio perdurano qualche giorno dopo il viaggio/immersione, conviene inizialmente rivolgersi al proprio Medico di Medicina Generale. I sintomi dell’otite barotraumatica possono comprendere anche vertigini, nausea o disorientamento. Esaminando l’orecchio con l’otoscopio il medico può vedere se ci sono danni al timpano e potrebbe prescrivere mucolitici per disostruire il passaggio tra l’orecchio medio e la fossa nasale. Se la situazione non si risolve diventa necessaria la visita specialistica dall’otorinolaringoiatra. Qualora si riscontrassero la perforazione del timpano o fistole perilinfatiche potrà essere valutata la soluzione di riparazione chirurgica. 

I sintomi
Quando l’orecchio non riesce a compensare lo sbalzo pressorio possono comparire:
> riduzione della capacità uditiva;
> sensazione di orecchio chiuso;
> dolore;
> ronzio e acufeni;
> vertigini. 

A cura del dott. Alessandro Colli
Responsabile dell’Unità di Otorinolaringoiatria Humanitas Castelli Bergamo

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