Malattie autoimmuni: i falsi miti

malattie autoimmuni


In questi ultimi anni stiamo a assistendo a una polarizzazione delle malattie che più ci affliggono e, con grandissima approssimazione, possiamo dire che si stanno sempre più delineando tre scenari che, con l’esclusione di tutte le patologie di tipo traumatico e in buona parte quelle di tipo degenerativo meccanico-fisico, comprendono essenzialmente:

> le malattie infettive;
> le malattie genetico-degenerative congenite e clinicamente evidenti;
> le malattie legate all’attività del sistema immunitario:
Fino a 10-15 anni fa, questa suddivisione sarebbe sembrata imperfetta o incompleta perché apparentemente non venivano direttamente citate né le malattie neoplastiche (tumori), né le malattie vascolari e cardiologiche e né le malattie neurodegenerative, tutte patologie che oggi invece sempre più si scoprono essere sostanzialmente legate alle funzioni ed alle risposte del nostro sistema immunitario.

Una conoscenza recente
Il grande sviluppo nel campo della biologia e genetica molecolare degli ultimi trent’anni e la comprensione sempre più precisa da un lato delle funzioni e dei meccanismi ormonali (ovvero i fenomeni di trasmissione di comandi metabolici di stimolo e sia di inibizioni tra gruppi cellulari non contigui tra loro), dall’altro del ruolo basilare giocato dall’epigenetica (vedi box), hanno permesso di avere una migliore e realistica comprensione dei meccanismi correlati proprio a questa terza classe di patologie, arrivando così a creare una prima scala immaginaria sia della gravità e sia delle correlazioni tra queste patologie legate al sistema immunitario. Sostanzialmente avevamo sempre saputo, ad esempio, che lo sviluppo di un tumore fosse legato a un mancato riconoscimento delle cellule neoplastiche da parte del sistema immunitario, condizione che quindi le rendeva libere di svilupparsi e crescere sino alle peggiori conseguenze. Allo stesso modo da tempo sapevamo che un enorme numero di malattie - dal Lupus eritematoso sistemico all’artrite reumatoide, dalla psoriasi al morbo di Crohn, e via via sino alla Sindrome Metabolica ( che ricomprende il diabete, l’obesità, la dislipidemia, l’ipertensione ) senza escludere le patologie neurodegenerative e tantissime altre ancora come l’innocua vitiligine o le allergie ad agenti esterni come pollini o determinati alimenti - avevano rapporti diretti con il sistema immunitario, per cui la grande “svolta” si è realizzata proprio con le migliori conoscenze offerte dalla biologia molecolare che ha permesso e sta permettendo in modo sempre più dinamico e multifattoriale lo sviluppo sia della conoscenza delle condizioni organiche in grado di innescare la risposta (inibita o eccessiva) del sistema immunitario e sia soprattutto quali possono essere gli eventuali agenti esterni in grado di contribuire alla “promozione” di queste patologie.

Le basi genetiche della celiachia
La celiachia è una malattia genetica caratterizzata da un’inappropriata risposta immunitaria a una proteina denominata gliadina, che si esprime con la presenza di anticorpi anti-gliadina e di anticorpi trans-glutaminasi, ove la gliadina è una delle due maggiori componenti del glutine, che notoriamente è presente in tutti i cereali.

Se il sistema immunitario reagisce contro il nostro stesso corpo
Nell’attuale scenario di cattiva o falsa conoscenza, si fanno sempre più evidenti pareri disparati e spesso fantasiosi riguardo alle cause legate all’insorgenza delle malattie autoimmuni. Ecco perché è importante fare un po’ di chiarezza. Come già accennato in precedenza, le malattie autoimmuni possono essere descritte essenzialmente come la formazione nel nostro corpo di autoanticorpi, ovvero di anticorpi altamente efficaci rivolti contro una vasta tipologia di cellule del nostro stesso corpo. In pratica, per diverse cause, il nostro sistema immunitario riceve un “falso stimolo” e da quel momento in poi inizia a produrre queste svariate categorie di autoanticorpi. Questa categoria di malattie può aggredire quindi sia degli interi sistemi (come ad esempio quello cardiovascolare, nervoso, respiratorio, digestivo) e sia degli organi specifici (come ad esempio il sangue, la cute, la tiroide (tiroidite di Hashimoto), il pancreas (diabete giovanile autoimmune insulino-dipendente) sia tutti i tessuti di una determinata tipologia, (ad esempio le connettiviti).

Cos’è l’epigenetica
L’epigenetica è la capacità adattiva del nostro Dna. Oggi sappiamo che il Dna non è rigido e immutabile come si era sempre creduto, ma ragionevolmente plastico e capace di adattarsi a fronte di modificazioni ambientali particolarmente durature.

