Aiuto! Mio figlio non cresce

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"Ma perché non cresce come i suoi coetanei?". "E se rimanesse piccolo?". La crescita del proprio figlio è uno degli aspetti di salute che più preoccupa i genitori. Per diversi motivi. Innanzitutto per il timore che ci possa essere qualcosa che non va, una malattia o una disfunzione. Ma c'è anche un'altra paura e cioè che il bimbo rischi di restare basso, anche da adulto. In realtà nella maggior parte dei casi queste preoccupazioni si rivelano infondate, poiché il bambino ha una statura nell'ambito della norma (solo nell'1% dei casi esiste un difetto endocrinologico). In ogni caso è opportuno seguire sempre con regolarità (ogni 6-12 mesi) la crescita dei propri figli, in modo da cogliere tempestivamente i segni di possibili patologie dell'accrescimento che oggi, se diagnosticate tempestivamente, possono essere trattate efficacemente.

Ognuno ha i suoi tempi
Il processo di crescita staturale non è sempre graduale e uniforme: esistono periodi in cui risulta accelerato (periodo intrauterino, primo anno di vita ed epoca puberale) e altri in cui è rallentato (dal secondo anno di vita sino al periodo pre-puberale). In età pediatrica la statura è quindi per definizione una misura che varia nel tempo. Per avere un'idea di dove si colloca la statura di un bambino rispetto al resto della popolazione in età evolutiva sono stati creati i percentili di crescita (curva di crescita). La curva di crescita è un grafico, specifico per maschi e femmine ed etnia, che consente di individuare la statura del bambino in base alla popolazione generale, o, secondo il termine tecnico, il suo centile, una specie di classificazione, da 1 a 100, in cui inserire l'altezza del bambino. Ad esempio, un bambino al 75° centile, ha, su 100 bambini della sua stessa età, sesso ed etnia, 25 più alti e 75 più bassi di lui; (da un punto di vista medico è considerata bassa statura al di sotto del 3°percentile, al contrario alta statura al di sopra del 97°percentile). La curva di crescita serve anche a valutare l'andamento della crescita del singolo bambino nel tempo. Un bambino sano, negli anni, si colloca sempre nella stessa zona del grafico ("segue il suo centile"). Se invece, ad esempio, passa nel giro di un anno dal 50°, al 25°, poi al 10° centile ("perde centili"), è probabile che abbia un problema di salute che ne sta compromettendo la crescita ed è quindi urgente approfondire e intervenire.

Quando può essere normale...
La bassa statura può esser definita normale in due condizioni: bassa statura familiare e ritardo di crescita costituzionale.
• Bassa statura familiare. Si può avere in bambini con uno o entrambi i genitori bassi. La statura è su percentili bassi, ma rimane costante negli anni, con una normale velocità di crescita. L'età ossea è simile a quella effettiva, la pubertà arriva in epoca normale, la statura finale coincide con la statura bersaglio. Sono bambini da seguire bene nel tempo, ma in generale non è necessario alcun trattamento.
• Ritardo costituzionale di crescita e pubertà. È una condizione in cui il bambino ha una bassa statura e un'età ossea molto ritardata. In genere il rallentamento della crescita si manifesta verso gli 11-13 anni ma nell'adolescenza viene recuperato tutto il ritardo, arrivano fino a una statura finale normale. Anche in questi casi è necessario un attento follow up.

… e quando patologica
Si parla di bassa statura patologica quando è legata a sindromi dismorfiche, displasie scheletriche, cause endocrine.
• Sindromi dismorfiche. La più nota è la sindrome di Turner che colpisce le femmine ed è determinata da un'alterazione cromosomica. La statura finale è molto bassa, ma la terapia con ormone della crescita riesce a migliorarla.
• Displasie scheletriche. Si tratta di severe basse stature riconducibili a malattie ossee congenite. Molte di queste patologie, in cui vari segmenti scheletrici presentano proporzioni non armoniche (acondroplasia) sono trasmesse geneticamente.
• Cause endocrine. Gli ormoni, in particolare la tiroxina (ormone tiroideo), l'ormone della crescita e gli ormoni sessuali, giocano un ruolo fondamentale sulla crescita, pertanto la loro carenza può ripercuotesi negativamente. Per diagnosticare uno scarso funzionamento della tiroide (ipotiroidismo), con conseguente ridotta produzione di tiroxina, è sufficiente un prelievo di sangue. La carenza di ormone della crescita o GH, invece, è una condizione rara e talvolta difficile da dimostrare: dopo un adeguato follow up e l'esclusione di altre cause, vanno programmati dei test da stimolo ormonali e una risonanza magnetica dell'encefalo che ricerchi eventuali anomalie dell'ipofisi, la ghiandola che produce l'ormone. In caso di conferma della diagnosi può essere prescritta la terapia con ormone biosentetico, ma solo da parte di Centri autorizzati.

È bene, infine, ricordare che ogni problema di salute importante e che persiste nel tempo (ad esempio l'asma grave, malattie cardiache, nefropatie, celiachia e malattie infiammatorie croniche intestinali, del sangue) può causare un ritardo della crescita, sia dovuto alla malattia in sé, sia ai farmaci usati per curarla. Anche una scarsa crescita durante la gravidanza (neonato alla nascita piccolo per l'età gestazionale) può non essere recuperata completamente nei primi anni di vita e causare una bassa statura.

La genetica conta
La crescita di un bambino è influenzata da molteplici fattori (ambientali, nutrizionali, endocrinologici), non ultimo la genetica (statura dei genitori). Di solito genitori alti avranno bambini alti e genitori bassi bambini bassi (anche se sono possibili eccezioni). In genere deve esser calcolato il target genetico staturale (obiettivo di crescita in base all'altezza dei genitori) mediante apposite formule. Un ulteriore strumento spesso adoperato dagli endocrinologi per l'inquadramento di una bassa statura è la valutazione dell'età ossea mediante una radiografia della mano e del polso sinistro, che consente di sapere se lo stato di maturazione del bambino è uguale, ritardato o avanzato rispetto all'età effettiva.

a cura della DOTT.SSA MARTA ODONI
Specialista in Pediatria UO Pediatria e Neonatologia
- PRESSO POLICLINICO SAN PIETRO DI PONTE SAN PIETRO - 

 

 

 



 

 

 

 

 



 

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