Esame dell’unghia

unghie

Vietato sottovalutare alterazioni del colore o della consistenza della lamina
Unghie che cambiano colore. Si spezzano facilmente. O ancora si sollevano senza apparente motivo. Potrebbe essere colpa di una micosi (fungo). Per avere la certezza bisogna sottoporsi all’esame dell’unghia. E farlo senza aspettare troppo: in caso si tratti davvero di un fungo, prima si inizia la terapia maggiori sono le possibilità di risolvere il problema e prevenire danni irreversibili. Ma come capire se le unghie sono a rischio? E come si svolge l’esame? Lo abbiamo chiesto al professor Antonino Di Pietro, dermatologo.

Quali sono i campanelli d’allarme che possono far sospettare un problema alle unghie?
Il primo campanello è l’alterazione del colore o della consistenza dell’unghia. Se la lamina, cioè la parte esterna e dura, diventa biancastra, giallastra, nerastra, con macchioline verdi oppure se si nota uno scollamento dal letto ungueale (la parte rosa inferiore), conviene fare subito un accertamento per verificarne le cause. Quella più comune e diagnosticabile con l’esame è la presenza di un fungo, in termini medici definita onicomicosi, come candida, dermatofiti e muffe. Ma ci potrebbero essere anche motivi traumatici (come l’aver schiacciato l’unghia) o altre patologie più rare di tipo dermatologico come psoriasi, lichen o eczemi.

Come si fa l’esame dell’unghia? 
Prima di cominciare è bene lavare con cura e con un sapone neutro la zona da analizzare, ed eliminare smalti, gel o ricostruzioni almeno dieci giorni prima dell’appuntamento. Il dermatologo preleva un pezzo di unghia già staccata dal letto ungueale con un tronchesino, e poi gratta con un bisturi il letto ungueale per prelevare il materiale sospetto. Questo campione viene diviso in due parti e sottoposto a due esami. Il primo è al microscopio per poter osservare eventuali funghi da vicino (dopo aver macerato il pezzettino di unghia con idrato di potassio al 30-40%). Già in questa prima fase è possibile capire se ci si trova di fronte a una micosi. Il secondo esame si effettua mettendo dei pezzettini di unghia su delle piastre contenenti terreni di coltura (per intenderci i classici dischetti trasparenti da laboratorio). Se sono presenti dei miceti, dopo 7-15 giorni si sviluppano delle colonie che appaiono come macchioline di varie forme e colore che corrispondono ai diversi funghi.

Se l’esame rivela la presenza di un fungo
In caso l’esame dell’unghia confermi che si tratti di micosi, la cura consisterà nell’uso di smalti ungueali da applicare direttamente sulla zona interessata e antimicotici per bocca: la terapia orale è sempre indispensabile. Il trattamento può durare da due mesi fino anche a due o più anni, in relazione alla gravità della patologia. È molto importante una diagnosi precoce perché più si aspetta, più il fungo si estende compiendo danni difficili da riparare. Nei casi più gravi si può arrivare al disfacimento dell’unghia, e in questo caso si parla di onicolisi.

A cura di Giulia Sammarco
con la collaborazione del dott. Antonino di Pietro
Specialista in Dermatologia Direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis

 

 

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