Rimozione delle otturazioni in amalgama? Solo se "protetta"

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Amalgama sì o amalgama no? La permanenza nel cavo orale di questa miscela utilizzata per le otturazioni dentali da più di 150 anni, costituita da mercurio (50%),rame (6-9%), argento (22-37%), stagno (11-14%) e zinco (2%), è oggi argomento di notevoli controversie nella comunità scientifica. «Il mercurio è il secondo elemento non radioattivo più tossico dopo il plutonio» dice il dottor Stefano Capoferri, medico odontoiatra. «La diatriba, in particolare, è legata ai potenziali danni biologici legati al costante rilascio di questo metallo nell'organismo da parte delle stesse otturazioni».

Secondo alcuni esperti l'amalgama causerebbe problemi all'organismo intossicandolo, secondo altri, invece, le quantità rilasciate dalle otturazioni sarebbero troppo basse per essere nocive. Ciò che però accomuna oppositori e sostenitori è l'effettiva pericolosità dell'amalgama, per via dei vapori sprigionati dal calore sviluppato dagli strumenti, se non rimossa con le dovute attenzioni e precauzioni. Per questo sono stati messi a punto precisi protocolli operativi, indispensabili al fine di ridurre il più possibile il rischio di inalazione dei vapori di mercurio per l'operatore e per il paziente. «Per effettuare una rimozione protetta bisogna rispettare alcuni punti focali» continua il dottor Capoferri. «Innanzitutto il dente da trattare deve essere isolato con l'ausilio della diga di gomma. La tecnica di fresaggio deve essere eseguita, con tagli netti utilizzando una fresa al carburo di tungsteno specifica per metalli e sotto abbondante irrigazione. L'amalgama non deve essere assolutamente polverizzata ma deve essere rimossa intera o a blocchi mediante l'uso di scalpelli. Aspetti importanti sono, poi, l'areazione del locale, per garantire un constante ricambio d'aria, e l'aspirazione mediante l'uso combinato di due aspiratori. Altre precauzioni per limitare al minimo i rischi sono aspettare almeno tre settimane tra una rimozione e l'altra per favorire la detossificazione e seguire una terapia antiossidante e chelante ("disintossicante") con assunzione di vitamina C e selenio. Ovviamente, una volta rimossa l'amalgama, deve essere riposta in contenitori con chiusura ermetica e smaltita secondo le normative vigenti come rifiuto pericoloso». Ma come si fa a essere certi di non aver subito "danni" nella rimozione? «Prima della rimozione e almeno sei mesi dopo l'ultima, è consigliabile fare una valutazione della concentrazione di mercurio nell'organismo attraverso un mineralogramma (esame del capello) o esami delle urine o del sangue» conclude l'odontoiatra.

 

STUDIO ODONTOIATRICO CAPOFERRI
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a cura di FRANCESCA DOGI

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