Prima volta a 16 anni ma di sesso non si parla con i genitori

ragazzi rapporti


La “prima volta” arriva per i ragazzi italiani in media fra i 16 e i 17 anni. Aumenta l’uso del preservativo ma l’argomento resta tabù nelle conversazioni in famiglia. Sono solo alcuni dei dati emersi dal primo studio del Ministero della Salute sulla salute sessuale e riproduttiva degli italiani. Nato per orientare e sostenere la programmazione di interventi a sostegno della fertilità in Italia, è stato presentato in occasione della terza Giornata nazionale di informazione e formazione sulla salute riproduttiva, che si è celebrata il 22 settembre.

Il coordinamento dello studio è stato affidato all’Istituto Superiore di Sanità e hanno partecipato la “Sapienza” Università di Roma, l’Ospedale Evangelico Internazionale di Genova e l’Università degli studi di Bologna. Sono state realizzate indagini rivolte sia alla popolazione potenzialmente fertile (adolescenti, studenti universitari e adulti in età fertile), sia ai professionisti sanitari (pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, ginecologi, andrologi, endocrinologi, urologi, ostetriche).

Per quanto riguarda gli adolescenti, l’indagine è stata condotta in ambito scolastico con il supporto delle Regioni e dei professionisti del SSN, su un campione, statisticamente rappresentativo, di 16.063 studenti prevalentemente di 16-17 anni. Ha coinvolto 941 classi terze di 482 scuole secondarie di secondo grado, distribuite su tutto il territorio nazionale.

Ecco alcuni degli aspetti emersi, considerati tra i più interessanti da parte degli esperti del Ministero. Dalle risposte emerge un’errata percezione (sovrastima) da parte dei ragazzi e delle ragazze relativamente all’adeguatezza delle informazioni in loro possesso sulle tematiche della salute sessuale e riproduttiva che nella maggior parte dei casi (89% i maschi e 84% le femmine) cercano su internet.

Si rilevano spazi di miglioramento nella conoscenza dei seguenti aspetti:
> fattori di rischio/protettivi per la riproduzione (età e stili di vita);
> alcune infezioni a trasmissione sessuale (IST) quali epatite virale, sifilide, gonorrea, papilloma virus e clamidia;
> metodi contraccettivi in grado di proteggere dalle IST.

Rimangono poco conosciuti i consultori (situazione invariata rispetto a quanto rilevato dall’indagine ISS 2010). Anche il contatto con i medici specialisti è limitato. Circa 1 adolescente su 3 ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali completi (35% dei maschi e 28% delle femmine). I metodi contraccettivi più conosciuti sono il preservativo (99%) e la pillola (96%) Per quanto riguarda l’utilizzo dei metodi contraccettivi, rispetto a un’indagine fatta dall’ISS nel 2010, rimane stabile la percentuale di chi non usa alcun metodo (10%), mentre aumenta l’utilizzo del preservativo (77%) ma anche quello del coito interrotto (26%) e del calcolo dei giorni fertili (11%).La famiglia è un luogo in cui difficilmente si affrontano argomenti quali “sviluppo sessuale e fisiologia della riproduzione”, “infezioni/malattie sessualmente trasmissibili” e “metodi contraccettivi” (solo il 10% parla in famiglia di questi argomenti in maniera approfondita).

Il 94% dei ragazzi ritiene che debba essere la scuola a garantire l’informazione sui temi della sessualità e riproduzione (ben il 60% di loro ritiene che questo dovrebbe iniziare dalla scuola secondaria di primo grado o anche prima, dato che conferma quanto già emerso nell’indagine ISS del 2010); tuttavia solo il 22% degli adolescenti vorrebbe ricevere queste informazioni dai propri docenti, mentre il 62% vorrebbe personale esperto esterno alla scuola.

Emerge un gradiente Nord-Sud su alcuni aspetti indagati, soprattutto in relazione alle conoscenze. D’altra parte, la partecipazione a corsi/incontri sul tema della sessualità/riproduzione al Sud è pari al 33%, decisamente inferiore a quella nel Nord del Paese pari al 78% (aumenta il divario Nord-Sud rispetto al 2010). Solo il 7% degli adolescenti pensa di non avere figli nel suo futuro, mentre quasi l’80% di loro indica come età giusta per diventare genitore prima dei 30 anni.

A cura di Giulia Sammarco
Il primo Studio nazionale sulla fertilità ha raccolto informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva per orientare e sostenere la programmazione di interventi a sostegno della fertilità in Italia.