Esiste una relazione tra gravidanza e vista? La risposta è sì, come ormai dimostrato da numerose evidenze scientifiche. L’organismo della donna, durante i nove mesi, subisce molti e profondi cambiamenti che riguardano tutto il corpo e gli occhi non fanno eccezione. «Durante la gravidanza e l’allattamento si verificano frequenti cambiamenti a livello oculare» conferma il dottor Fabio Mazzolani, oculista. «Si tratta comunque di fenomeni generalmente transitori e reversibili».

Dottor Mazzolani, quali sono i sintomi visivi più frequenti?
I sintomi più frequenti sono fenomeni di calo visivo con transitoria percezione di annebbiamento e secchezza oculare associata a secondaria intolleranza alle lenti a contatto. Nel caso di intolleranza alle lenti a contatto è importante rivolgersi al proprio ottico-optometrista che, insieme all’oculista di riferimento, aiuterà a valutare le possibili soluzioni alternative alla lente a contatto per la correzione del difetto visivo.

Da cosa dipendono queste alterazioni della vista?
Alla base di queste variazioni c’è l’azione degli ormoni (estrogeni e progesterone) che causano una riduzione della sensibilità corneale con relativo aumento di spessore e instabilità del film lacrimale, ovvero la sottile pellicola liquida che riveste la superficie anteriore dell’occhio. La cornea è un elemento fondamentale per la corretta visione così come una corretta produzione di lacrime lo è per il benessere oculare generale. Se infatti il film lacrimale si altera, i fenomeni ambientali o atmosferici (smog, fumo, vento, aria etc.) diventano più fastidiosi per il nostro occhio e l’uso di lenti a contatto più difficoltoso e meno confortevole. Sia durante la gravidanza sia l’allattamento è stata osservata anche una più lenta risposta del muscolo ciliare (accomodazione) per cui spesso la messa a fuoco delle immagini da vicino (lettura di un libro, smartphone o tablet) risulta più rallentata e meno brillante. Questo aspetto è particolarmente attuale in quanto l’età media delle donne che decidono di avere figli è aumentata costantemente negli ultimi decenni e molto spesso le future mamme devono anche affrontare gli iniziali segni dell’invecchiamento dell’occhio come la presbiopia.

Nelle donne che già avevano malattie oculari prima delle gravidanza, quali variazioni ulteriori possono manifestarsi?
La diminuzione dei valori della pressione intraoculare che si verifica durante la gravidanza può essere un vantaggio per chi soffre di ipertensione oculare o glaucoma, anche considerato che i colliri utilizzati per tenere la pressione dell’occhio nella norma sono sconsigliati in gravidanza. Durante l’allattamento, in particolar modo, può essere poi presente un maggior stato di disidratazione che può accentuare la percezione di miodesopsie, ossia la visione di corpi mobili vitreali (moschine, filamenti, ragnatele). Nelle donne con miopia elevata, poi, è bene ricordare che è più alto il rischio di lesioni retiniche periferiche, potenzialmente pericolose; per questo è importante individuarle tempestivamente così da ricorrere eventualmente a un trattamento laser di protezione. Infine, anche alcune patologie sistemiche quali ipertensione, malattie reumatiche e diabete possono causare alterazioni retiniche e per questo richiedono un monitoraggio periodico e particolare attenzione durante il periodo della gestazione e dell’allattamento.

Quando fare una visita oculistica?
In assenza di sintomi una prima visita oculistica è consigliata all’inizio della gravidanza con lo scopo di valutare lo stato di salute dell’occhio e stabilire un parametro di riferimento per eventuali successive visite. In caso di disturbi visivi, una visita oculistica può essere effettuata in qualsiasi momento della gravidanza, soprattutto, in caso di pregressi problemi oculari o malattie sistemiche che possono avere una manifestazione patologica a livello dell’occhio. Durante la gravidanza è preferibile optare per gli occhiali e sospendere temporaneamente l’utilizzo di lenti a contatto così come evitare interventi laser per la correzione dei difetti visivi (miopia, ipermetropia e astigmatismo) e interventi chirurgici oculari se non strettamente necessari. Un’ulteriore visita può essere utile a circa un mese dal parto, soprattutto nelle elevate miopie per escludere alterazioni retiniche (degenerazioni, fori e rotture), mentre una visita completa è consigliabile a distanza di 3-4 mesi dal termine dell’allattamento. Per tutto il periodo della gravidanza e dell’allattamento, infine, è molto importante avere il parere del proprio ginecologo, anche durante la vista oculistica, per la scelta dei farmaci che possono essere utilizzati, al fine di rasserenare le future mamme. 

A cura di a cura di Viola Compostella
con la collaborazione del Dott. Fabio Mazzolani
Specialista in Oculistica
Direttore Sanitario Centro Oculistico Bergamasco

 

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