Autoimmunità e alimentazione
Il particolare interesse del grande pubblico per queste patologie ha preso via via maggior corpo soprattutto in relazione alle sempre più accreditate “intolleranze alimentari” che partendo da una patologia genetica ben nota come la celiachia (ovvero l’intolleranza ad una proteina, la gliadina, che è una delle due principali componenti del glutine ) hanno dilagato al di fuori delle cause note e preso sempre più piede, parallelamente e in supporto alle tante filosofie nate spesso senza alcuna base scientificamente razionale nell’ambito della “corretta alimentazione“. La realtà è che oltre alla grande famiglia dei virus influenzali che, ad oggi ed a mero titolo di esempio, sembrano essere i principali responsabili della comparsa della già citata “tiroidite di Hashimoto”, ad oggi non è ancora stato chiaramente definito il perimetro di tutte le cause di queste patologie. Negli ultimi anni, però, una vastissima massa di pubblicazioni scientifiche ha messo in luce un sempre maggior coinvolgimento diretto delle micotossine nella comparsa di svariate patologie polidistrettuali come le malattie dell’apparato respiratorio, del sistema nervoso, dell’apparato tegumentario (ovvero della cute), dell’apparato locomotore (muscoli, ossa e articolazioni), dell’apparato nervoso e di quello digerente. Proprio riguardo all’apparato digerente, oltre alla celiachia, si stanno facendo sempre più presenti condizioni di “intolleranza” - e non di “allergia” - nei confronti di diversi componenti degli alimenti, tanto che sono state definite delle sindromi denominate gluten-like syndrome e lactose-like syndrome per indicare le reazioni infiammatorie non di origine genetica legate all’assunzione di alimenti contenenti glutine e di alimenti contenenti lattosio (in pratica latte e derivati freschi). La mancanza di anticorpi specifici sta sempre più confermando l’ipotesi - supportata negli ultimi 25-30 anni da centinaia di migliaia di articoli scientifici pubblicati e ampiamente disponibili per essere consultati - che un ruolo assolutamente determinante in tutte queste patologie possa essere svolto dalla presenza in tutti gli alimenti ( biologici e “naturali” compresi ) di micotossine di varia natura e origine. Oltre alla loro capacità lesiva (cancerogenicità e tossicità), una delle particolarità che accomuna tutte le micotossine è data dall’osservazione che la loro presenza nell’organismo è cronica e i loro effetti negativi si evidenziano con maggiore vigore solo nei casi di superamento di una loro determinata concentrazione, che sfortunatamente varia non solo a seconda delle diverse micotossine ma soprattutto in base alla capacità di resistenza di ogni individuo. Per questa ragione tutti gli Enti ufficiali sia nazionali sia sovranazionali e mondiali (Emea, Fda, Who etc.) da alcuni anni stanno lanciando avvertimenti sempre più pressanti sui pericoli ad esse legati. Allo stato attuale le soluzioni possibili sembrano essere da un lato quello di sottoporre gli alimenti sia per uso umano sia zootecnico a processi naturali e non inquinanti finalizzati all’abbattimento delle micotossine e dall’altro individuare nei pazienti i livelli di micotossine cronicamente presenti nei loro organismi per poterli sottoporre a opportuni trattamenti miranti a diminuirne la concentrazione, tenendo comunque sempre in conto che le due azioni sono fattori chiave indivisibili tra loro.

In conclusione, l’attenzione continua del pubblico nei confronti delle malattie potenzialmente legate all’alimentazione sta creando un vero e proprio “arco di distorsione” riguardo alla percezione di diverse patologie autoimmuni: solo una comunicazione e una conoscenza semplice ma corretta del problema in futuro potrà essere di aiuto nel permettere di tenere sotto controllo questo fenomeno.

Le micotossine
Sono tossine prodotte dal metabolismo di alcune specie fungine, principalmente Aspergillus, Penicillium e Fusarium. Questi funghi filamentosi microscopici, comunemente noti come muffe, possono svilupparsi non solo in tutti i prodotti alimentari, ma anche nei luoghi dove viviamo producendo gli stessi effetti causati da alimenti contaminati. Da oltre 30 anni lo Iarc (la sezione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si occupa di tumori), l’Onu e la Fao pubblicano rapporti sulle micotossine che ne evidenziano la cancerogenicità e l’elevata tossicità sia per l’uomo sia per gli animali.

A cura del dottor Massimo Valverde
Specialista in Endocrinologia, Farmacologia e Tossicologia
Direttore Sanitario Centro Medico MR Bergamo

 

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