Un tempo erano fatte di corda intrecciata e legno, oggi sono per lo più di plastica. Nate per spostarsi agevolmente a piedi sulla neve fresca, sono le racchette da neve o "ciaspole", per dirlo con un termine ladino entrato nel linguaggio comune dopo il successo de "La Ciaspolada" della Val di Non. Nel 2010 la corsa con le ciaspole si è affacciata per la prima volta alle Olimpiadi invernali di Vancouver, non ancora come sport olimpico ufficiale, ma come "sport dimostrativo". Per conoscere meglio questa disciplina abbiamo intervistato Davide Milesi, atleta bergamasco della Val Brembana che, oltre al fondo, alla maratona e alla corsa in montagna, è un campione di questa attività, che gli ha fruttato il quarto posto a Vancouver.

Per muovere i primi passi sulle ciaspole serve una preparazione specifica o un istruttore? 
Camminare o correre con le ciaspole somiglia molto alla corsa e alla camminata in montagna, il movimento viene naturale sin dall'inizio. L'unica piccola differenza è che, per l'ingombro dell'attrezzo, le gambe risultano leggermente più divaricate. Dal punto di vista della preparazione fisica è la stessa delle attività aerobiche come la corsa o l'escursionismo; anche se non si procede velocemente, quasi sempre nei percorsi ci sono tratti in salita. Ovviamente la durata delle ciaspolate deve essere commisurata all'età e alla preparazione atletica.

Le ciaspole si usano solo sulla neve soffice per non affondare, motivo per cui sono nate, o anche su neve battuta o ghiacciata?
Le ciaspole di una volta servivano essenzialmente per la neve soffice, invece quelle che si usano oggi hanno sempre puntali e ramponcini che a contatto con il manto nevoso garantiscono la progressione anche su neve dura o crostosa. Tra le ciaspole moderne ci sono modelli più tecnici che, provvisti di una ramponatura specifica, assicurano una grande presa sulle diverse superfici e modelli usati generalmente nell'agonismo molto più leggeri per agevolare il gesto atletico, ma meno adatti all'escursionismo classico.

Come devono essere le calzature e i bastoncini?
In generale con le ciaspole si possono indossare scarponcini o pedule comuni alle camminate in montagna, meglio se in goretex e quindi impermeabili. I bastoncini possono essere gli stessi impiegati per il Nordic walking o l'escursionismo. Nell'agonismo invece non si usano bastoncini e vengono usate le classiche scarpette da running fissate direttamente alle ciaspole (eventualmente per garantire o mantenere il piede caldo ed asciutto si usano i classici copriscarpe da bike). Anche l'abbigliamento non è specifico, va bene l'attrezzatura termica, impermeabile e traspirante comune al trekking e ad altre attività alpine.

Su quali percorsi si può praticare questa attività?
Chiariamo subito che sulle piste di sci è vietato risalire non solo con le ciaspole, ma anche a piedi o con le pelli di foca. Nelle località montane ci sono in genere percorsi segnalati che si possono seguire in sicurezza. Avventurarsi fuori da questi percorsi, magari in zone che si pensa di conoscere perché frequentate durante l'estate, se non si è alpinisti esperti, può essere rischioso.

Ci sono gare di corsa con le ciaspole?
Certamente, sempre di più, ma non essendoci ancora una federazione vera e propria sono manifestazioni non competitive. Anche alle prossime Olimpiadi invernali le ciaspole non saranno sport olimpico, ma il Comitato Olimpico Internazionale sta spingendo in questa direzione, perché è tra gli sport invernali uno dei meno tecnici e potrebbe aprire le porte delle Olimpiadi invernali ad esempio ai Paesi africani.

 

SU LA FORMA, GIÙ L’ANSIA E LO STRESS
Ciaspolare è un’attività che fa bene sia al corpo sia alla mente. È un allenamento cardiovascolare efficace che rassoda i muscoli di gambe e braccia e aiuta a dimagrire (si possono bruciare fino a 600 calorie in un’ora). Inoltre attiva la produzione di endorfine (il cosiddetto “ormone della felicità”) e contribuisce quindi a migliorare l’umore e a contrastare ansia, effetti potenziati dal contatto con la natura, riconosciuto dalla scienza come uno dei più potenti antistress.

COSÌ TI DIVERTI, SENZA RISCHI
Riguardo ai rischi abbiamo chiesto qualche consiglio in più a un altro bergamasco, Michelangelo Oprandi, skyrunner e guida alpina... «Come accennato da Davide Milesi, il pericolo delle ciaspole è proprio la facilità con cui chiunque può accostarsi a questa attività, senza avere una preparazione specifica. Qualunque sport alpino ha dei rischi, dalla possibilità di perdersi, visto che basta una nevicata di 20-30 cm per non ritrovare le proprie tracce, alle valanghe, che non sono completamente prevedibili neanche dagli alpinisti più esperti. Il consiglio per chi inizia è di non uscire dai percorsi tracciati se non insieme a una guida o a un gruppo organizzato. Spesso nelle località montane vengono proposte ciaspolate in gruppo, divertenti e sicure, a volte anche in notturna. Anche per chi è allenato a camminare o correre in altri ambienti, la montagna richiede qualche precauzione in più: ad esempio può capitare di fare un’attività piuttosto intensa, anche per la pendenza, che ci fa sudare nonostante la bassa temperatura esterna. In queste situazioni la respirazione è profonda e c'è una notevole differenza di temperatura tra l'aria inspirata e il nostro corpo, che può creare inconvenienti. Inoltre, come guida alpina la mia preoccupazione è soprattutto la sicurezza. Vorrei ricordare che fare uscite in gruppo, dal punto di vista del rischio valanghe, è una sicurezza solo se si è dotati dell'attrezzatura specifica. In caso di valanga si possono allertare i soccorsi organizzati, che intervengono con elicotteri e cani, ma non sono immediati, è quindi cruciale l'autosoccorso, che si può realizzare se i componenti del gruppo indossano (non nello zaino che può staccarsi) dispositivi ricetrasmittenti detti Arva, che permettono di localizzare i compagni. Ma attenzione: individuare i compagni non è sufficiente se non si ha con sé una pala che permetta di liberarli».

a cura di LELLA FONSECA
con la collaborazione di DAVIDE MILESI
Campione corsa con le ciaspole
- MARATONETA, SKYRUNNER E GUARDIA FORESTALE IN VAL BREMBANA -
foto Michelangelo Oprandi