Gengivite in gravidanza. Anche la bocca risente dei cambiamenti fisiologici nei nove mesi.

Gengivite gravidanza

I consigli per mantenere denti e gengive in salute. La gravidanza è un momento unico nella vita di una donna ed è caratterizzata da cambiamenti fisiologici complessi. Cambiamenti che posso influire anche sulla salute dei denti e gengive. Il mantenimento di condizioni ottimali del cavo orale è quindi fondamentale sia per la futura mamma sia per la promozione della salute orale del nascituro.

«In gravidanza le gengive spesso manifestano una risposta infiammatoria esagerata ai fattori locali (placca batterica, tartaro, ricostruzioni e protesi debordanti)» osserva il dottor Marco Campana, odontoiatra. «È quindi frequente l’insorgenza o l’aggravamento di patologie dei tessuti parodontali (i tessuti di supporto ai denti, cioè gengiva, osso alveolare, e legamento parodontale) come gengivite, parodontite ed epulidi (ndr. noduli di tessuto)».

Dott. Campana, cosa sono e come si manifestano le patologie parodontali? 
La gengivite è l’infiammazione reversibile dei tessuti gengivali superficiali, provocata dai batteri che si accumulano con la placca nel solco gengivale (la fessura tra gengiva e dente) e dalla risposta dell’organismo a questa colonizzazione. Si possono notare gengive arrossate, gonfie, facilmente sanguinanti al minimo traumatismo e una dolorabilità/bruciore variabili. Se l’infiammazione si estende ai tessuti profondi, cioè al legamento parodontale (il collegamento tra la radice del dente e l’osso alveolare), al connettivo profondo e all’osso alveolare con distruzione dei tessuti, la malattia si definisce parodontite. Talvolta (soprattutto nelle papille dei denti anteriori mascellari), quando sussistono condizioni anatomiche sfavorevoli alle corrette manovre di igiene orale, è possibile che si sviluppi una lesione benigna molto vascolarizzata ed edematosa (gonfia) con aspetto rosso brillante chiamata granuloma gravidico o epulide. Generalmente questi granulomi hanno un diametro inferiore a due cm e se sottoposti a piccoli traumi (come uno spazzolamento aggressivo) possono sanguinare. Spesso possono regredire spontaneamente nelle settimane successive al parto o una volta corretto l’”ostacolo” anatomico (come restauri incongrui o sottosquadrati, elementi dentari affollati, sovrapposti, compromessi).

Quali sono le cause e come si possono sviluppare queste patologie? 
Durante la gravidanza si registra un aumento della produzione di ormoni quali estradiolo, estriolo e progesterone che determinano:

• modifiche alla flora batterica che abitualmente abita le mucose orali con aumento di batteri coinvolti nella patologia parodontale e cariosa;

• alterazione della risposta immunitaria locale con aumentata suscettibilità all’infiammazione gengivale e riduzione delle altre funzioni immunitarie;

• proliferazione vascolare aumentata a livello gengivale con conseguenti effetti pro-infiammatori.

Quali sono i numeri di queste problematiche?
La prevalenza della gengivite (reversibile) durante la gravidanza varia dal 30% al 100% in donne che non presentano alcun segno e sintomo di malattia parodontale prima della dolce attesa. La percentuale delle donne gravide che possono manifestare segni clinici di parodontite, invece, varia dal 5 al 20%; in questo caso si registrano più frequentemente aggravamenti di patologie parodontali già preestistenti. Le epulidi, più rare, si possono manifestare nel 10% delle donne in gravidanza. I sintomi e i segni della patologia parodontale possono comparire inizialmente nel secondo mese di gestazione e raggiungono la massima gravità circa un mese prima del parto. Dopo il parto solitamente si riducono progressivamente fino alla scomparsa in poche settimane

Ci sono delle misure particolari da adottare o qualche trattamento specifico? 
È fondamentale far capire alla futura mamma che essere in gravidanza non determina per forza l’insorgenza di malattia parodontale ma che, per i cambiamenti citati, si vengono a creare le condizioni più favorevoli per un aggravamento di condizioni predisponenti e/o patologiche preesistenti. Sebbene non ci siano particolari controindicazioni al trattamento odontoiatrico durante tutta la gravidanza, è consigliabile stabilire una scala di priorità programmando nel secondo trimestre di gestazione oppure rimandando dopo il parto le cure. Le più diffuse emergenze odontoiatriche possono essere tranquillamente affrontate anche nei nove mesi senza nessun problema. Anche per quanto riguarda le sedute di igiene orale professionale e di mantenimento della salute parodontale non ci sono controindicazioni. A tutte le donne in dolce attesa vanno comunque fatte alcune raccomandazioni:

• spazzolare i denti due volte al giorno con un dentifricio al fluoro e utilizzare il filo o altro ausilio interdentale tutti i giorni;

• limitare l’assunzione di cibi contenenti zuccheri solo durante i pasti;

• scegliere acqua o latte magro come bevanda, evitando le bevande gassate;

• scegliere frutta piuttosto che succhi di frutta per soddisfare l’assunzione di frutta giornaliera consigliata;

• effettuare sempre 2/3 controlli odontoiatrici nell’arco della gravidanza, programmando le sedute di igiene orale professionale con il proprio odontoiatra di fiducia sia prima sia durante e dopo la gestazione (se non è stata effettuata negli ultimi sei mesi o se si è verificata una nuova condizione);

• in caso di problemi di salute ai denti o alle gengive rivolgersi al proprio odontoiatra per poter eseguire le terapie necessarie indicate, anche prima del parto. 

a cura di GIULIA SAMMARCO
Ha collaborato DOTT.SSA DOTT. TIZIANA ROMANO
Psicologa, Psicoterapeuta e Sessoanalista
- BERGAMO -

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